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Sanità/ Falsi medici e finti fisioterapisti: è boom di professioni abusive
- da Luca il 04/09/2010 @ 02:09

Di Floriana Rullo Falsi medici, fisioterapisti abusivi, odontoiatri senza laurea. Un armata di operatori fasulli insidia la salute degli italiani. Nel settore sanitario i senza titoli sarebbero il doppio dei professionisti. Un vero e proprio esercito dell'abusivismo che si nasconde dietro titoloni, diplomi conseguiti all'estero, studi hi-tech. Quasi sempre falsi. Solo nel 2009 i Nas hanno denunciato 1170 persone per esercizio abusivo della professione di cui 450 falsi odontoiatri. Mille le persone che ogni anno finiscono a processo. E poi ci sono medici, infermieri, fisioterapisti, insegnanti. Insomma persone di ogni genere e categoria. Al punto che un ignaro cittadino ha più possibilità di finire nelle mani di un falso professionista sanitario che di uno qualificato. Su 280 mila operatori che esercitano le professioni sanitarie, ad esempio, solo 129 mila sono abilitati. Ciò vuol dire che in giro ci sono 150mila abusivi pronti ad operare. GLI ULTIMI CASI- Dal caso della giovane che si è finta medico e che per mesi ha lavorato sulle ambulanze utilizzate dell'Ares 118 a Latina, incastrata dai controlli. Che hanno scoperto aveva preso servizio come medico lavorando sulle ambulanze senza averne titolo e senza aver neppure ancora conseguito la laurea in medicina. E ancora la ginecologa, falsa, di Lecce che operava senza avere una "carta fondamentale": la laurea. E ci è riuscita per ben 10 anni. Si trovava al capo di uno studio avviato e apprezzato e spesso effettuava persino sostituzioni come medico di base. A Torino invece una giovane ha addirittura festeggiato la sua laurea con amici e parenti. Peccato che non l'avesse mai presa. Eppure per molto tempo ha lavorato come dottoressa e ha prescritto farmaci ai suoi pazienti. LA CLASSIFICA- In testa a questa singolare classifica di abusivi primeggiano senza rivali i fisioterapisti: su 150mila operatori che si qualificano come tali, infatti, ben 100mila, ovvero 2 su 3, non possiedono in realtà il diploma di laurea che abilita alla professione. Molti dei "falsi" fisioterapisti sono infatti laureati in Scienze Motorie, un diploma che abilita all'insegnamento dell'Educazione fisica nelle scuole ma che non dà titolo ad effettuare prestazioni sanitarie delicate come quelle del fisioterapista. Scorrendo la graduatoria troviamo poi i tecnici di laboratorio (10mila abusivi su 40mila), i nutrizionisti (10mila abusivi su 13mila), il podologo (6mila abusivi su 7200) e l'igienista dentale (3mila abusivi su 5200). Forse non saranno tutti maghi o stregoni, ma é certo che il cittadino che si rivolge a uno di questi professionisti per ricevere una prestazione sanitaria, nella maggior parte dei casi rischia di affidarsi, inconsapevolmente, alle mani di qualcuno che quella professione non potrebbe esercitarla. "Una situazione inaccettabile, che danneggia pazienti e professionisti", sottolinea il presidente del Conaps, Antonio Bortone:" così sii alimenta il mercato abusivo, con prezzi più bassi e scarse prestazioni". LE TANTE FALLE- Basta poco per mandare in corsia un impostore. Può bastare un'autocertificazione soltanto. Ma in ambulatorio si può entrare, anche prima di iscriversi a una specializzazione. Per sostituire un medico di famiglia per un breve periodo basta mettersi d'accordo con lui. Ma, se per dare sicurezza a pazienti o a enti pubblici c'è bisogno del "pezzo di carta", non è un problema. Una bella pergamena con l'intestazione dell'Università si può trovare facilmente. Come? Rivolgendosi ad una stamperia clandestina, come quella scoperta a Vibo Valentia, o alla rete. Duecento euro e si riceveva a casa. PENE TROPPO LIEVI- Il problema vero? Sono le pene troppo lievi. Un falso medico, infatti, rischia solo sei mesi o una multa di 516 euro."C'è un numero considerevole di persone che si spacciano per quello che non sono. C'è una falla nel sistema, mancano degli albi. Noi stiamo andando alla costituzione di albi professionali che sono una garanzia in modo da stringere le maglie in modo più oggettivo. Per praticare la professione deve essere iscritto ad un albo. Con tutti i requisiti richiesti per legge". Laura Bianconi, senatrice del Pdl e membro della Commissione Sanità sceglie Affaritaliani.it per commentare l'esercito dei falsi medici: "E' vero che si ha tutta una serie di falsi che in Italia è difficilissimo contrastare perché le leggi spesso si riescono ad aggirare. Ad esempio molte volte non viene neanche richiesto il titolo. Ma non solo. Ci sono pene troppo lievi. E' una questione solo amministrativa. In realtà chi la riesce a far franca non ha lo spauracchio di una mannaia molto più rigorosa e rigida. Chi opera nel campo sanitario mette a repentaglio la vita delle persone. Ci vorrebbero leggi più rigide". E sulla proposta di Legge per la creazione di un albo di categoria spiega: "La mia proposta di legge è di istituire degli albi delle professioni sanitarie. La proposta è già in commissione. Credo che il provvedimento andrà sciolto alla ripresa dei lavori. In questo modo riusciremo a sanare la non giustizia creatasi nel tempo nel campo sanitario. Anche per metterci in pari con la comunità Europea".
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Di Floriana Rullo Falsi medici, fisioterapisti abusivi, odontoiatri senza laurea. Un armata di operatori fasulli insidia la salute degli italiani. Nel settore sanitario i senza titoli sarebbero il doppio dei professionisti. Un vero e proprio esercito dell'abusivismo che si nasconde dietro titoloni, diplomi conseguiti all'estero, studi hi-tech. Quasi sempre falsi. Solo nel 2009 i Nas hanno denunciato 1170 persone per esercizio abusivo della professione di cui 450 falsi odontoiatri. Mille le persone che ogni anno finiscono a processo. E poi ci sono medici, infermieri, fisioterapisti, insegnanti. Insomma persone di ogni genere e categoria. Al punto che un ignaro cittadino ha più possibilità di finire nelle mani di un falso professionista sanitario che di uno qualificato. Su 280 mila operatori che esercitano le professioni sanitarie, ad esempio, solo 129 mila sono abilitati. Ciò vuol dire che in giro ci sono 150mila abusivi pronti ad operare. GLI ULTIMI CASI- Dal caso della giovane che si è finta medico e che per mesi ha lavorato sulle ambulanze utilizzate dell'Ares 118 a Latina, incastrata dai controlli. Che hanno scoperto aveva preso servizio come medico lavorando sulle ambulanze senza averne titolo e senza aver neppure ancora conseguito la laurea in medicina. E ancora la ginecologa, falsa, di Lecce che operava senza avere una "carta fondamentale": la laurea. E ci è riuscita per ben 10 anni. Si trovava al capo di uno studio avviato e apprezzato e spesso effettuava persino sostituzioni come medico di base. A Torino invece una giovane ha addirittura festeggiato la sua laurea con amici e parenti. Peccato che non l'avesse mai presa. Eppure per molto tempo ha lavorato come dottoressa e ha prescritto farmaci ai suoi pazienti. LA CLASSIFICA- In testa a questa singolare classifica di abusivi primeggiano senza rivali i fisioterapisti: su 150mila operatori che si qualificano come tali, infatti, ben 100mila, ovvero 2 su 3, non possiedono in realtà il diploma di laurea che abilita alla professione. Molti dei "falsi" fisioterapisti sono infatti laureati in Scienze Motorie, un diploma che abilita all'insegnamento dell'Educazione fisica nelle scuole ma che non dà titolo ad effettuare prestazioni sanitarie delicate come quelle del fisioterapista. Scorrendo la graduatoria troviamo poi i tecnici di laboratorio (10mila abusivi su 40mila), i nutrizionisti (10mila abusivi su 13mila), il podologo (6mila abusivi su 7200) e l'igienista dentale (3mila abusivi su 5200). Forse non saranno tutti maghi o stregoni, ma é certo che il cittadino che si rivolge a uno di questi professionisti per ricevere una prestazione sanitaria, nella maggior parte dei casi rischia di affidarsi, inconsapevolmente, alle mani di qualcuno che quella professione non potrebbe esercitarla. "Una situazione inaccettabile, che danneggia pazienti e professionisti", sottolinea il presidente del Conaps, Antonio Bortone:" così sii alimenta il mercato abusivo, con prezzi più bassi e scarse prestazioni". LE TANTE FALLE- Basta poco per mandare in corsia un impostore. Può bastare un'autocertificazione soltanto. Ma in ambulatorio si può entrare, anche prima di iscriversi a una specializzazione. Per sostituire un medico di famiglia per un breve periodo basta mettersi d'accordo con lui. Ma, se per dare sicurezza a pazienti o a enti pubblici c'è bisogno del "pezzo di carta", non è un problema. Una bella pergamena con l'intestazione dell'Università si può trovare facilmente. Come? Rivolgendosi ad una stamperia clandestina, come quella scoperta a Vibo Valentia, o alla rete. Duecento euro e si riceveva a casa. PENE TROPPO LIEVI- Il problema vero? Sono le pene troppo lievi. Un falso medico, infatti, rischia solo sei mesi o una multa di 516 euro."C'è un numero considerevole di persone che si spacciano per quello che non sono. C'è una falla nel sistema, mancano degli albi. Noi stiamo andando alla costituzione di albi professionali che sono una garanzia in modo da stringere le maglie in modo più oggettivo. Per praticare la professione deve essere iscritto ad un albo. Con tutti i requisiti richiesti per legge". Laura Bianconi, senatrice del Pdl e membro della Commissione Sanità sceglie Affaritaliani.it per commentare l'esercito dei falsi medici: "E' vero che si ha tutta una serie di falsi che in Italia è difficilissimo contrastare perché le leggi spesso si riescono ad aggirare. Ad esempio molte volte non viene neanche richiesto il titolo. Ma non solo. Ci sono pene troppo lievi. E' una questione solo amministrativa. In realtà chi la riesce a far franca non ha lo spauracchio di una mannaia molto più rigorosa e rigida. Chi opera nel campo sanitario mette a repentaglio la vita delle persone. Ci vorrebbero leggi più rigide". E sulla proposta di Legge per la creazione di un albo di categoria spiega: "La mia proposta di legge è di istituire degli albi delle professioni sanitarie. La proposta è già in commissione. Credo che il provvedimento andrà sciolto alla ripresa dei lavori. In questo modo riusciremo a sanare la non giustizia creatasi nel tempo nel campo sanitario. Anche per metterci in pari con la comunità Europea".

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Riab Info
- da Luca il 03/09/2010 @ 12:05
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GIMBE
- da Luca il 02/09/2010 @ 17:24
| | | Date 6-7-8 ottobre
Orari 9.00 - 13.30 14.30 - 18.00
Sede Hotel Royal Carlton Via Montebello, 8 Bologna
ECM 24 crediti per "Tutte le professioni" Rif. 466-8001102
Partecipanti 24
Quota d’iscrizione € 750,00
Download Programma Scheda iscrizione
Contatti 051 5883920 info@gimbe.org | Pregiatissimo..., la performance di servizi e prestazioni sanitarie, oltre che dalle competenze professionali, è condizionata dalla capacità dell'organizzazione di definire standard assistenziali e di monitorare la qualità dell'assistenza in termini di sicurezza, efficacia, appropriatezza, efficienza. Per tali ragioni nel Nuovo Sistema di Formazione Continua in Medicina il Governo Clinico e i suoi strumenti costituiscono l'essenza degli obiettivi formativi di processo e di sistema che dovranno armonizzarsi con quelli tecnico-professionali nel dossier formativo individuale e di équipe. A tutti i professionisti coinvolti nella pianificazione, organizzazione, erogazione e valutazione di servizi e prestazioni sanitarie GIMBE propone il Clinical Governance core-curriculum, che debutta con il workshop Introduzione al Governo Clinico L’evento, condotto con modalità didattiche interattive, offre un approccio sistematico alla Clinical Governance: · Valutazione Multidimensionale della Qualità Assistenziale Sicurezza, efficacia, appropriatezza, equità, partecipazione degli utenti, efficienza · Strumenti del Governo Clinico Evidence-based practice, linee guida e percorsi assistenziali, clinical audit, indicatori di qualità e sistemi informativi, gestione del rischio, valutazione delle tecnologie sanitarie, ricerca e sviluppo, formazione continua, training e sviluppo professionale, coinvolgimento degli utenti · Attuazione del Governo Clinico Modelli organizzativi, definizione delle priorità, valutazione e monitoraggio di obiettivi e progetti di governo clinico, ostacoli e problematiche aperte GIMBE Via Amendola 2 40121 Bologna Tel. 051 5883920 Fax 051 3372195 www.gimbe.org |
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| | | Date 6-7-8 ottobre
Orari 9.00 - 13.30 14.30 - 18.00
Sede Hotel Royal Carlton Via Montebello, 8 Bologna
ECM 24 crediti per "Tutte le professioni" Rif. 466-8001102
Partecipanti 24
Quota d’iscrizione € 750,00
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Contatti 051 5883920 info@gimbe.org | Pregiatissimo..., la performance di servizi e prestazioni sanitarie, oltre che dalle competenze professionali, è condizionata dalla capacità dell'organizzazione di definire standard assistenziali e di monitorare la qualità dell'assistenza in termini di sicurezza, efficacia, appropriatezza, efficienza. Per tali ragioni nel Nuovo Sistema di Formazione Continua in Medicina il Governo Clinico e i suoi strumenti costituiscono l'essenza degli obiettivi formativi di processo e di sistema che dovranno armonizzarsi con quelli tecnico-professionali nel dossier formativo individuale e di équipe. A tutti i professionisti coinvolti nella pianificazione, organizzazione, erogazione e valutazione di servizi e prestazioni sanitarie GIMBE propone il Clinical Governance core-curriculum, che debutta con il workshop Introduzione al Governo Clinico L’evento, condotto con modalità didattiche interattive, offre un approccio sistematico alla Clinical Governance: · Valutazione Multidimensionale della Qualità Assistenziale Sicurezza, efficacia, appropriatezza, equità, partecipazione degli utenti, efficienza · Strumenti del Governo Clinico Evidence-based practice, linee guida e percorsi assistenziali, clinical audit, indicatori di qualità e sistemi informativi, gestione del rischio, valutazione delle tecnologie sanitarie, ricerca e sviluppo, formazione continua, training e sviluppo professionale, coinvolgimento degli utenti · Attuazione del Governo Clinico Modelli organizzativi, definizione delle priorità, valutazione e monitoraggio di obiettivi e progetti di governo clinico, ostacoli e problematiche aperte GIMBE Via Amendola 2 40121 Bologna Tel. 051 5883920 Fax 051 3372195 www.gimbe.org |

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Il Fisioterapista è una professione sanitaria
- da Luca il 31/08/2010 @ 19:33
L'aifi ha scritto alla redazione de Il Corriere della Sera per una puntualizzazione su un interessante articolo pubblicato domenica 29 agosto c.a., dal titolo "Boom di fisioterapisti 650 iscritti per 35 posti". L'articolo in premessa, parlando appunto dei Fisioterapisti, riporta: "E' una professione medica". Nella lettera si puntualizza che il Fisioterapista è giuridicamente una professione sanitaria, così come il medico, l'infermiere e gli altri professionisti formati in ambito universitario. Ogni professione ha una sua storia e una sua identità. In questi giorni, oltretutto, cade il decennale dell'approvazione della legge 10 agosto 2000, n. 251 che approvata all'unanimità dal Parlamento ha definitivamente sancito la titolarità e l'autonomia professionale del Fisioterapista nell'ambito delle proprie competenze professionali. http://www.aifi.net/allegato-news-998.pdf
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L'aifi ha scritto alla redazione de Il Corriere della Sera per una puntualizzazione su un interessante articolo pubblicato domenica 29 agosto c.a., dal titolo "Boom di fisioterapisti 650 iscritti per 35 posti". L'articolo in premessa, parlando appunto dei Fisioterapisti, riporta: "E' una professione medica". Nella lettera si puntualizza che il Fisioterapista è giuridicamente una professione sanitaria, così come il medico, l'infermiere e gli altri professionisti formati in ambito universitario. Ogni professione ha una sua storia e una sua identità. In questi giorni, oltretutto, cade il decennale dell'approvazione della legge 10 agosto 2000, n. 251 che approvata all'unanimità dal Parlamento ha definitivamente sancito la titolarità e l'autonomia professionale del Fisioterapista nell'ambito delle proprie competenze professionali. http://www.aifi.net/allegato-news-998.pdf

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Riab News
- da Luca il 31/08/2010 @ 17:26

UN NUOVO FARMACO A BASE DI VITAMINA D PREVIENE LE FRATTURE | | Un gruppo di ricercatori italiani, autori di uno studio pubblicato sull'ultimo numero del Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, sta mettendo a punto un nuovo farmaco anti-fratture a base di vitamina D da assumere ogni 3-4 mesi, invece che ogni giorno. Secondo i risultati ottenuti dagli scienziati dell'universita' Sapienza di Roma, guidati da Salvatore Minisola, presidente della Siommms, Societa' italiana dell'osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro, e' sufficiente assumere per bocca una dose di 600 mila unita' (UI) di colecalciferolo, la speciale vitamina D3 sintetizzata dal nostro organismo, per determinare, anche in persone carenti, un aumento significativo, rapido e duraturo dei livelli di vitamina D. La ricerca e' stata condotta su un doppio campione: da un lato un gruppo di persone anziane gravemente carenti di vitamina D; dall'altro un gruppo di giovani con deficit dovuti essenzialmente a scarsa esposizione al sole. In entrambi i gruppi il trattamento consistente in una sola alta dose di vitamina D3 si e' rivelato efficace per contrastare rapidamente tutte le alterazioni metaboliche conseguenti alla carenza di vitamina D. | UNA PROTEINA PRODOTTA DALL’ARTRITE COMBATTE L’ALZHEIMER | | Una proteina chiamata Gm-Csf, che viene prodotta dal corpo quando si scatena l'artrite reumatoide, ha mostrato la capacita' di invertire gli effetti dell'Alzheimer. Lo ha evidenziato uno studio dell'universita' della South Florida, pubblicato dal Journal of Alzheimer's Research. La correlazione tra l'artrite e la minore probabilita' di Alzheimer era gia' stata notata, ma era stata attribuita ai farmaci antinfiammatori. I ricercatori, invece, hanno trattato alcuni topi con problemi di memoria simili a quelli causati dall'Alzheimer con la proteina. Dopo 20 giorni i topi a cui era stata somministrata la proteina non avevano piu' sintomi, e le placche beta amiloidi nel cervello si erano ridotte di piu' del 50%. Persino il gruppo di controllo dei topi sani a cui era stata data la Gm-Csf aveva performance cognitive leggermente migliori. Il prossimo passo, facilitato dal fatto che la Gm.Csf e' gia' usata come farmaco per alcuni tumori, sara' testare la proteina sull'uomo per verificare se ha gli stessi effetti positivi. |
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UN NUOVO FARMACO A BASE DI VITAMINA D PREVIENE LE FRATTURE | | Un gruppo di ricercatori italiani, autori di uno studio pubblicato sull'ultimo numero del Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, sta mettendo a punto un nuovo farmaco anti-fratture a base di vitamina D da assumere ogni 3-4 mesi, invece che ogni giorno. Secondo i risultati ottenuti dagli scienziati dell'universita' Sapienza di Roma, guidati da Salvatore Minisola, presidente della Siommms, Societa' italiana dell'osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro, e' sufficiente assumere per bocca una dose di 600 mila unita' (UI) di colecalciferolo, la speciale vitamina D3 sintetizzata dal nostro organismo, per determinare, anche in persone carenti, un aumento significativo, rapido e duraturo dei livelli di vitamina D. La ricerca e' stata condotta su un doppio campione: da un lato un gruppo di persone anziane gravemente carenti di vitamina D; dall'altro un gruppo di giovani con deficit dovuti essenzialmente a scarsa esposizione al sole. In entrambi i gruppi il trattamento consistente in una sola alta dose di vitamina D3 si e' rivelato efficace per contrastare rapidamente tutte le alterazioni metaboliche conseguenti alla carenza di vitamina D. | UNA PROTEINA PRODOTTA DALL’ARTRITE COMBATTE L’ALZHEIMER | | Una proteina chiamata Gm-Csf, che viene prodotta dal corpo quando si scatena l'artrite reumatoide, ha mostrato la capacita' di invertire gli effetti dell'Alzheimer. Lo ha evidenziato uno studio dell'universita' della South Florida, pubblicato dal Journal of Alzheimer's Research. La correlazione tra l'artrite e la minore probabilita' di Alzheimer era gia' stata notata, ma era stata attribuita ai farmaci antinfiammatori. I ricercatori, invece, hanno trattato alcuni topi con problemi di memoria simili a quelli causati dall'Alzheimer con la proteina. Dopo 20 giorni i topi a cui era stata somministrata la proteina non avevano piu' sintomi, e le placche beta amiloidi nel cervello si erano ridotte di piu' del 50%. Persino il gruppo di controllo dei topi sani a cui era stata data la Gm-Csf aveva performance cognitive leggermente migliori. Il prossimo passo, facilitato dal fatto che la Gm.Csf e' gia' usata come farmaco per alcuni tumori, sara' testare la proteina sull'uomo per verificare se ha gli stessi effetti positivi. |
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