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news.gifPer la nostra professione cosa pensi sia davvero necessario?


STOP AGLI ABUSIVI IN FISIOTERAPIA - da Luca il 10/03/2010 @ 19:35

E’nato un gruppo spontaneo su Facebook STOP AGLI ABUSIVI IN FISIOTERAPIA, in pochi giorni è passato da 90 a 322 membri !!!
Se siete su Facebook, cercate questo gruppo e aderite

Vi invitiamo ad inviare i vostri commenti a Flora Virgillito www.abusivismoinriabilitazione.it

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Continua la lotta all'abusivismo da parte del sindacato - da Luca il 08/03/2010 @ 19:13

Continua senza sosta la lotta all'abusivismo da parte del Sindacato, diamo forza allo SPIF iscrivendoci, grazie.

http://www.spif.it/

Lo SPIF ha dato mandato ai legali di verificare il seguente percorso e l’articolo comparso su L’Eco di Bergamo in data 4 marzo:
“BANDO DI PARTECIPAZIONE AL CORSO PROPEDEUTICO PER OPERATORI DEL FITNESS
RECUPERO FUNZIONALE DEMEDICALIZZATO
DIREZIONE SANITARIA ASL DI BERGAMO Direttore del Corso: Dr Giuseppe Imbalzano”
Clicca qui per aprire il bando
Clicca qui per aprire l’articolo comparso su L’Eco di Bergamo

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Il Sen. Tomassini risponde sul ddl 1142 - da Luca il 08/03/2010 @ 14:51

Il Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, Sen. Antonio Tomassini, ha risposto ad Antonio Bortone, in qualità di Presidente del Conaps, in merito all'iter del ddl 1142.

http://www.aifi.net/allegato-news-932.pdf

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RIAB INFO - da Luca il 06/03/2010 @ 19:57

RIAB  INFO

Aperiodico del’IPY

Newsletter del 6 marzo 2010

Anno VIII°  n°6

 

riab.info@libero.it

riabinfo@oltrea.it

su www.fisiokinesiterapia.biz 

le ultime news di Riab Info

Ci si può iscrivere a Riab Info inviando una e-mail a riabinfo@oltrea.it 

Graditi i commenti di chi ci legge.

ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO  FATELE GIRARE

la redazione.

Per annunci, con  banner o intere pagine su www.OLTREA.it

contattare Giacomo Spadacini  giacomo@oltrea.it     tel. 3351314110

 

SECONDO CONVENO LOMBARDO SULLE DIRIGENZE

 

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RIAB INFO, ecco il secondo convegno lombardo sui Servizi e le Dirigenze di area.

Datene la massima diffusione.

                                                                        

Le Professioni Sanitarie VOTANO  in Regione Lombardia

 

20 MARZO 2010

Cinisello Balsamo – Milano sede AIFI Regione Lombardia via Gorki n. 65

ore 9.15  Registrazione dei partecipanti

ore 9.30  Apertura del Convegno e Saluti

ore 9.30 I Rappresentanti della Consulta delle Professioni Sanitarie Regione Lombardia:

·        Presidente Consulta Prof. San.: Dott. Massimiliano Sabatino

·        Rappr.te Collegio Ostetriche A.O. Circolo Varese: Dott. Emanuele Brunini

          Area della Riabilitazione: Dott.a Rosa Bolotta (Fisioterapista) Dott.ssa Eleonora Carravieri

          (Logopedista)

·        Area Tecnica: Dott. Franco Zecchillo (Tecnico Perfusione Extracorporea) Dr. Roberto Di   Bella

         (Tecnico Sanitario di Radiologia Medica) Dott.a Eliana Filipponi (Tecnico Audiometrista)

·        Area Prevenzione: Dott.a Katia Razzini (Tecnico Prevenzione), Dott.a Maristella Moscheni

          (Assistente Sanitaria)

ore 10.30 Dirigenze di Area: facciamo chiarezza Fisioterapista e Giornalista Gianni Melotti

ore 10.50 Abusivismo in ambito sanitario: Avv.i Lorenzo Lamberti / Mauro Putignano

ore 11.30 coffee break

ore 11.50 Consuntivo della politica sanitaria:  Funzionari della Regione Lombardia

ore 12.10 Prospettive future: la parola a tutte le forze politiche con i Candidati alle elezioni Regionali del 28 e 29 marzo 2010

ore 12.45 Tavola rotonda: I Rappresentanti delle Associazioni dei Cittadini e delle Forze

Sindacali CGIL/CISL/UIL/ SPIF, Dott. Antonio Bortone Presidente Nazionale CONAPS

e tutti i Relatori.

ore 13.30 chiusura dei lavori

Il convegno è rivolto a tutti gli interessati alla buona politica sanitaria lombarda

 partecipazione libera e gratuita

 

Segreteria Organizzativa AIFI Dott.a Pierangela Torresani, ANPeC Dott.a Fabiana Rossi, COLLEGIO

Ostetriche della Regione Lombardia Dott.a Elsa Del Bò, A.I.T.N.E Dott.a Antonella Luparia,

AASVL-FeNAAS Sig.ra Mariangela Daprai, AIDI Dott.a Michela Rossini, AIORAO

Dott.ssa Sara Bettega, ALL Dott.a Emanuela Casalicchio, AITA Dott.a Eliana Filipponi,

COLLEGIO TSRM MI-SO-LO Dott. Giuseppe Bardo, COLLEGIO TSRM VA Dott.a Rosa Cuman,

ANUPI Dott.a Francesca Minotti, AITeP Dott. Jacopo Felici, UNPISI Dott.a Katia Razzini e

Dott. Antonio Carnelli, ANEP Dott.a Raffaella Garavaglia, AITO Dott.a Michela Bentivegna,

AITN Dott. Angelo Mastrillo, ANDID Dott.a Patrizia Gnagnarella, AIP Dott. Giulio Zanetti,

ALTeRP Dott.Enrico Cavalli.

 

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RIAB INFO, sulla recente sentenza del Tar di Bari ne abbiamo sentite di ogni. Vediamo come tratta l’argomento

“Riabilitazione Oggi” di febbraio in distribuzione.

 

SE A BARI SI RISCOPRE L'ACQUA CALDA, A TORINO INTERVENGONO I POMPIERI!

Mg

 

Sta suscitando i commenti più strani una certa lettura della sentenza n.84/2010 del Tar di Bari, che ha visto soccombere l'Aifi Puglia, sull'interpretazione di una delibera regionale. Secondo le voci più   accreditate solo il fisiatra e non il fisioterapista può prescrivere un piano terapeutico per ogni singola patologia.

Ma è proprio così? Leggendo con attenzione, quanto ha detto il Giudice,  ci si rende immediatamente conto che si è scoperta, per l'ennesima volta, l'acqua calda. Illuminante, a questo proposito questo passaggio:

La deliberazione impugnata NON INCIDE PER NULLA SU FUNZIONI PROPRIE DEL FISIOTERAPISTA per il quale comunque resta fermo che non può prescrivere alcun piano terapeutico ( essendo questa una competenza tipica del medico come correttamente sancito dalla gravata deliberazione)”. Embè? Ma è' ovvio!

Non siamo mica in Inghilterra dove un fisioterapista senior può prescrivere un piano terapeutico ad altri fisioterapisti. Da noi questa prerogativa ce l'ha, per ora, il medico e non certo solo il fisiatra. Al fisioterapista, siccome la delibera impugnata  non incide sulle sue funzioni proprie, come da profilo, spetta l'elaborazione del programma riabilitativo, senza per questo poterlo imporre ad altri colleghi! Tutto qui. Al medico, ripeto, anche non necessariamente fisiatra, spetta  la prescrizione, anche generica, di riabilitazione, al fisioterapista compete l'elaborazione, anche in èquipe multidisciplinare, del programma di riabilitazione volto all'individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile, come dice il nostro profilo professionale, sancito dal decreto del

ministero della Salute del 14 settembre 1994 n° 741. Quanto poi alla peregrina ipotesi che la prescrizione spetti solo al fisiatra, la sola idea, mette in agitazione prima di tutto proprio i medici. Per convincersene basta leggere la risposta, di regione Piemonte, alla preoccupazione lanciata all'Ordine dei medici di Torino su quella delibera che infilava “solo il fisiatra” anche nei nostri studi, nota bene,  libero professionali. Nel ricordare che su questo provvedimento pendono i ricorsi al Tar di Spif ed Aifi,  potrà essere illuminante, sulla lungimiranza di certi funzionari, citare almeno un significativo passaggio della lettera, inviata il 20 gennaio, ad Amedeo Bianco, Presidente dell'Ordine, per tranquillizzarlo: “ L'obiettivo del provvedimento non è quello di disciplinare l'autonomia

professionale del medico, ma quello di regolamentare l'attività del fisioterapista nell'ambito del percorso riabilitativo assicurando al paziente nei termini di appropriatezza sopra indicati”. Insomma è chiarissimo.

Si tranquillizzi dottore, trattasi solo di un intervento, a gamba tesa, per limitare la nostra autonomia, non certo quella di tutti i medici. Poco importa, poi, che la materia del contendere non sia di competenza regionale o che la nostra attività professionale sia regolamentata da quattro misere leggi nazionali sulle quali, evidentemente, si può anche glissare facendo contenti tutti! Bravi! Ma non si vota anche in Piemonte?

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RIAB INFO, altro toccante quadretto preso, anche questo, dal giornale diretto dal collega Romualdo Carini, in distribuzione.

 

MAMMA MIA DAMMI 100 LIRE CHE IN MERICA VIGLIO ANDAR!

Mg

 

E' con viva emozione che abbiamo assistito all'apertura dei Giochi Olimpici Invernali, lo scorso 12 febbraio, perchè, nel bene e nel male, abbiamo passato noi il testimone a Vancouver. L'emozione deve essere stata ancora più grande in quei Colleghi che hanno vissuto,  la loro esperienza professionale, fianco a fianco agli atleti dei XX Giochi Invernali di Torino 2006. Personalmente, però, come giornalista, sarei proprio curioso di sapere se quel certo “modello Torino”, che non si era mai visto da nessuna parte, ma che in patria aveva fatto la sua porca figura, sia poi riuscito a sbarcare anche oltre oceano. E' prassi universalmente accettata, senza che nessuno si scandalizzi, che il reparto di fisioterapia del policlinico  olimpico sia formato solo da fisioterapisti, che lavorano, in piena autonomia, collaborando con i medici ortopedici e sportivi. Prassi universalmente accettata vuole che, se non con accesso diretto, dopo una loro visita, sia il fisioterapista a  praticare sia la valutazione funzionale, che il trattamento rieducativo. Ovviamente noi dovevamo distinguerci e vi assicuro che ci siamo fatti conoscere da tutti, anche se l'impressione internazionale che ne ho ricavato,

parlando con alcuni Colleghi, non è stata quella che ci hanno raccontato. A Torino 2006 ci siamo voluti smarcare da tutti.

L'atleta, infatti, dopo essere stato visitato dai medici specialisti ( ortopedici/sportivi) veniva inviato al  reparto di fisioterapia dove un fisiatra lo visitava nuovamente per poi prescrivere un percorso riabilitativo che veniva confermato o respinto dal fisioterapista, che, così facendo, ne metteva implicitamente in dubbio l'operatività.  Certo per noi nulla di nuovo, a certi giri dell'oca ci siamo abituati, ma immaginatevi quale deve essere stato lo stupore di chi non c'è abituato e, indifferenti alle nostre beghe di cortile, avrà letto il tutto come un qualcosa che ha limitato la qualità dell'intervento fisioterapico olimpico. Qualcuno, infatti, a quattro anni dai fatti, ancora si chiede quale sia stata la concreta operatività di certe figure. Chi  voleva però una bandiera da sventolare alle Olimpiadi l'ha avuta, ma non credo sia riuscito  a convincere il mondo, nonostante “le migliorie apportate al sistema”. Per questo motivo, ma anche per confutare certe mie idee, sicuramente sbagliate, sarei proprio curioso di sapere se quel “modello Torino” la stia facendo da padrone anche in Canada o se, invece, lì l'accoglienza sia stata pari alla loro temperatura.

 

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RIAB INFO, sta per arrivare la  SIF (Società Italiana di Fisioterapia) che, il 29 maggio prossimo, potrebbe costituirsi davanti ad un notaio in quel di Bologna. La Società promuoverà la ricerca, l’evidence based practice, la divulgazione con lo scopo di elevare il livello scientifico della fisioterapia italiana. Maggiori informazioni appena ne sapremo di più.

 

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RIAB INFO, mentre si è ancora in attesa della concessione della deliberante, da parte della Camera, per votare l’abrogazione dell’articolo 1 septies, direttamente in VII Commissione Cultura, stanno arrivando i primi personaggi con il mal di pancia sul ddl 1142, che istituisce gli Ordini delle Professioni Sanitarie, in discussione alla  XII Commissione Igiene e Sanità del Senato.
http://www.aifi.net/allegato-news-928.pdf
http://www.aifi.net/allegato-news-929.pdf
http://www2.fnomceo.it/PortaleFnomceo/showItem.2puntOT?id=68123

 

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RIAB INFO, non è l’unico caso di disinformazione a mezzo TV, ma è significativo. Per questo vi invitiamo alla lettura di quanto segue, che altro non è che la trascrizione del video che potete trovare su  http://www.okkupati.raiit/video,313.html.

Già che ci siamo su http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-483aaf9f-7c29-4bf9-aa9c-9435ce9dd374.html?p=0, nonostante la presenza in studio di Flora Virgillito, Fondatrice dell' A.N.V.A.R. e di un rappresentante dello Spif, potrete ascoltare, da un personaggio terzo, ovvietà e luoghi comuni su di noi che hanno della sconcertante. Incredibilmente costui ha pure citato tra le pratiche consigliate l'osteopatia e la chiropratica che non sono nemmeno riconosciute  nel nostro Paese.

 

Ecco intanto la trascrizione del video che potete trovare su http://www.okkupati.raiit/video,313.html

 


Carlo Morandi Preside Facoltà di Scienze Motorie: 

"Il corso di laurea in scienze motorie dell'università degli studi di Verona nasce circa 10 anni fa e dall'inizio si occupa fondamentalmente di due tipi di preparazione per quanto riguarda la formazione collegata al mondo dello sport e il mondo della rieducazione motoria. Dura naturalmente tre anni come tutti i corsi di laurea e si avvale di queste strutture che in questo momento voi vedete: c'è una parte collegata al mondo dello sport di cui vedete le piste che sono tutte state realizzate dall'università, le palestre che non vediamo in questo momento e poi naturalmente ci sono anche le strutture che servono per quell'aspetto riabilitativo rieducativo di cui pure il nostro corso di laurea si occupa"

Poi si vede un filmato (sulla maglia la ragazza ha maglia con scritto "rehab").

"teniamo la posizione trenta secondi posizione di stretching per il tricipite, facciamo due volte per gamba"

 

Claudia Melegatti spiega cosa fa il fisioterapista

"il fisioterapista lavora soprattutto sul paziente con patologia mentre a noi di scienze motorie spetta la parte che riguarda il recupero e il riequilibrio muscolare quindi la tonificazione"

"cerchiamo di scaricare bene il peso sul cuscino senza caricare l'altro arto di appoggio"

 

Diego Zuccher

"La facoltà di scienze motorie come tutti magari possono pensare o può sembrare non è fatta solo di sport, è fatta anche di materie dure e impegnative come possono essere la chimica la biologia, la fisiologia tutte materie che interessano sono importanti perchè per andare a lavorare con l'uomo che non è un oggetto tutte queste cose bisogna conoscerle e capirle per poter lavorare senza arrecare danni"

 

Carlo Morandi Preside Facoltà di Scienze Motorie: 

"Se noi andiamo a vedere a livello nazionale, le statistiche ci dicono che i nostri laureati sono tutti occupati, quasi al 100 per 100 sono occupati. Questo grazie anche al fatto che molto spesso i nostri studenti sono già studenti lavoratori durante il triennio. Poi, i nostri studenti fanno attività di tirocinio permette loro di entrare direttamente nel mondo di lavoro"

 

Claudia Melegatti

"Sto finendo il corso di studi presso la facoltà di scienze motorie a Verona e sto svolgendo questa attività di tirocinio presso un centro riabilitativo. Ho fatto un periodo di 1 mese e 1/2 circa di affiancamento e adesso sono arrivata a svolgere un lavoro quasi in piena autonomia e quindi ad una progettazione di una scheda di lavoro su un nuovo paziente che arriva qui da noi"

 

Carlo Morandi Preside Facoltà di Scienze Motorie: 

"I nostri laureati poi troveranno impieghi in questi due grandi filoni: primo filone quello del mondo sportivo per cui noi abbiamo attuato dei protocolli e delle convenzioni con società sportive oltre che con le federazioni e dall'altra parte con le realtà locali che si occupano invece della rieducazione motoria e della riabilitazione anche post-traumatica.

Ci tengo a precisare che noi non siamo medici e non vogliamo sovrapporci alle responsabilità dei fisioterapisti o dei medici in genere o dei fisiatri però noi abbiamo tutta la possibilità l'esperienza il know how per quella che si chiama la rieducazione motoria"

 

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 Da Doctor news 26 febbraio 2010

Martini, 'fotografare' stato riabilitazione in Italia 'Fotografare' la realtà italiana della riabilitazione, «con le sue luci ma anche le sue ombre, per far sì che si possa
investire in futuro in maniera equilibrata e corretta su quella che è ormai considerata una vera e propria emergenza

sociale». È l'obiettivo del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, indicato dopo la riunione, ieri nella sede del ministero all'Eur, del Gruppo di studio per la revisione delle Linee guida sulla riabilitazione, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle Regioni. La riabilitazione, spiega Martini in una nota, è «un bisogno in espansione». Oggi, infatti, «più che mai lo stato di salute e di benessere di una persona è strettamente collegato al grado di autonomia che questa riesce a mantenere nel corso della vita, in presenza di patologie o relativamente ai processi naturali di invecchiamento».

E l'aumento della vita media impone «una strategia rinnovata sulla riabilitazione - continua Martini - come perno per la sostenibilità presente e futura del nostro Servizio sanitario nazionale. Per questi motivi abbiamo istituito presso il ministero della Salute un gruppo di lavoro mirato» che, grazie al lavoro fatto anche on line, permette «un'operatività e uno scambio scientifico praticamente costante con migliaia di contatti».

Secondo Martini «in una visione legata all'applicazione del federalismo fiscale, della responsabilità per le Regioni nei
confronti dei propri cittadini, di applicazione dei costi standard e di equità nell'erogazione delle cure, la risposta ai bisogni riabilitativi in aumento deve rappresentare una strategia condivisa e ragionata di corretto utilizzo delle risorse. Bilanciata scientemente su di una organizzazione equilibrata delle necessità di cura, legate alla ospedalizzazione dedicata alle acuzie e delle prestazioni da erogare sul territorio. Il tutto in una reale capacità di presa in carico globale

del paziente con una visione di multidisciplinarietà e continuità assistenziale», conclude la nota.

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Riab news - da Luca il 06/03/2010 @ 14:13

Società italiana di radiologia."I body scanner innocui per la salute" 

 

ROMA. Per fugare i timori per la salute derivanti dall’uso negli aeroporti dei cosiddetti ’full-body scanner’ in grado di trovare anche armi e sostanze, come gli esplosivi, che sfuggirebbero ai normali metal-detector la Tsa, l’organismo statunitense che si occupa della sicurezza nei trasporti, ha da tempo sottolineato che la quantità di radiazioni necessarie per ’esaminare’ ogni passeggero sono minime e, dunque, non significative.

Attualmente la Tsa ha approvato, per gli aeroporti statunitensi, due differenti tipi di sistemi scanner: la ’millimiter wawe tecnology’ (tecnologia delle onde millimetriche), che usa onde radio a basso livello posizionate nella parte millimetrica dello spettro delle frequenze. Due antenne rotanti esaminano il passeggero ’coprendolo’ dalla testa ai piedi con un basso livello di esposizione all’energia Rf (radio frequenza). C’è poi la tecnologia ’backscatter’ (letteralmente ’cospargere da dietro’) che usa raggi x estremamente deboli, con un’esposizione inferiore ai 10 microRem per passaggio.

"La quantità di radiazioni equivalente a quella che un passeggero riceve all’interno di un aeroplano, volando per due minuti a 30 mila piedi di altezza. Un passeggero in un volo interno degli Stati Uniti - spiegano alla Tsa - è esposto a più radiazioni per il volo stesso che per uno di questi apparecchi". Il Consiglio nazionale statunitense per la protezione dalle radiazioni e misure (Mcrp), afferma che un passeggero deve ’passare’ attraverso 2.500 body scanner in un anno per raggiungere quello che loro classificano come una ’trascurabile dose individuale’.

L’American College of Radiology (Acr) avalla questa conclusione, aggiungendo che al momento non vi sono prove che ciascuna delle due tecnologie usate dai body scanner attualmente in funzione possa causare effetti biologici significativi sui passeggeri. Le radiazioni emesse dai cosiddetti ’body scanner’ sono "radiazioni talmente basse da non risultare pericolose per la salute", rassicura da parte sua Alfredo Siani, presidente della Sirm (Società italiana di radiologia).

"In ogni caso - aggiunge Siani - ho già dato mandato per una verifica alla nostra sezione di studio sulla radioprotezione, che ha le competenze per poter valutare la quantità di radiazioni e i loro eventuali effetti". Per il momento questo studio verrà avviato, precisa il presidente della Sirm, "sulla base dei dati che ci forniranno le ditte produttrici" dei body scanner.

Nessun pericolo, dunque, per i passeggeri. "Unico interrogativo avanzato da alcuni, dice ancora Siani, è quello di un eventuale ’effetto accumulo’: limitato, anzi praticamente inesistente per i comuni viaggiatori, anche quelli che abitualmente prendono spesso l’aereo, ma che potrebbe essere più sensibile per coloro che hanno fatto per ragioni mediche della radioterapia e sono stati, quindi, già esposti a dosi massicce di raggi x".

I DANNI DELL’OBESITA’ SONO RISCONTRABILI ANCHE NEI BAMBINI DI TRE ANNI

 
Gia' a tre anni i bambini obesi hanno i segni di un'infiammazione che negli adulti e' legata a problemi cardiaci. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics, che ha esaminato i livelli di alcune proteine legate appunto ad un'infiammazione in un gruppo di bambini e adolescenti da 1 a 17 anni.
Il gruppo studiato dai pediatri dell'Universita' del Nord Carolina era formato da sedicimila soggetti, di cui il 70% era in buona salute mentre gli altri avevano diversi gradi di obesita'. Quasi il 30% di quelli obesi tra i tre e i cinque anni avevano livelli elevati nel sangue della proteina C-reattiva, che e' un segno di un'infiammazione in corso e che negli adulti e' legata allo sviluppo di problemi cardiaci, mentre solo il 17% di quelli sani aveva livelli alti della stessa proteina.
Secondo i ricercatori la 'forbice' si amplia con il crescere dell'età: nel gruppo tra i 15 e i 17 anni avevano valori anomali l'83% degli obesi e il 18% dei sani. Un andamento simile e' stato riscontrato per altri due marker
.

 

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