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Riab news - da Luca il 17/12/2012 @ 10:15

LE GIOVANI FUMATRICI HANNO UN PIU’ ALTO RISCHIO DI OSTEOPOROSI

Secondo uno studio del Cincinnati Children's Hospital Medical Center, pubblicato sul Journal of Adolescent Health, le ragazze che fumano riducono la densita' minerale ossea in una fase di crescita critica, aumentando il rischio di sviluppare osteoporosi nel corso della vita. La ricerca, coordinata da Lorah Dorn, rivela che la prevenzione dell'osteoporosi inizia sin da adolescenti e che il vizio del fumo sotto i diciotto anni d'eta' aumenta le possibilita' per le donne di avere ossa piu' deboli e fragili nel tempo. "I primi due anni che caratterizzano il periodo di apparizione del ciclo mestruale delle ragazze sono fondamentali per la salute delle ossa almeno quanto lo sono gli ultimi quattro decenni di vita per lo sviluppo dell'osteoporosi", ha spiegato Dorn, "al 'benessere osseo' accumulato in quegli anni corrispondera' un relativo impoverimento delle ossa in tarda età". Lo studio ha calcolato l'impatto del fumo, dei sintomi di depressione, dell'ansia e dell'abuso di alcol sulla crescita sana delle ossa in un gruppo di 262 ragazze tra gli undici e i diciannove anni. Per crescita sana i ricercatori hanno inteso il contenuto minerale totale delle ossa del corpo e la densita' delle ossa. Il fumo si e' rivelato un alto fattore di rischio per la riduzione della densita' minerale delle ossa del corpo e della spina lombare delle ragazze tra gli 11 e i 19 anni

UN NUOVO LIBRO INDAGA SUI BENEFICI E SUI PERICOLI DELLO YOGA

In Italia in questo momento ci sono 1 milione e mezzo di praticanti, negli Stati Uniti sono oltre 20 milioni. Nel mondo 250 milioni. Lo yoga e' una delle attivita' di fitness che registra la piu' rapida espansione. Almeno 12 i diversi stili praticati nel mondo, dal piu' antico 'Hatha', precursore di tutto lo yoga posturale dai tempi dell'India medioevale al piu' moderno ed occidentale 'yogafit' in voga nelle palestre e nei centri benessere. ''Si parla molto dei benefici dello yoga, ne parlano i guru, le celebrities e gli istruttori piu' famosi, ma lo yoga e' una filosofia aperta a tutti e percio' anche molto controversa'', descrive William Broad, giornalista scientifico del New York Times, due volte premio Pulitzer e praticante yoga dal 1970, nel nuovo libro ''La scienza dello yoga'', giunto ora nelle librerie italiane edito da Dalai-editore. ''La situazione cosi' e' peggiorata ed alimenta la confusione, costringe ad ambiguita' e imprecisioni circa la sua filosofia. Si tende inoltre ad evitare di parlare di qualsiasi aspetto negativo dello yoga e c'e molta confusione sulla trasformazione degli stili attraverso un processo di reinvenzione moderna. Lo yoga cosi' ha anche prodotto ondate di infortuni. I medici hanno scoperto che alcune posizioni possono causare danni''. Broad, con entusiasmo e rigore scientifico, descrive verita' e illusioni, benefici (moltissime le ricerche mediche a favore) e pericoli, mettendo in guardia il lettore dai possibili danni che possono derivare dalla disciplina. L'autore azzarda anche come sara' lo yoga fra cento anni: ancora controverso con esperti che contenderanno lo scettro dello stile piu' spirituale che avvicini all'immortalita' da una parte e dall'altra una pratica sempre piu' popolare ed importante per la societa', con studi scientifici corposi e quindi accademie e medici-yogi ufficiali che forniscono terapie piu' affidabili di quelle farmacologiche e istruttori certificati quanto i fisioterapisti. Infine, ironicamente, immagina ancora il cantante Sting, presidente della Association of Yoga centenarians, in tour mondiale per promuovere programmi di ricerca sullo yoga per migliorare la qualita' di vita delle persone molto avanti con gli anni.

APRIRA’ A PARIGI LA PRIMA PALESTRA CHE ALLENA I NEURONI

La prima palestra per il cervello è pronta ad aprire i battenti a Parigi entro l'anno prossimo. E' il progetto 'Cerebroscope' presentato nella capitale francese da Myosotis, un'associazione per sostenere la ricerca e prevenire l'handicap cerebrale attraverso l'allenamento e il gioco. Madrina dell'associazione è Marina Picasso, nipote del pittore. L'idea, spiega la presidente di Myosotis, Monique Le Poncin, ricercatrice e dottore in scienze e meccanismi dell' apprendimento, "é di creare 'una palestra' della materia grigia", che alleni la memoria. "L'handicap cerebrale - prosegue - non è solo la malattia o il processo di degenerazione, contro i quali Cerebroscope non può fare niente, non siamo neurologhi. Ma l'handicap cerebrale può anche essere la difficoltà a scuola di un bambino, la disoccupazione o il cambiamento di lavoro: una situazione che crea un grande stress e porta a perdite di memoria e di concentrazione. Tutte le tecniche sviluppate nella nostra 'palestra' esistono da quarant'anni e sono approvate". Per Le Poncin "un cervello sano può memorizzare a tutte le età e con facilità, e per averlo basta allenarlo". In questo centro di 1.800 metri quadrati lavoreranno 18 psicologi e ortofonisti, sarà un luogo "familiare". Ci sarà un percorso scenografico che presenta situazioni insolite e un percorso "d'avventura" per il cervello per valutare il suo potenziale, oltre a uno spazio gestito da "neuro-prof" con video e giochi. Per potere realizzare il progetto l'associazione cerca ancora fondi per 3 milioni di euro. 

Chiusura anticipata della legislatura, da ticket a Patto salute i provvedimenti in sospeso - da Luca il 11/12/2012 @ 10:05

Con le annunciate dimissioni del premier Mario Monti (foto) si conclude quella che il ministro della Salute Renato Balduzzi ha definito «la manutenzione straordinaria del nostro Servizio sanitario», ma le questioni che restano aperte, vista la chiusura rapida e anticipata della legislatura sono molte. A essere assicurati al momento sono i tagli alle risorse del servizio sanitario (600 milioni quest'anno, un miliardo a regime nel 2013), che si aggiungono a quelli della spending review, del Salva-Italia e delle ultime manovre 2011. E proprio l'ultimo provvedimento targato Tremonti lascia in eredità al prossimo governo la questione spinosa dei due miliardi aggiuntivi che andranno recuperati a partire da gennaio 2014 attraverso i ticket: la "bomba" così come l'ha definita il ministro. Su questo fronte si attende il "documento di indirizzo" che Balduzzi ha promesso ma che sarà compito del prossimo esecutivo tradurre in atti concreti. Anche perché la questione va affrontata con le Regioni con le quali restano in sospeso due capitoli ancora non risolti: costi standard e Patto per la Salute. Le Regioni contestano i tagli al Fondo sanitario che l'anno prossimo, come denunciano i governatori sarà per la prima volta «inferiore a quello del 2012». Tagli talmente incisivi da rendere «impossibile» il Patto per la Salute, in scadenza a fine anno. Poi c'è il tema dei costi standard: l'accordo sulle Regioni da prendere come benchmark non c'è stato e il governo dovrebbe procedere da solo (con un dpcm che dovrebbe arrivare prima di Natale). Quindi c'è il decreto Balduzzi, di cui innumerevoli punti, dall'intramoenia alle assicurazioni, alla riforma h24 della medicina territoriale, richiedono passaggi ulteriori per diventare operativi e concretizzare la visione del governo di «rimettere al centro la medicina territoriale» che si «incontri con quella degli ospedali per un'assistenza dei medici di famiglia che non sia a singhiozzo ma continua» come ha spiegato Balduzzi. Stop anche al disegno di legge sul fine vita, destinato a morire al Senato, dove aveva iniziato il suo concitato iter. Nessuna chance per il ddl Fazio-Balduzzi, il cosiddetto omnibus, che contiene nuove norme per la speri mentazione clinica e la riforma degli ordini professionali. Infine difficile che vedano la luce il provvedimento che consente la donazione del corpo post-mortem alla ricerca scientifica e quello che rende legge la possibilità di donare i farmaci non utilizzati alle Onlus per distribuirli gratuitamente agli indigenti, appena approvata alla Camera.

RIAB INFO - da Luca il 09/12/2012 @ 12:07

 RIAB  INFO

                                               Aperiodico dell'IPY

Newsletter del 9 dicembre 2012

Anno X°  n° 14

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ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO  “ FATELE GIRARE”

la redazione.

 

 

GAME OVER 

Le maiuscole e minuscole che seguono non sono errori, ma l’espressione visiva della nostra indignazione

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RIAB INFO, Signori “GAME OVER”!


Ci abbiamo sperato fino all’ultimo, ma la decisione del Capo del governo di lasciare mette fine alle nostre aspettative. Almeno  in questa legislatura.

 

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=12430

 

 

 

 

Infatti, quando tutto sembrava andare per l’ennesima volta a scatafascio abbiamo vissuto momenti di insperato ottimismo quando, in sede di conversione del decreto balduzzi, i Senatori avevano avuto rassicurazioni che le loro istanze, che, per motivi di tempo, non era stato possibile inserire nel testo in approvazione, avrebbero trovato un altro contenitore.

 

Il vettore lo si era trovato nel ddl fazio sulla sperimentazione clinica e la riforma degli Ordini delle professioni sanitarie, approvato a fine settembre 2011 alla camera e parcheggiato su un binario morto alla XII Commissione del Senato

 

Su questo ddl sembrava potesse esserci l’unanimità delle forze politiche per una sua rapidissima approvazione, ma ora, con le prossime dimissioni dell’esecutivo, e lo scioglimento delle camere, si ritorna, come nel gioco dell’oca, al punto di partenza, vanificando gli sforzi di Chi, nella Categoria,  ci ha lavorato su.

 

Non ci resta che rileggerci, con Sacrosanta Rabbia,  le modifiche che avrebbero consentito di trasformare gli attuali Collegi degli infermieri, delle ostetriche e di tecnici di radiologia medica in ordini inserendo gli esclusi in quest'ultimo, con albi separati.

 

Noi ci saremmo così trovati nell' Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione e, tanto per capirci, anche i nostri giovani liberi professionisti, a partita iva, avrebbero potuto godere dei benefici riservati dalla fornero a chi è iscritto ad un albo.

 

Ma ora, visto che tutte le nostre aspettative resteranno deluse, non potremo che unirci al coro di chi si chiede  a cosa serva una politica che non risolve i problemi della gente e di una ministra che li complica.

 

Intanto nell’indifferenza generale e senza che il ministero della salute  riesca battere un colpo riprenderà la formazione del Tdr, probabilmente del Mft non vedente e si prospetta il terzo anno anche per il Mcb.

 

ECCO IL TESTO che ci avrebbe dato un Albo, preso da una bozza in circolazione:

 

 

9. Dall’entrata in vigore della presente legge i collegi delle professioni sanitarie e le rispettive Federazioni nazionali sono trasformati nei seguenti:

a) i collegi e le Federazioni nazionali degli infermieri professionali, degli assistenti sanitari e delle vigilatrici d'infanzia (IPASVI) in ordini delle professioni infermieristiche e Federazione  

 

nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche. L’albo delle vigilatrici d’infanzia assume la denominazione di albo degli infermieri pediatrici;

b) i collegi delle ostetriche/i in ordini professionali delle ostetriche;

c) i collegi dei tecnici sanitari di radiologia medica in ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

10. La professione di assistente sanitario confluisce nell’ordine di cui al comma 9, lettera c), ai sensi dell’articolo 4 della legge 1 febbraio 2006, n. 43.

11. Le Federazioni nazionali degli ordini di cui al comma 9, lettere a), b) e c), assumono la denominazione, rispettivamente di Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, Federazione nazionale degli ordini delle professioni ostetriche/i e Federazione nazionale degli ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

12. Agli ordini di cui al comma 9 si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, come modificato dal comma 1.

13. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, oltre all’albo dei tecnici sanitari di radiologia medica e all’albo dell’assistente sanitario sono istituiti, presso gli ordini di cui al comma 9, lettera c), gli albi per le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, ai quali possono iscriversi i laureati abilitati all’esercizio di tali professioni, nonché i possessori di titoli equipollenti o equivalenti alla laurea abilitante, ai sensi dell’articolo 4 della legge 26 febbraio 1999, n.42.

 

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RIAB INFO, siamo in grado di pubblicare la bozza di un articolo che apparirà sul numero di novembre di Riabilitazione Oggi. Lo si pubblica per fare chiarezza sulla materia, visto che, sull’argomento, sono circolate interpretazioni non proprio ortodosse e tutte improntate ad una lettura distorta di quanto è realmente accaduto. Ovviamente anche questo provvedimento è destinato ad finire nel nulla.

 

APPROVATO AL SENATO IL DDL SULLE PROFESSIONI SENZA ALBO

Di Gianni Melotti

Assistiamo, in questi giorni, ad una certa qual morigerata esplosione di ottimismo che sta prendendo piede tra i cultori più strenui del far riabilitazione, ad ogni costo, anche in assenza dei prescritti titoli. Non che ora possano riabilitare ma è pur vero, come dice il proverbio, chi si accontenta gode. La situazione ricalca appieno la nota favoletta di Esopo sulla volpe e , si stanno ora consolando del fatto che, finalmente aggiungo io, chi è in possesso di un diploma Isef o di una Laurea in S.M. potrà distinguersi da coloro che, senza nessuna conoscenza tecnico-scientifica, si autoproclamano operatori del movimento. Tutto questo perchè il 15 novembre il Senato ha approvato il ddl 3270 che detta le “disposizioni in materia di professioni non organizzate in Ordini e Collegi”. Un provvedimento che avrebbe potuto crearci più di un problema, almeno nel testo approvato alla Camera, ma avendo, il Senato, eliminato ogni riferimento alle professioni regolamentate e non ancora ordinate, come le nostre, il pericolo sembra  scampato. Almeno questo è quello che si intuisce leggendo  il comma due del primo articolo, che esclude da questo provvedimento “le attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'articolo 2229 del Codice Civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative”.

Insomma, se il tutto riuscirà ad essere confermato anche dalla Camera dei Deputati, in tempo utile, si potrebbe recitare il “de profundis” alle aspettative di chi pensava di far rientrare dalla finestra quello che era stato messo alla porta con l'abrogazione dell'articolo 1 septies.

Tutto chiaro dunque? Non so. Infatti una certa confusione regna ancora nella testa di qualche Senatore. Per capire di cosa sto parlando cito cosa risponde il sen. Enzo Ghigo ad una precisa domanda: “ Quali sono queste professioni non organizzate?
"Ad esempio i tributaristi, quelle professioni sanitarie non riconosciute dalla legge come un chiropratico, un massaggiatore, andiamo fino ai cartomanti".  Ci risiamo! Spero sia cura di AIFI  comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico che, nel controllare le c.d. norme UNI, che delineeranno una sorta di "profilo di competenze" per queste professioni, venga rispettata la L. 43/2006 che, in ambito sanitario, prevede che “la definizione delle funzioni caratterizzanti le nuove professioni avviene evitando parcellizzazioni e sovrapposizioni con le professioni già riconosciute o con le specializzazioni delle stesse”. Certo si tratta di una norma che si applicata alla eventuale definizione di nuove professioni SANITARIE e che non riguarda questo ddl, ma penso sia fuori di ogni dubbio che, se non è possibile parcellizzare o duplicare competenze delle professioni sanitarie già esistenti, nell'individuazione di altre professioni sanitarie, meno che mai sarà possibile farlo  nell'individuazione di altre professioni TOUT COURT.

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RIAB INFO, già che ci siamo…ecco ancora da Riabilitazione Oggi di novembre www.riabilitazioneoggi.com  un altro contributo, in bozza, del solito Mg

 

I MFT BIENNALI PRE '96 RISCHIANO IL PENALE. IL MINISTERO IL RIDICOLO

Sta girando una vera fetecchia che potrebbe portare nelle grane un sacco di gente. Costoro potrebbero trovarsi addirittura invischiati nel penale se, chi di dovere, non la pianta di confondere le acque. Infatti, nel rispondere ad una consulenza giuridica, in tema di esenzione IVA, sulle prestazioni sanitarie rese da massofisioterapisti, dopo aver sentito il ministero della Salute, l'Agenzia delle Entrate ha emesso una nuova risoluzione, la n. 96/E del 17 ottobre. Questa ha si ribadito che la massofisioterapia è esente da Iva, ma solo se esercitata da Mft triennali pre 1996, dimenticandosi completamente che anche i biennali pre 17 marzo 1999 sono a tutti gli effetti professione sanitaria ausiliaria in attesa di essere resi equivalenti ai fisioterapisti grazie al comma due dell'articolo quattro della legge 42/99. Unico dato che emerge chiaramente da questa confusione è che  l'esenzione Iva non può essere applicata alle prestazioni rese da Mft, biennali o triennali, che si sono diplomati dopo il 17 marzo 1999. Cioè, per intenderci i post '96. Insomma perchè  il ministero della Salute continua a confondere le acque dicendo all'Agenzia delle Entrate  che la normativa vigente non contempla più il Mft ma solo il Fisioterapista e poi,  ancora oggi, 23 novembre, sul suo sito si può leggere che  il Mft (senza specificare quale) viene definito come una professione sanitaria non riordinata prevista da norme vigenti. Il tutto nonostante una formale diffida di Aifi ad eliminare tale dicitura?

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Si segnala la mail di Mastrillo  n. 10 del 2012 al seguente indirizzo
http://www.aitn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=339&Itemid=69

 

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RIAB INFO, nel porgere gli auguri per le prossime festività a voi e alle vostre famiglie, segnala grosse anomalie nella distribuzione delle nostre news direttamente nella vostra casella di posta elettronica.

 

Per questo motivo vi invitiamo a visitare il sito che ci ripubblica, quasi sempre in modo fedele, al seguente indirizzo

www.fisiokinesiterapia.biz

http://fisio-news.blogspot.com/

 


Fisioterapisti: “Tagli alla sanità non colpiscano i più fragili” - da Luca il 03/12/2012 @ 16:22

“In un periodo in cui le parole d'ordine sono tagli, compartecipazione alla spesa, nuovi ticket, ad essere colpiti non sono italiani privilegiati, politici o alti burocrati, ma cittadini fragili, malati e disabili. E le loro famiglie, naturalmente, alle prese da un lato con una quotidianità dedicata quasi totalmente all'assistenza, e dell'altro con una società sempre più incline al disinteresse per queste problematiche”. A sottolinearlo è l’Aifi, associazione italiana fisioterapisti, in una nota diffusa per la Giornata mondiale disabilità.

"Dalla Spending Review ai fondi destinati per la non autosufficienza, dall'assistenza ai pazienti cronici alla cura in particolare delle persone con SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) – spiega Antonio Bortone, presidente dell'Aifi - la cronaca di questi giorni ha posto sotto la lente criticità di sistema, problematiche organizzative e sostenibilità economica. L'ipotesi di una compartecipazione alla spesa sanitaria e l'introduzione di nuovi ticket, ha reso ancor più fibrillante il mondo della disabilità e di tutti gli operatori che quotidianamente si prodigano per affrontarla. La giornata di oggi – ha aggiunto Bortone - in questa sintonia e sincronia mondiale auspichiamo possa far riflettere gli amministratori politici, al fine di adottare soluzioni responsabili e coerenti con i principi di equità, umanizzazione ed appropriatezza delle cure. E' questo un compito che deve sollecitare non solo le coscienze, ma anche le concrete azioni di amministrazione delle risorse disponibili".


Debito di riconoscenza - da Luca il 01/12/2012 @ 14:21

Gioia Inner: "dedicata a dottori e fisioterapisti"


Incredulo e felicissimo Christof Innerhofer dopo la sua quarta vittoria in Coppa del mondo, arrivata nella discesa di Beaver Creek. "Non pensavo realmente di poter arrivare ad un risultato così importante - ha detto Christof Innerhofer nel parterre -, però devo dire che negli ultimi giorni mi sentivo sempre meglio, giro dopo giro, allenamento dopo allenamento. Sapevo che oggi bisognava stare bene sugli sci ed essere sciolti sul percorso così tecnico. Sono arrivato in partenza e mi sono detto: "Prendi tutti i rischi, questa è solo una gara e ce ne saranno tante altre". E così ho fatto. E adesso mi sembra davvero un sogno, soprattutto dopo i 10 mesi che ho passato"


Tanti problemi alla schiena per Christof durante l'estate, tanto da costringerlo a saltare la trasferta in Sud America. "Mi ha aiutato molto la squadra per risalire - ha proseguito Innerhofer -, così come mi hanno aiutato i tanti fisioterapisti e dottori che sono riusciti ad alleviare i miei problemi alla schiena, ed è proprio a loro che voglio dedicare questa vittoria. Giorno dopo giorno ho cercato di migliorare, senza avere fretta, consapevole di dover fare le cose per gradi. La mia più grande paura, negli ultimi giorni, era quella di non riuscire a dimostrare in gara i miglioramenti che sentivo di aver fatto. Però quando mi sono trovato in pista mi sono sentito libero, veloce e solido. E mi sono divertito. per vincere bisogna divertirsi sugli sci, e io oggi mi sono divertito molto".

Non meno felice il DT Claudio Ravetto: "sono molto contento per la vittoria di Inner, ma anche per il risultato di tutta la squadra, abbiamo dimostrato che il lavoro fatto questa estate sui piani sta dando i suoi frutti e, allo stesso tempo, siamo fra i migliori nei tratti più ripidi".
"Proprio giovedì sera avevo fatto i complimenti a tutta la squadra per i risultati di Lake Louise, perché sapevamo di poter avere almeno quattro atleti fra i primi. Oggi Heel ha commesso qualche errore, ma almeno tre su quattro si sono dimostrati all'altezza. Peccato per Klotz che stava andando forte e Marsaglia sarà pericoloso in superG".
"E' stato importante anche essere andati in America qualche giorno prima, aver lavorato a Copper Mountain: è stato un investimento importante ma ha pagato".

 

"Sono molto contento - ha proseguito Ravetto - che già tanti atleti abbiano fatto piazzamenti importanti, entro i migliori otto. ma le squadre per i Mondiali non sono assolutamente chiuse, anzi, d'ora in poi bisognerà cercare il podio per conquistare un posto per Schladming e questo non può farci che del bene".


(sabato 1 dicembre 2012)

 

Spina bifida. La ricerca dell’autonomia per i piccoli pazienti passa per lo sport - da Luca il 27/11/2012 @ 13:57

L’Ospedale Bambino Gesù di Santa Marinella (Rm) ha ospitato il convegno “Spina bifida: lo sport come strumento quotidiano per l’autonomia”, per ricordare che lo sport può migliorare la qualità della vita questi piccoli pazienti. Nel corso dell’incontro è stato presentato lo Ski-tour 2013, competizione sportiva di sci-seduto.

spina_bifida.png


Per tutti i bambini giocare e fare sport è qualcosa di positivo. Ma per alcuni – come quelli con disabilità motorie gravi come la spina bifida, una delle più frequenti in età pediatrica – diventa un vero e proprio strumento di conquista dell’autonomia e al miglioramento della vita quotidiana. Questa l’idea alla base del convegno “Spina bifida: lo sport come strumento quotidiano per l’autonomia. Il modello ski-tour 365 giorni l'anno”, promosso dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con l’Associazione Spina Bifida Italia, che si è tenuto presso la sede di Santa Marinella sabato 24 novembre.

La spina bifida è una malformazione del sistema nervoso centrale che in Italia colpisce circa un neonato su 1500. Alla base di questa patologia c'è un'imperfetta saldatura del midollo spinale nel feto durante le prime settimane dal concepimento. In particolare la spina bifida è dovuta a una mancata chiusura della cute e degli archi posteriori delle vertebre, con la conseguente esposizione del tessuto nervoso spinale e delle meningi. Nei bimbi che ne sono affetti questo comporta paralisi degli arti inferiori, incontinenza della vescica, ritardo psicomotorio e deformità scheletriche.
Attualmente non esiste una cura. I farmaci e le terapie disponibili sono indicate esclusivamente per ridurre al minimo i danni e le complicanze della patologia che per la sua gravità - ma anche per le paure dei genitori o di professionisti che non se la sentono di consigliare attività generalmente considerate pericolose - teoricamente rappresenta un ostacolo alla pratica sportiva. Le esperienze fatte sino ad ora, viceversa, confermano lo sport come risorsa importante per raggiungere gradi di autonomia e di gestione di sé altrimenti impensabili.

Oggi sport e attività fisica vengono infatti sempre più considerati passaggi fondamentali nell’iter riabilitativo della persona con disabilità, sia per i benefici sul piano fisico, sia per i positivi risvolti psico-sociali: condivisione delle esperienze, inserimento nel gruppo, consapevolezza delle proprie capacità e superamento dei limiti in funzione della crescita e dello sviluppo dell’autonomia. Le recenti Paralimpiadi di Londra hanno mostrato al mondo il valore dell’impegno degli atleti confermando lo sport come patrimonio di crescita alla portata di tutti.

L’evento di Santa Marinella ha riunito medici, infermieri, bambini e ragazzi con lesione midollare, famiglie, terapisti, allenatori e nel corso dell’incontro è stato presentato lo Ski-tour 2013, seconda edizione della competizione sportiva di sci-seduto. Inaugurato lo scorso inverno da ASBI Onlus, nella precedente edizione il progetto ha permesso a tanti ragazzi con spina bifida di mettersi alla prova sulle piste innevate, praticando lo sci-seduto nella massima sicurezza, facendo esperienza dello sport come fonte di benessere psico-fisico, strumento di realizzazione personale e di inclusione sociale.

Alla prossima edizione dell’iniziativa sportiva, che si terrà dal 25 al 27 febbraio 2013 sulle piste di Roccaraso, prenderanno parte 10 ragazzi che si cimenteranno nello sci-seduto con vari livelli di difficoltà seguiti da istruttori qualificati ed esperti e da un team di medici e fisioterapisti del Bambino Gesù. “L’evento organizzato dal Bambino Gesù in collaborazione con ASBI, Associazione Spina Bifida Italia – ha sottolineato Mario De Gennaro, responsabile della struttura complessa di urodinamica pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - riguarda un aspetto fondamentale per i ragazzi con Spina Bifida, cioè la loro reale autonomia, quindi la propria ‘crescita’ e consapevolezza di se stessi. Da alcuni decenni il Bambino Gesù si occupa, in modo multidisciplinare, della loro salute e della prevenzione di malattie secondarie. L’autonomia motoria seguita dalla Neuroriabilitazione e l’autonomia per la continenza seguita dalla Neurourologia consentono di affrontare con fiducia tutti gli aspetti della vita sociale di un ragazzo e giovane adulto, compreso oggi lo sport, momento essenziale di crescita, di libertà, di confronto e di gioia.”


Quotidiano sanità

 


SPIF - da Luca il 23/11/2012 @ 08:49

 
 
   
 

La newsletter dello SPIF
Sindacato Professionale Fisioterapisti Italiani

  SPIF.IT  
 
   
 
 
La voce dello SPIF NR. 51

 

 

TRA I Mfkt, FISIATRI E LE ALTRE PROFESSIONI: "A COSA SERVONO I FISIOTERAPISTI ?"

Visualizzando l’elenco delle Professioni sanitarie regolamentate che il Ministero della Salute italiano riconosce, anche se non ancora “ordinate”, sono evidenti, la professione del Fisioterapista compresa tra quelle "non ausiliarie" e quella del Massofisioterapista (Mft o Mfkt) nelle professioni non regolamentate e disposta “a esaurimento”.

 
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RUOLO E COMPETENZE DEL FISIOTERAPISTA

Pubblicata su Panorama nell’inserto allegato alla rivista “E-Economia” N° 45 del 26 ottobre 2012 e poi inserito anche online su panorama.it, l’intervista al Segretario Nazionale dello Spif Dott. G. Cavinato. Riportiamo l’articolo.

 
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LO SPIF INVITATO AL I° CONGRESSO DELL'ASSOCIAZIONE DEI FISIOTERAPISTI ALBANESI

KONGRESI II KOMBETAR i FIZIOTERAPISE


7- 8 DICEMBRE TIRANA – ALBANIA

Lo SPIF Sindacato Professionale Italiano dei Fisioterapisti è stato invitato ufficialmente a partecipare ai lavori del I° Congresso dell’Associazione Fisioterapisti dell’Albania.

 
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ABRUZZO - LO SPIF CON UN CONVEGNO SU " Laureati in Fisioterapia: imprenditori di se stessi al servizio dei cittadini e delle istituzioni"

Importante appuntamento l’1 dicembre a Scafa (PE) per i Fisioterapisti dell’Abruzzo e regioni limitrofe, in cui lo SPIF regionale con il Convegno metterà a fuoco temi importanti per la nostra professione come: “La nuova direzione professionale del servizio riabilitativo nel pubblico e privato accreditato” e ”Nuovi ed evolutivi aspetti giuridici del laureato in fisioterapia”.

 
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ROMA 9-10 NOVEMBRE: DIREZIONE NAZIONALE SPIF E REFERENTI REGIONALI SPIF

Il Sindacato SPIF il 9 e 10 novembre a Roma ha visto riunita la Direzione Nazionale insieme ai Referenti regionali dello SPIF, per affrontare argomenti che sono oggetto di questa fase di sviluppo del Sindacato Professionale Italiano dei Fisioterapisti.

 
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Concorsi!

CONCORSI

I testi riportati sono gratuiti e non hanno carattere di ufficialità: ai sensi di legge l'unico testo definitivo, che prevale in caso di discordanza, è quello pubblicato a mezzo stampa.

 
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PILLOLE DAL WEB

PILLOLE DAL WEB

 
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Arrivederci al prossimo numero!
La redazione di Spif News

S.P.I.F. - Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti
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Balduzzi fa il bis. Riscritto l'ex "ddl Fazio". Si completa il "decreto sanità". Ecco il testo - da Luca il 21/11/2012 @ 22:52

Balduzzi fa il bis. Riscritto l'ex "ddl Fazio". Si completa il "decreto sanità". Ecco il testo

Arriva al Senato il nuovo testo che integra il vecchio provvedimento con nuove norme a completamento del "decreto Balduzzi". Novità su parto, ordini, rischi sanitari, atto medico, cure palliative, personale sanitario, dirigenza ministero, farmaci, farmacie, accreditamento, standard e personale Iss. Ecco il nuovo testo e la relazione

 

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Si tratta di una versione ampiamente riveduta dell'ex "ddl Fazio" sulla "Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria". Restano solo alcuni articoli originari, ma altri sono tutti nuovi e integrano il "decreto Balduzzi" recentemente convertito il legge.

In particolare, le nuove norme che il ministro della Salute ha voluto inserire nel ddl Fazio riguardano parto, ordini, rischi sanitari, atto medico, cure palliative, personale sanitario, dirigenza ministero, farmaci, farmacie, accreditamento, standard e personale Iss.

Il ministro della Salute ha trasmesso il nuovo testo oggi alla Commissione Igiene e Sanità. Il Governo vorrebbe che la Commissione lo adottasse in sede deliberante, ma al momento c'è il no dell'Idv e l'indecisione della Lega per dare il via libera.

Per quanto riguarda il nuovo testo nulla è mutato per le disposizioni di cui: all’art. 2 (Apparecchiature a risonanza magnetica); all’art. 3 (Disposizioni in materia di ricerca sanitaria); all’art. 5 (Disposizioni in materia di impignorabilità dei fondi destinati alla ricerca sanitaria); all’art. 6 (Istituto nazionale per le malattie infettive “ Lazzaro Spallanzani” di Roma), mentre è stato stralciato l’art. 4 (Direttori scientifici e personale degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico).

Nesuna modifica anche all’ex art. 12, ora art. 11, recante (Riordino delle disposizioni normative in materia di attività idrotermali); all’ex art. 13, ora art. 12, recante (Disposizioni in materia di formazione medico specialistica), tranne per l’inserimento al comma 2, della previsione per i medici specializzandi dell’acquisizione della completa autonomia nell’ultimo anno di corso, delle responsabilità assistenziali; all’ex art. 14, ora art. 13, recante (Abolizione del requisite della specializzazione per l’accesso degli odontoiatri al Servizio sanitario nazionale); all’ex art. 15, ora art. 14, recante (Modifica dell’articolo 102 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265).

A seguito delle previsioni contenute nei recenti provvedimenti d’urgenza adottati dal Governo e, in particolare nell’AS 3533 di conversione del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure per la crescita del Paese, Sezione II – Amministrazione digitale, sono stati stralciati i seguenti articoli: ex art. 16 ( Disposizioni in materia di fascicolo sanitario elettronico); ex art. 18 ( Istituzione di sistemi di sorveglianza e registri di mortalità, di tumori e di altre patologie e di impianti protesici). E’ stato stralciato anche l’ex art. art. 17 ( Assistenza sanitaria on line) in quanto ritenuto inutile in considerazione dell’avvio, presso il Ministero della salute, dopo il confronto con le regioni, del tavolo tecnico per le attività di telemedicina e di teleconsulto.

Le novità del nuovo testo
Dopo l’art. 4, ( ex art. 5) è stato inserito l’art. 4-bis che reca: (Aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza per le prestazioni di controllo del dolore del parto). L’articolo muove dall’esigenza e necessità da più parti evidenziata di procedere all’aggiornamento delle prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale, nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza, sulla base della procedura prevista dall’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, ciò al fine di tener conto, di alcune prestazioni di particolare rilievo in ordine alle quali si procede con il richiamato aggiornamento dei Lea. In particolare, si prevede che l’aggiornamento dovrà riguardare le prestazioni a favore del parto indolore anche mediante il ricorso a tecniche avanzate di anestesia locale e di tipo epidurale.

L’art. 6, pur intervenendo in materia di riforma degli ordini delle professioni sanitarie di medico-chirurgo, di odontoiatra, di medico veterinario e di farmacista, sostituisce l’ex art. 7 che reca una delega al Governo per la relativa riforma, prevedendo invece un intervento diretto di riordino per il riassetto della normativa vigente risalente alla legge istitutiva degli ordini di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, allo scopo di rendere, in maniera immediata, il sistema più aderente alle esigenze odierne e assicurarne la funzionalità anche nell’interesse dei cittadini utenti. In particolare, si sostituiscono i primi tre Capi del predetto decreto legislativo n. 233 del 1946, prevedendo che gli ordini, in ragione dei nuovi assetti territoriali così come recentemente delineati, sono costituiti in ogni provincia o città metropolitana ovvero, che il Ministero della salute, su proposta delle Federazioni nazionali d’intesa con gli ordini interessati, possa disporre che un ordine abbia per circoscrizione due o più province finitime.

Inoltre, si dispone che tali enti pubblici non economici, sono organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici connessi all’esercizio professionale, dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria, regolamentare e disciplinare, ai quali, tuttavia, non si estendono le norme di contenimento della spesa pubblica e sottoposti alla vigilanza del Ministero della salute. Promuovono e assicurano l'indipendenza, l’autonomia e la responsabilità dell'esercizio professionale, la qualità tecnico-professionale, la valorizzazione della funzione sociale delle professioni, la salvaguardia dei princìpi etici dell’esercizio professionale indicati nei codici deontologici al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva.

Tra i compiti assegnati ai predetti enti figurano la tenuta e la pubblicità degli albi delle rispettive professioni e la verifica del possesso dei titoli abilitanti all’esercizio professionale, la valutazione delle attività di formazione continua, il rafforzamento dei codici deontologici, la trasparenza della comunicazione, l’istituzione di specifici organi disciplinari e la definizione di idonee procedure a garanzia dell’autonomia e terzietà del giudizio disciplinare, separando la funzione istruttoria da quella giudicante in particolare attraverso la costituzione di appositi uffici istruttori di albo cui partecipa oltre agli iscritti all’uopo sorteggiati, anche un rappresentante estraneo alle professioni medesime, nominato dal Ministro della salute, la definizione delle modalità di partecipazione degli ordini e dei relativi compiti, nelle procedure relative all'esame di abilitazione all'esercizio professionale; la promozione, l'organizzazione e la valutazione dei processi di aggiornamento e della formazione per lo sviluppo continuo di tutti i professionisti iscritti, ai fini della certificazione del mantenimento dei requisiti professionali, includendo anche crediti formativi acquisiti anche all'estero.

L’articolo interviene sugli organi, disciplinandone la composizione e le relative funzioni anche con la previsione dell'istituzione di federazioni di livello regionale. La norma, inoltre, dopo aver novellato il decreto legislativo n. 233 del 1946, detta disposizioni transitorie per gli ordini e i relativi organi in carica all’entrata in vigore della presente legge, stabilendo la loro permanenza in carica fino alla scadenza del proprio mandato e rinviando per le modalità del successivo rinnovo alle disposizioni come modificate dal presente articolo, nonché ai regolamenti attuativi da adottarsi con decreto del Ministro della salute, ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988. Si dispone, altresì, che i Consigli nazionali delle federazioni nazionali provvedano ad approvare i relativi statuti per definirne l’organizzazione e il funzionamento. La norma interviene abrogando le disposizione del decreto legislativo n. 233 del 1946, incompatibili con le modifiche apportate, con decorrenza dalla data di entrata in vigore dei predetti regolamenti attuativi e statuti.

L’articolo, inoltre, prosegue trasformando gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in ordini delle medesime professioni e relative federazioni nazionali accorpando in un medesimo ordine professioni tra loro omogenee e compatibili, nonchè la costituzione degli Albi per quelle professioni sanitarie che ne sono sprovviste, così come di seguito riportato:
a) i collegi e le Federazioni nazionali degli infermieri professionali, degli assistenti sanitari e delle vigilatrici d'infanzia (IPASVI) in ordini delle professioni infermieristiche e Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche. L’albo delle vigilatrici d’infanzia assume la denominazione di albo degli infermieri pediatrici;
b) i collegi delle ostetriche/i in ordini professionali delle ostetriche;
c) i collegi dei tecnici sanitari di radiologia medica in ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.


È previsto che la professione di assistente sanitario confluisce nell’ordine di cui alla precedente lettera c), ai sensi dell’articolo 4 della legge 1 febbraio 2006, n. 43. Infine, di dispone che anche a tali professioni sanitarie si applicano le disposizioni del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato, come modificato dal presente articolo.

L’art. 7, (Ordinamento delle professioni di biologo e psicologo) consiste in una migliore e più ampia riformulazione dell’attuale articolo 8, allo scopo di ricomprendere le professioni di biologo e di psicologo nell’ambito delle professioni sanitarie di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, rimettendo, per i biologi, l’esercizio dell’attività di vigilanza sull’ordine al Ministro della salute, attualmente in capo al Ministro della giustizia, mentre per gli psicologi tale attività di vigilanza è stata trasferita dal 2008.

L’art. 8, (Esercizio abusivo della professione di medico e di odontoiatra) interviene con una migliore e più ampia riformulazione sull’attuale articolo 9, con la previsione, attraverso un’integrazione all’art. 348 del codice penale, della specifica sanzione comminata nell’ipotesi di reato e con la destinazione dei beni mobili o immobili confiscati alle strutture pubbliche e private che prestano assistenza alle persone che versano in difficoltà economiche e sociali.

L’art. 9, (Gestione e monitoraggio dei rischi sanitari) sostituisce interamente l’ex art. 10 pur sempre riguardando il tema della sicurezza delle cure. In particolare si prevede che gli enti del servizio sanitario nazionale, attraverso una contestuale riorganizzazione delle strutture esistenti, senza nuovi o maggiori oneri, istituiscano unità operative dedicate all’individuazione dei fattori di rischio e allo studio delle necessarie soluzioni per la gestione e superamento dei rischi stessi, anche ai fini della prevenzione del contenzioso e della riduzione degli oneri assicurativi. Si prevede, altresì, che le relative attività si svolgano sulla base di linee guida sancite mediante intesa in Conferenza Stato-regioni, rimettendo al ministero della salute e alle regioni, anche tramite l’AGENAS, il monitoraggio dei dati relativi al rischio clinico.

L’art. 10, (Trattamenti medico-chirurgici), nuovo rispetto al testo del DDL, interviene, con norma di legge, facendo chiarezza, sulla definizione del cosiddetto “atto medico”, allo scopo di stabilire il fondamento della liceità della condotta del medico chirurgo o di altro esercente una professione sanitaria e quindi della sua irrilevanza penale, che non può configurarsi come offesa all’integrità fisica, qualora eseguita conformemente alle norme etiche e deontologiche e ritenuta necessaria per la salvaguardia della salute del paziente.

Con l’art. 15, recante (Personale operante nelle reti per le cure palliative),si introduce una modifica all’articolo 5, comma 2, della legge 15 marzo 2010, n. 38 (Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore) che consente, con le previste garanzie, di ampliare la sfera dei soggetti che possono operare nelle reti per le cure palliative pubbliche o private accreditate, sul presupposto del possesso di un’esperienza almeno quinquennale nel settore certificata dalla regione sulla base di criteri da determinarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previa intesa con la Conferenza Stato-regioni. Trattasi di una norma di particolare rilievo, da più parti condivisa, in quanto si interviene in modo fattivo e concreto, per incrementare le figure professionali che operano nell’ambito delle strutture costituenti le reti delle cure palliative, al fine di offrire un concreto e valido sostegno ai malati terminali attraverso le terapie del dolore e le cure palliative.

Con l’art. 16, recante (Disposizioni in materia di assunzioni del personale del servizio sanitario nazionale) con il comma 1, si consente alle aziende e agli enti del Servizio sanitario nazionale di poter avvalersi anche per l’anno 2013 della possibilità di bandire concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato, secondo le modalità e nel rispetto dei vincoli previsti dall’art. 17, comma 10, del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2010, n. 102
Con il comma 2, si prevede una maggiore flessibilità per le regioni e le aziende sanitarie, nella gestione delle risorse umane necessarie all’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, tramite la previsione di una parziale deroga al blocco del turn over delle regioni sottoposte a piano di rientro, scattato ai sensi dell’art. 1, comma 174, della legge n. 311 del 2004, ovvero previsto dal piano di rientro. La deroga, con decreto interministeriale è limitata ad un valore del 25% ed è condizionata alla verifica da parte dei tavoli tecnici competenti del raggiungimento degli obiettivi di piano e alla necessità di garantire i livelli essenziali di assistenza, il tutto comunque nel limite della programmazione economico- finanziaria delle regioni..
La disapplicazione può essere disposta qualora i tavoli tecnici di verifica dell’attuazione dei piani accertino il raggiungimento, anche parziale, degli obiettivi previsti nei piani medesimi.

Con l’art. 17, recante (Dirigenza sanitaria del Ministero della salute) si pone fine all’annosa questione della dirigenza sanitaria del Ministero della salute, completando quel percorso di pieno riconoscimento della corrispondenza con la dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale, già avviato dall’art. 18, comma 8, del d.lgs. n. 502/1992, e reso più complesso dalle modifiche apportate in materia dal d.lgs. n. 229/1999.
Infatti, rispetto alla previgente comune distinzione tra dirigenza sanitaria di I e di II livello, si registra oggi un ingiustificato disallineamento tra la dirigenza sanitaria del SSN, passata dalla predetta distinzione alla qualifica unica, e quella del Ministero, che registra ancora una duplicità di figure dirigenziali di tipo sanitario, all’origine di un perenne contenzioso, dispendioso ed ostativo all’efficace impiego di risorse umane professionalmente qualificate.

La situazione, considerati anche i nuovi compiti di natura tecnica che in materia di sanità digitale il Ministero è chiamato a svolgere, richiede pertanto un urgente intervento legislativo che porti finalmente chiarezza in merito allo status dei dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero, in armonia con la disciplina prevista per le corrispondenti qualifiche del Servizio sanitario nazionale.
La disposizione, che prevede comunque idonee tutele per tutte le categorie di personale del Ministero e non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, recupera l’idea originaria del d.lgs. n. 502 del 1992, attraverso l’armonizzazione delle normative riguardanti la dirigenza sanitaria del Ministero e del SSN assicurando, così, proficui processi di osmosi e di scambio tra le professionalità tecnico sanitarie delle diverse amministrazioni coinvolte, sia mediante mobilità volontaria inter-enti, sia come offerta professionale sul mercato del lavoro pubblico in sanità.

Infatti, le nuove rilevanti attribuzioni ministeriali in materia di sanità digitale, confermano ancora una volta la necessità che il personale dirigenziale sanitario del Ministero, chiamato tra l’altro a svolgere specifici compiti regolatori, di programmazione, verifica e valutazione, sia posto allo stesso livello del corrispondente personale del Servizio sanitario nazionale, con il quale deve necessariamente interagire. Infine, in considerazione dell’indispensabile supporto necessario alla dirigenza sanitaria anche per i nuovi compiti previsti dalla legge, nelle more della conclusione della procedura concorsuale bandita dal Ministero della salute ai sensi dell’articolo 17, comma 10, della legge 3 agosto 2009, n.102, i rapporti di lavoro a tempo determinato del personale tecnico sanitario assunto ai sensi dell’art. 1, comma 4, lettera b) del decreto legge 1° ottobre 2005, n. 202, convertito con modificazioni dalla legge 30 novembre 2005, n. 244, (emergenza influenza aviaria), in scadenza al 1° gennaio 2013, sono prorogati sino al 31 dicembre 2013, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato oltre quelli già autorizzati.

Con l’art. 18, recante (Farmaci eccessivamente onerosi per il Servizio sanitario nazionale), si prevede che l’AIFA avvii, dal mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, la procedura di ricontrattazione dei prezzi dei medicinali che la stessa Agenzia, con i suoi organi di valutazione, giudichi eccessivamente onerosi per il SSN in rapporto al beneficio previsto. L’iniziativa consentirà di liberare, a favore di nuovi farmaci innovativi, risorse che in questo momento sono allocate in maniera impropria. La norma prevede il passaggio in classe c), coerentemente con le norme generali in vigore, dei farmaci per i quali le aziende titolari non siano disposte a negoziare, entro sei mesi, un prezzo congruo e compatibile con le esigenze del Servizio sanitario nazionale.

Per quanto concerne l’art. 19, recante (Impiego intravitreale di bevacizumab) si evidenzia che, come è noto, negli ultimi anni il bevacizumab, autorizzato per varie forme tumorali, è stato largamente impiegato in molti Paesi anche per alcune patologie oculari, per le quali non risultavano disponibili farmaci in commercio. A tal fine, il medicinale è stato per un certo periodo di tempo inserito, in Italia, nell’apposita lista prevista dal decreto-legge 536/1996, convertito, con modificazioni, dalla legge 648/1996. Quando, per alcune patologie oculari per il quale il bevacizumab veniva impiegato off- label è stato autorizzato un medicinale di diverso principio attivo, in alcune zone del Paese, così come in varie parti del mondo, si è continuato ad utilizzare bevacizumab, anche in considerazione del costo notevolmente più basso di questo prodotto rispetto a quello con indicazione autorizzata. L’articolo in esame vuole inquadrare in un percorso più chiaro e rigoroso questa situazione “di fatto”, consentendo alle regioni di autorizzare specifiche strutture del SSN a impiegare bevacizumab per uso intravitrale, sulla base della letteratura scientifica internazionale, sotto la responsabilità del medico curante e previo consenso informato del paziente. Si tratta, dunque, di una norma attinente a una fattispecie particolare, che non può estendere la sua applicazione a casi non contemplati dalla specifica formulazione di legge.

In merito all’art. 20, recante (Disposizioni sul trasferimento delle farmacie) esso contiene alcune norme sul trasferimento di farmacie, in coerenza con la nuova disciplina di settore recata dall’articolo 11 del decreto-legge n. 1/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2012. L’articolo 1 del predetto provvedimento d’urgenza ha, fra l’altro sostituito integralmente l’articolo 2 della legge n. 475 del 1968, sopprimendo la previsione dell’istituzione della “pianta organica” quale ordinario strumento di programmazione del servizio farmaceutico sul territorio e stabilendo specifici criteri per l’individuazione delle zone in cui aprire le nuove farmacie.

Con il comma 1 dell’articolo che si propone, viene ora sostituito il quarto comma dell’articolo 1 della stessa legge 475, con una formulazione che, da un lato, ai fini della disciplina del trasferimento di una farmacia già aperta non fa più alcun riferimento al perimetro della sede prevista in pianta organica, e dall’altro ribadisce il criterio secondo cui i nuovi locali (oltre a soddisfare i requisiti previsti dalle recenti modifiche normative) debbono distare almeno 200 metri dagli altri esercizi farmaceutici, evitando in tal modo un affollamento di farmacie in ambiti circoscritti, a discapito di una parte della popolazione del comune.

Il comma 2 abroga l’istituto del decentramento delle farmacie, perché non più coerente con la nuova disciplina e con la mancata conferma della “pianta organica”.

L’ ultimo comma dell’articolo, infine, intende dare una soluzione al noto problema dell’eccesso di farmacie in comuni che si sono andati spopolando per migrazione degli abitanti, conferendo alla regione competente la possibilità di trasferire le farmacie soprannumerarie in parti del territorio regionale che presentano carenza di assistenza farmaceutica.

Con l’art. 21, recante (Modifiche all’articolo 8-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, accreditamento istituzionale), si interviene opportunamente sui commi 3, 4 e 5 dell’articolo 8-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, relativo all’autorizzazione regionale per l’esercizio dell’attività sanitaria da parte delle strutture pubbliche e private, sostituendo l’atto di indirizzo e coordinamento, ormai non più praticabile all’indomani della modifica del titolo V della Costituzione, con lo strumento più snello del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con il quale definire ulteriori requisiti uniformi e direttivi rispetto a quelli attualmente previsti per ottenere l’accreditamento istituzionale, nonché la procedura per il relativo rilascio.

Con l’art. 22, recante (Modifiche all’articolo 1, comma 169 della legge 30 dicembre 2004, n. 311) si apportano modifiche procedurali, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, per quanto concerne lo strumento giuridico con cui fissare gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici, di processo e possibilmente di esito, e quantitativi di cui ai livelli essenziali di assistenza, prevendo in luogo del regolamento adottato dal Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’art. 17, comma 3 della legge n. 400 del 1988, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

L’art.23, recante (Trattamento previdenziale ed assicurativo del personale di ruolo dell’istituto superiore di sanità), ha la finalità di chiarire gli insorti dubbi interpretativi concernenti l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali dei dipendenti dell’Istituto superiore di sanità.

 

Riab news - da Luca il 20/11/2012 @ 17:53

 
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DALL’INGHILTERRA SI PUNTA SULLE CELLULE OLFATTIVE PER RIPARARE LELESIONI MIDOLLARI

 

Un gruppo di ricerca britannico ha realizzato uno straordinario esperimento scientifico grazie al quale alcuni cani affetti da lesioni midollari hanno riacquistato il movimento. I ricercatori si sono serviti di cellule olfattive prelevate dagli stessi cani e coltivate in laboratorio per poi essere impiantate laddove c'era la lesione spinale. L'esperimento nasce dalla collaborazione fra Cambridge University's Veterinary School e MRC's Regenerative Medicine Centre di Edimburgo, e i suoi dettagli sono stati pubblicati sulla rivista Brain. Il team ha sperimentato il nuovo approccio su 34 cani con lesioni spinali derivanti da eventi accidentali. Su 23 cani sono state impiantate le cellule gliali olfattive (OEG), e gli altri 11 hanno costituito il gruppo di controllo. Dopo il trapianto, i ricercatori hanno testato le funzionalità motorie delle bestie attraverso l'uso di un tapis roulant, registrando nella maggior parte dei casi miglioramenti significativi. Gli scienziati hanno utilizzato le cellule che si trovano nella parte posteriore del naso perché nell'apparato olfattivo le cellule nervose continuano a riprodursi anche in età adulta. Gli autori precisano che la rigenerazione del tessuto nervoso registrata è peraltro localizzata in un'area piuttosto ristretta, il che lascia supporre che anche tralasciando tutti i problemi connessi con questo tipo di sofisticato approccio le cellule gliali olfattive non potrebbero produrre miglioramenti su una serie di capacità più complesse come il movimento delle mani, la funzione sessuale e quella intestinale. Secondo Robin Franklin, uno degli autori dello studio, “la tecnica potrebbe un giorno essere utilizzata in combinazione con altre terapie, per esempio farmacologiche e riabilitative”.

 

UNA NANOPARTICELLA ARRESTA LA SCLEROSI MULTIPLA

 

Un tipo di nanoparticella biodegradabile si e' dimostrata capace di trasportare in modo efficace un antigene che induce il sistema immunitario a non attaccare piu' la mielina, processo alla base della sclerosi multipla. Lo studio della Northwestern University e' stato pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology. La nuova tecnica nanotecnologica potra' essere applicata a una varieta' di malattie autoimmuni, incluso il diabete di tipo 1, le allergie alimentari e alcune allergie come l'asma. Nella sclerosi multipla, il sistema immunitario attacca la membrana mielinica che isola le cellule nervose nel cervelllo, midollo spinale e nervo ottico. Quando l'isolamento e' distrutto, i segnali elettrici non sono piu' capaci di viaggiare. La nanoparticella creata dai ricercatori è in grado di trasportare un antigene che aiuta il sistema immunitario a riconoscere la mielina e a far sì che essa non diventi oggetto della sua reazione. La nanoparticella e' costituita da acido lattico e acido glicolico, metaboliti naturali del corpo umano, sostanza approvata dalla Fda e sviluppata da Lonnie Shea, professore di ingegneria chimica e biologica. Shea e il suo team hanno effettuato test con diversi tipi di nanoparticelle scoprendo che quelle di 500 nanometri riuscivano a regolare la risposta immunitaria.

 

http://www.nature.com/nbt/journal/vaop/ncurrent/full/nbt.2434.html

 

NUOVO FILONE DI RICERCA PER LA CURA DEI DANNI AL MIDOLLO SPINALE

Alcuni scienziati della University of Liverpool hanno scoperto un nuovo metodo potenzialmente in grado di aiutare la riparazione dei nervi nel trattamento dei danni al midollo spinale. Il tessuto cicatriziale che si forma lungo il midollo spinale in caso di incidente, crea una barriera impenetrabile alla rigenerazione dei nervi, portando a paralisi irreversibili. Gli scienziati, a quanto si legge sulla rivista Journal of Neuroscience, hanno scoperto che alcuni zuccheri a catena lunga, i solfati di eparina, giovano un ruolo significativo nella formazione della cicatrice in modelli cellulari esaminati in laboratorio. I solfati di eparina producono infatti le reazioni legate alla cicatrizzazione, guidate dagli astrociti, che possono essere inibite mediante una modifica chimica delle eparine compita i laboratorio. ''Abbiamo individuato i tipi di zuccheri che promuovono la cicatrizzazione, ma ci sono altri tipi, che possono essere prodotti in laboratorio modificando l'eparina, che possono prevenire alcuni aspetti di questo processo. Sono ora necessari studi in laboratorio che ci consentiranno, in futuro, di migliorare la riparazione dei nervi nei pazienti, integrando questi zuccheri specifici'' ha spiegato Jeyy Turnbull, a capo del gruppo di ricerca.

http://www.jneurosci.org/content/32/45/15902.abstract?sid=b839e4a0-5812-4123-ae71-ac8a3b18b423

 

LESIONI CEREBRALI E PESTICIDI TRIPLICANO IL RISCHIO DI PARKINSON

Quelli che hanno vissuto in aree in cui era usato l'erbicida Paraquat e che hanno subito infortuni alla testa hanno una probabilita' tre volte maggiore di ammalarsi di Parkinson. Lo dimostra uno studio della University of California di Los Angeles pubblicato sulla rivista Neurology. Il Paraquat e' un erbicida comunemente usato sul frumento per tenere sotto controllo le erbe infestanti; puo' essere mortale per animali e umani. "Entrambi questi fattori, presi singolarmente, aumentano il rischio Parkinson. La combinazione fa crescere ancora di piu' questa probabilità", ha spiegato Beate Ritz, fra gli autori della ricerca. "Probabilmente, i processi fisiologici innescati da un trauma alla testa aumentano la vulnerabilita' delle cellule cerebrali all'attacco dei pesticidi e un'esposizione cronica a basse dosi di queste sostanze puo' aumentare il rischio del Parkinson". Lo studio ha coinvolto 357 malati di Parkison e 754 persone senza la malattia che vivevano in aree agricole nella California centrale. Ogni partecipante riportava li traumi cerebrali che aveva subito e che avevano comportato una perdita di coscienza di almeno 5 minuti. Le persone con il Parkinson avevano il doppio di probabilita' di aver subito un colpo alla testa con perdita di coscienza superiore ai cinque minuti rispetto a quelle che non avevano subito questo infortunio. Le persone con Parkinson avevano il 36% in piu' di probabilita' di essere stati esposti al paraquat rispetto a quelli che non avevano la malattia. Fra i malati di il Parkinson, in 169 erano stati esposti al diserbante (47%), rispetto ai 291 dei soggetti senza la malattia (39) .

http://www.neurology.org/content/79/20/2061.abstract?sid=bd455d26-80a8-4df1-b002-422d936040c4

 

 

 

IL CONI PROMUOVE I PERCORSI DI BENESSERE PER TENERE LONTANE LE PATOLOGIE CRONICHE

La soglia minima per iniziare un percorso di benessere e prevenzione e' di cinquemila passi, una passeggiata che copre una distanza di circa tre chilometri. Una passeggiata di questo tenore aiuta a tenere lontane l'80 per cento delle malattie croniche, come le patologie cardiovascolari. E per invogliare i cittadini a camminare e' stata inaugurata una rete di 32 percorsi di camminata in tutta Italia, da Aosta a Palermo. Il progetto e' stato presentato al Coni e si propone anche come antidoto alla crisi, offrendo la possibilita' di fare movimento a costo zero, considerato che ''due famiglie su dieci non riescono ad assicurare l'iscrizione a societa' sportive ai propri figli'', fanno sapere i promotori. I percorsi individuati dal progetto sono stati validati dai maggiori esperti mondiali di 'camminata'. Testimonial dell'iniziativa, infatti, e' stato, nel corso della presentazione, Maurizio Damilano, campione olimpico di marcia a Mosca nel 1980 e presidente della 'scuola di cammino'. Si parte da tracciati urbani e turistici, dedicati alla visita di centri storici, a percorsi nel territorio circostante, alle proposte naturalistiche, fino alle passeggiate piu' impegnative. Con la prevenzione primaria e' possibile anche risparmiare in termini di spese sanitarie. ''Non fumare, bere con moderazione, alimentarsi correttamente e muoversi il piu' possibile - ha detto Sergio Pecorelli, presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco - permetterebbe di alleggerire di circa 60 miliardi di euro l'anno le spese sostenute dallo Stato''.

 

L'OSTEOPOROSI CRESCE CON L'INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE

Cinque milioni di italiani soffrono di osteoporosi, lpatologia che causa nel mondo una frattura ogni tre secondi. La probabilità di incorrervi, per le donne, è superiore al rischio complessivo di tumore del seno, delle ovaie e dell'utero. A rilanciare il monito sull'importanza di prevenzione, diagnosi precoce e terapie tempestive e mirate sono gli esperti della Siot, Società italiana di ortopedia e traumatologia, riuniti a Roma per il loro 97° Congresso nazionale. Le proiezioni, sottolinea la società scientifica, confermano come l'osteoporosi sia da considerarsi una patologia in continua crescita nel nostro Paese e più in generale in tutto il mondo occidentale, a causa del progressivo e costante invecchiamento della popolazione.
L'osteoporosi non presenta sintomi - spiega la Siot - ma causando un progressivo indebolimento dello scheletro, si manifesta con la frattura che molto spesso non viene riconosciuta come conseguenza della malattia e il paziente non viene prontamente sottoposto ad un'adeguata terapia. "Le fratture da fragilità possono avvenire a carico di qualsiasi segmento scheletrico, ma più frequentemente sono interessati il femore prossimale, le vertebre, il polso e l'omero prossimale. L'ortopedico - evidenzia Paolo Cherubino, neoeletto presidente Siot - è spesso il primo e unico medico specialista a cui il paziente con osteoporosi si rivolge. E' nostro compito quindi affrontare il problema dell'osteoporosi con trattamenti specifici non solo chirurgici, ma anche farmacologici per prevenire gli eventi fratturativi". La Siot nei prossimi anni "proseguirà la sua attività di studio e formazione, per sensibilizzare i chirurghi ortopedici come affrontare al meglio la gestione del paziente con fratture da fragilità". Le fratture da osteoporosi hanno un elevato impatto sociale, avvertono ancora gli specialisti. Entro un anno dall'evento, infatti, circa il 20% dei pazienti muore; il 40% non è in grado di camminare autonomamente, il 60% è limitato in attività quali mangiare, vestirsi e lavarsi, e l'80% è limitato in attività come fare la spesa, giardinaggio, salire o scendere le scale. I costi derivanti dalle fratture da fragilità ossea e dalle loro conseguenze (ricoveri, pensioni e invalidità) saliranno nella sola Unione europea dai 31 miliardi di euro del 2000 a circa 76 miliardi nel 2050.

 

ALCUNE FORME DI ALZHEIMER SONO DIAGNOSTICABILI A VENTI ANNI

 

Alcuni studiosi hanno pubblicato su Lancet Neurology uno studio americano che mostra come sia possibile scoprire con molti anni d’anticipo se ci si ammalerà di Alzheimer. Il parametro di riferimento è una “spia” genetica: la mutazione del gene presenilina 1 (PSEN1) che anticipa la formazione dell’Alzheimer familiare. La ricerca è stata effettuata dagli studiosi del Banner Alzheimer’s Institute in Arizona, della Boston University e della University of Antioquia. Gli scienziati hanno effettuato esperimenti su quasi 50 adulti tra i 18 e i 26 anni. Sono stati sottoposti a risonanze magnetiche, analisi del sangue e del liquido cerebrospinale (Csf). Così facendo è stato scoperto che il 30% di loro avevano nel patrimonio genetico la mutazione PSEN1 con buone possibilità di sviluppo futuro della malattia. Ma non c’è solo il gene a indicare la predisposizione; sono stati riscontrati anche maggiori attività elettriche nell’ippocampo e nel paraippocampo e minori volumi cerebrali in altre zone del cervello. Un altro segnale d’allarme è la maggiore presenza nel liquido cerebrospinale di beta-amiloide, una proteina nociva che “uccide” i neuroni ed è la principale responsabile dello sviluppo dell’Alzheimer Non tutte le forme di Alzheimer risultano diagnosticabili così in anticipo. Nonostante ciò lo studio può aiutare per effettuare cure alternative da intraprendere prima che la malattia faccia danni gravi al sistema nervoso

 

http://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(12)70227-2/abstract


L'Ecm è obbligatoria? Questa e altre questioni sul sito Agenas - da Luca il 15/11/2012 @ 19:07

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Aggiornata la sezione delle "Faq" sul sito dell'agenzia. Nuovi quesiti su "Crediti formativi: Fad, Fsc, Res, Congressi, Sistema informatico Ecm: variazioni e post accreditamento". Dimezzati i crediti formativi per i professionisti domiciliati o che operano in Emilia in zone colpite dal terremoto.

15 NOV - Sul sito dell’Agenas, alla sezione Ecm, sono state inserite nuove Faq. In particolare, nella categoria “Crediti formativi: Fad, Fsc, Res, Congressi", alle domande "È obbligatoria l'Ecm?", e "Come si deve comportare chi usufruisce dell'esenzione da Ecm?", vengono riepilogate le principali esenzioni. Altre due nuove Faq, poi, sono state inserite nella sezione "Sistema informatico Ecm: variazioni e post accreditamento".

Alla domanda “Come devono essere rilasciati ai partecipanti gli attestati con i crediti formativi?”, viene precisato che è responsabilità del Provider attribuire correttamente i crediti Ecm al partecipante scegliendo la modalità più opportuna di rilascio dell’attestato. In caso di utilizzo della posta elettronica, viene specificato che quest’ultima dovrà essere certificata (Pec). Saranno inoltre validi gli attestati generati all’interno della piattaforma Fad dopo il superamento del questionario per la verifica dell’apprendimento dei discenti, sempre che sia garantita la tracciabilità all’interno della piattaforma informatica. La validità dei crediti è subordinata al pagamento da parte del Provider del contributo alle spese per l’evento formativo in questione.

La Commissione nazionale per la formazione continua ha stabilito, infine, che il debito formativo dei professionisti sanitari domiciliati o che svolgono la propria attività presso le zone colpite dal terremoto nel maggio del 2012 in Emilia, è ridotto da 100 a 50 crediti formativi nel biennio 2012-2013. Sono stati confermati 50 crediti formativi per l’anno 2011. Complessivamente i professionisti sanitari dovranno acquisire 100 crediti formativi per il triennio 2011-2013.


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