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i.jpgTerapia manuale - Terapia manuale

La medicina manuale rientra nelle cosiddette "medicine alternative", un vasto ed eterogeneo gruppo di pratiche diagnostiche e terapeutiche che generalmente non vengono considerate affatto dalla medicina tradizionale, basata sulla terapia farmacologica o chirurgica delle varie affezioni.
Il caso della medicina manuale è tuttavia ben diverso, perché si tratta di una disciplina che, pur basandosi sulla terapia manipolativa al pari di osteopatia e chiropratica, si è sviluppata sotto un continuo controllo critico ed in un contesto teorico accettabile anche dalla medicina tradizionale, grazie all'opera di studiosi come Maigne in Francia e Sell in Germania.
L'interesse medico per la terapia manipolativa delle affezioni dell'apparato muscolo-scheletrico nacque sotto la spinta dell'evidenza empirica dei risultati, che pur non convalidati dalle necessarie verifiche sperimentali non potevano essere ignorati, anche per la crescente diffusione della chiropratica e dell'osteopatia in strati sociali sempre più vasti.
La legittimazione neurofisiologica della medicina manuale è venuta in seguito, quando l'elaborazione della teoria del "gate control" midollare ha spiegato in modo convincente l'efficacia della manipolazione nelle sindromi dolorose dell'apparato locomotore.
E' infatti ben noto che le afferenze tattili e propriocettive, una volta penetrate nel midollo spinale, chiudono il cancello della via del dolore attivando gli interneuroni inibitori dei neuroni nocicettivi spinali, inibendo cioè la trasmissione degli stimoli dolorosi.
Al contrario, le afferenze nocicettive, in particolare quelle amieliniche (fibre C) deputate al dolore di tipo urente, a lenta insorgenza e durata prolungata, facilitano il perpetuarsi della trasmissione dello stimolo doloroso inibendo gli interneuroni inibitori, determinando quindi una sensibilizzazione della via del dolore, che porta alla sua cronicizzazione.
A questo circolo vizioso concorre la contrattura antalgica, che per "difendere" le articolazioni iperalgiche ne impedisce il movimento, e di conseguenza limita fortemente gli stimoli propriocettivi, con ulteriore facilitazione della trasmissione del dolore.
La manipolazione interrompe questo circuito, in quanto determina un picco di afferenze tattili e propriocettive che chiudono il cancello midollare: questo desensibilizza i neuroni nocicettivi spinali e risolve la contrattura muscolare, con immediato sollievo per il paziente.
L'azione analgesica della medicina manuale è quindi principalmente riflessa, al pari di altri terapie fisiche quali ad esempio la massoterapia o la TENS.
E' invece molto raro che la manipolazione sia terapeutica per la sua sola azione meccanica, evento possibile solo in caso di effettiva riduzione di una preesistente sublussazione o lussazione articolare.
Va detto che l'azione della manipolazione risulterà antalgica solo quando condotta secondo le regole di Maigne, che consistono nella ricerca della direzione libera dal dolore, in cui praticare prima la mobilizzazione di prova e poi la manipolazione mirata sul punto di irritazione segmentale.
Seguendo queste regole il medico si garantisce sia dal rischio di una paradossale riacutizzazione del dolore (in caso di manipolazione nella direzione algogena, perché allora le afferenze dolorose sovrastano quelle tattili e propriocettive), che da rare ma gravi complicanze quali quelle descritte a livello cervicale.
Nel caso non sia presente una direzione libera, il trattamento va rinviato fino a quando un'opportuna terapia medica non consentirà di ottenerne una.
Le indicazioni della medicina manuale sono le sindromi dolorose, localizzate alla colonna vertebrale ed alle articolazioni degli arti, di natura benigna, cioè dovute ad artrosi o esito di pregressi traumi.
Assolute controindicazioni sono le infiammazioni e i traumi in fase acuta, le infezioni, i tumori, l'instabilità articolare (particolarmente temibile quella atlo-epistrofea), la grave osteoporosi (che abbia determinato crolli vertebrali), motivo per cui è sempre opportuno eseguire un esame radiografico prima di eseguire il trattamento.

LA TERAPIA MANUALE - CONCETTO MARCEL BIENFAIT
 


Il termine di Terapia Manuale non definisce une tecnica terapeutica, ma semplicemente una terapia che utilizza essenzialmente le mani. Questo appellativo si applica a molte tecniche alquanto diverse. Il concetto Marcel Bienfait della Terapia Manuale non è una metodo particolare, ma una maniera moderna di concepire la fisioterapia. Si fonda su un'esperienza di 55 anni di pratica e di 40 anni d'insegnamento. La base della fisioterapia è per lui la fisiologia dell'apparato locomotore.

L'insegnamento attuale di Marcel Bienfait e degli insegnanti che ha formato viene proposto a professionisiti già affermati. L'ideale sarebbe farlo iniziare sin dagli studi di base, facendolo proseguire progressivamente per più anni. Per Marcel Bienfait, il fisioterapista è un meccanico di meccanica umana. Lo studio della fisiologia dell'apparato locomotore deve essere la base della sua formazione.
E' la sola maniera di capire la patologia, di stabilire delle diagnosi, di concepire dei trattamenti logici.
 
Per esperienza, Marcel Bienfait pensa che sin dagli inizi della fisioterapia, lo studio della fisiologia e dell'anatomia sia realizzato in modo illogico, quello delle scienze astratte. Lo studente non ne capisce l'utilità, né dove esse conducono. Egli le dimentica rapidamente e dei suoi studi non gli restano che gesti terapeutici che utilizza come un robot: nel tale caso si fa questo, nel tal'altro caso si fa quello. La comprensione della fisiologia e dell'anatomia deve poggiare su nozioni concrete. A meno che non si voglia fare dei terapisti dei semplici esecutori di manovre, non si farà mai nulla di valido finché saranno, ad eccezione di alcuni, ignoranti in anatomia e fisiologia.

Che cos'è la fisiologia ? E' la maniera in cui la natura ha risolto le nostre necessità funzionali. Quali sono le necessità funzionali dell’uomo ? La deambulazione e la prensione cioè la funzione dinamica, la posizione eretta cioè la funzione statica. Sono funzioni globali che interessano l'insieme del corpo. Il loro studio deve iniziare con questa globalità, partendo dalle necessità funzionali.

Che cos'è l'anatomia ? In questa ottica è l'insieme delle parti meccaniche che permettono la fisiologia. E' attraverso la comprensione della fisiologìa che si deve iniziare lo studio dell'anatomia.

Queste nozioni non si applicano soltanto alla Terapia Manuale, ma a tutte le specialità della fisioterapia. Esse sono la base dell'insegnamento di Marcel Bienfait.

Nel suo insegnamento attuale, Marcel Bienfait ha lasciato da parte la Rieducazione funzionale di cui fu uno dei pionieri in Francia, dedicandosi all'osteopatia nel suo aspetto puramente fisioterapico, rigettando la sua pretesa di essere una medicina parallela. E' un insegnamento imperniato anche sui problemi e i trattamenti della funzione statica, sul loro studio e le loro possibilità, il loro ruolo nella prevenzione, ma anche i loro limiti, tutte cose che ristagnano oggi su nozioni più che centenarie e su una ginnastica perfettamente inefficace.

http://www.newmaster.it/

 

 

 

 

MEDICINA ORTOPEDICA CYRIAX

 

I l Dr. James Cyriax ha dedicato la sua lunga carriera professionale al St. Thomas’s Hospital di Londra (tra gli anni ’40 e i primi anni ’80) allo sviluppo e al perfezionamento di un metodo diagnostico e terapeutico delle lesioni dei tessuti molli dell’apparato locomotore. Il metodo da lui elaborato consiste in una valutazione a turno della funzione di ogni tessuto mobile: le risposte positive e negative ottenute con i test di tensione selettiva formano uno schema (pattern). Tale schema viene interpretato, sulla base dell’anatomia applicata, per poter raggiungere una valutazione più esatta possibile sulla posizione, natura, dimensioni e stadio di ogni lesione dei tessuti molli. "Non ho inventato il massaggio, che esiste da tempi immemorabili, – scrive Cyriax nella prefazione alla ottava edizione del 1982 del suo"Textbook of Orthopaedic Medicine- ho semplicemente elaborato una tecnica di massaggio trasverso profondo (deep friction), che permette di raggiungere la sede della lesione. Ho insistito affinchè fosse trattata solo la struttura lesionata evitando le aree di tessuto normale circostante, sedi solamente di dolore riferito e sensibilità locale.

Non ho inventato le trazioni e le manipolazioni, che erano entrambe già praticate da Ippocrate. Il mio merito è stato quello di codificare l’applicazione di queste misure, ponendo uguale enfasi sul "quando no" e "quando si", in un tentativo di sistemare ognuna al suo posto nella terapia. La mia unica importante scoperta, sulla quale si basa tutto questo mio lavoro, è il metodo sistematico di esame delle parti mobili attraverso le tensioni selettive. Se negli anni a venire devo essere ricordato per l’originalità del mio lavoro, è a questo studio fondamentale che vorrei che i posteri legassero il mio nome".

Il metodo Cyriax riguarda quindi la diagnosi e la terapia delle lesioni dei tessuti molli dell’apparato locomotore ; il Dr. Cyriax sviluppò un sistema che, attraverso l’anamnesi, l’ispezione, l’esame funzionale, la palpazione e, se necessario, l’infiltrazione diagnostica, permette di raggiungere una diagnosi precisa. Successivamente ideò anche un sistema terapeutico nel quale sono utilizzati : Massaggio Trasverso Profondo (Deep Friction), mobilizzazione, manipolazione, trazione, infiltrazione ed iniezione intra-articolare.

L’esame funzionale si basa essenzialmente su test selettivi (Selective Tensions) che permettono di valutare nel modo più puro possibile le diverse strutture interessate. Vengono utilizzati :

- test passivi che permettono di valutare l’integrità delle strutture inerti(capsula, legamenti, borsa, menisco, …) e di differenziare tra schema capsulare e schema non capsulare.

Lo schema capsulare ("capsular pattern") è l’insieme del dolore, della limitazione e della sensazione di fine corsa che fa pensare all’articolazione nel suo complesso.

Ogni articolazione possiede un proprio schema capsulare caratteristico.

Lo schema non capsulare ("non capsular pattern") è ogni altra combinazione differente dallo schema capsulare.

- test resistiti (contrazioni isometriche massimali da posizione neutra) per valutare le strutture contrattili : muscolo, tendine, giunzione tenomuscolare e tenoperiostea.

Non vengono invece utilizzati quasi mai test attivi, per l’arto superiore ed inferiore, in quanto questi non permettono, se positivi, di distinguere se il dolore proviene da una struttura inerte o contrattile.

La terapia mirerà a frenare il più possibile la reazione infiammatoria post-traumatica sia per mezzo di un’infiltrazione di triamcinolone che per mezzo del Massaggio Trasverso Profondo (MTP).

Indicazioni :

· Piccole rotture muscolari

Un muscolo deve avere la possibilità di contrarsi, quindi di allargarsi. Dopo un trauma questa possibilità può essere ostacolata dalla formazione di aderenze microscopiche all’interno del muscolo. La terapia di una piccola rottura muscolare tende quindi a mantenere o a ristabilire la mobilità in larghezza.

La terapia di Cyriax per un piccolo strappo muscolare è spesso solamente il massaggio trasverso profondo : muovere trasversalmente le fibre muscolari, senza componente longitudinale, per prevenire o distruggere la formazione di aderenze.

· Lesioni tendinee

La lesione giace spesso alla giunzione tenoperiostea, meno frequentemente nel corpo del tendine.

Un discreto numero di lesioni tendinee assume il carattere di infiammazione autoperpetuantesi ("self-perpetuating inflammation").

Abbiamo due possibili trattamenti :

  1.  infiltrazione di triamcinolone : risultato rapido con percentuale di ricadute abbastanza alto
  2. massaggio trasverso profondo : risultato meno rapido, ma con ricadute molto meno frequenti.

· Piccole lesioni legamentose

Il massaggio trasverso profondo è spesso il miglior trattamento.

MASSAGGIO TRASVERSO PROFONDO

Effetti

- Iperemia traumatica : analgesia temporanea.

- Movimento all’interno della struttura affetta per prevenire o distruggere le aderenze.

- Stimolazione dei meccanorecettori : impedire il passaggio dei messaggi afferenti nocicettivi (teoria del gate control).

Indicazioni

- Piccole lesioni muscolari, tendinee, legamentose.

Controindicazioni

- Grosse calcificazioni dei tessuti molli.

- Lesioni tendinee di origine reumatoide.

Tecnica

- Localizzazione esatta.

- Trasversalmente alla struttura affetta.

- Ampiezza e profondità sufficienti a raggiungere la sede della lesione.

- Generalmente con un dito rinforzato da un altro (indice rinforzato dal medio).

- NON deve provocare dolore.

Durata e frequenza

Nella maggior parte delle lesioni : 15’ tre volte la settimana.

Il trattamento viene interrotto quando i sintomi sono scomparsi e il test funzionale è ritornato negativo(= guarigione clinica) ; l’eventuale ipersensibilità locale è da trascurare.

"Più del 90% di tutte le lombalgie somatiche, con o senza irradiazione all’arto inferiore, è dovuto a protrusioni discali".

Il Dr. Cyriax è arrivato a questa ipotesi applicando in modo diagnostico l’iniezione epidurale locale anestetica. In questa iniezione per via sacrale (50cc. di procaina, 0,5%) il prodotto si propaga fino a L3 anestetizzando la faccia esterna della dura madre e le radici nervose.

Cyriax non crede che muscoli, legamenti, art. interapofisarie, art. sacro-iliache, artrosi, osteofitosi, possano essere responsabili della maggior parte dei sintomi in un problema del rachide.

Per raggiungere la diagnosi avremo, anche per il rachide, un accurato esame obiettivo ( ispezione ed esame funzionale) che permetterà una valutazione precisa con conseguente adeguato trattamento.

Partendo quindi dall’ipotesi dell’origine meccanica discale del dolore lombare, l’approccio terapeutico di Cyriax si basa sulla riduzione del frammento discale attraverso:

- manipolazione (frammento duro, cartilagineo : anulus fibroso)

- trazione (frammento molle : nucleo polposo)

- iniezione anestetica locale epidurale (per una protrusione irriducibile).

Durante l’esame si individua il livello interessato ma il trattamento proposto da Cyriax per il rachide (lombare, cervicale, dorsale) consiste in manipolazioni globali, non selettive sul livello interessato. " Le nostre manovre non sono dirette ad alterare la posizione di una vertebra ; la radiografia mostra che non c’è spostamento. Esse non hanno lo scopo di ripristinare un’ampiezza completa di movimento, dato che spesso l’osteofitosi rende ciò impossibile, ma semplicemente di permettere il movimento senza più dolore.

Le nostre tecniche confidano nel fatto che, quando una serie di articolazioni vertebrali è portata fino alla fine della sua possibile ampiezza di movimento, le articolazioni normali si muovono liberamente, quelle bloccate no. Le articolazioni non coinvolte sono quindi portate fino al loro limite ; ora la sovrapressione finale ricadrà inevitabilmente al livello interessato. Molte delle nostre manipolazioni vertebrali per disturbi interni (derangement) sono eseguite mantenendo una componente di trazione. Prosegue Cyriax nel suo " Textbook of Orthopaedic Medicine " (vol II, 11a edizione, pag 42):

 " Secondo me non è l’eleganza o la natura elaborata di una manipolazione ciò che importa, ma la sua efficacia."

                                                                  

                                                                 Manipolazione lombare : leg over

Bibliografia :

· Cyriax J. H., Textbook of Orthopaedic Medicine, Volume I : diagnosis of soft tissue lesions, 8th edition, Ballière Tindall, 1982, London

· Cyriax J. H., Textbook of Orthopaedic Medicine, Volume II : treatment by manipulation, massage and injection, 11th edition, Ballière Tindall, 1984, London

· De Coninck S., Rossaert J., Claeys J., Schietecatte G., De Coninck B., Cyriax’s Orthopaedic Medicine in theory and practice, part I : examination and diagnosis , versione inglese in stampa, Stati Uniti

· De Coninck S., Rossaert J., Claeys J., Schietecatte G., De Coninck B., Cyriax’s, Orthopaedic Medicine in theory and practice, part II : treatment by deep friction, manipulation, and traction, , versione inglese in stampa, Stati Uniti

 http://www.idioscuri.com/

 

 

 

 

Concetto Kaltenborn-Evjenth

OBIETTIVI GENERALI

§       Sapere applicare il ragionamento clinico su casi clinici per l’esame e per il trattamento

§       Essere capace di risolvere casi clinici secondo la terapia manuale

§       Poter realizzare l’esame di un paziente in circa 20 minuti

§       Perfezionarsi nel formulare una diagnosi fisioterapica

§       Perfezionare le tecniche di base, anche l’allungamento muscolare (sopratutto arti) e le tecniche con il rachide in posizione serrata

§       Imparare variazioni delle tecniche

§       Conoscere la teoria della manipolazione sulle arti e sul rachide (inclusi le contro-indicazioni)

§       Sapere scegliere fra una mobilizzazione e una manipolazione (indicazione)

§       Tecniche di manipolazione per fisioterapisti, principalmente in trazione nella posizione di riposo

Teoria (circa 10 %)

§       Il partecipante dopo il corso sarà in grado di:

§       utilizzare il ragionamento clinico della terapia manuale nella pratica quotidiana

§       formulare una diagnosi fisioterapica e di documentarla

§       stabilire un progetto di trattamento basato sulla diagnosi fisioterapica

§       poter scegliere di fronte a una ipomobilità fra una mobilizzazione o una manipolazione

§       conoscere e diagnosticare i principali sindromi di compressione dei nervi periferici negli arti

Pratica (circa 90 %)

Per l’esame il partecipante sarà in grado di:

§       applicare il ragionamento clinico a casi clinici (soprattutto indicazioni/controindicazioni à localizzazione dei sintomi à valutazione della mobilità e della struttura à ICF)

§       valutare una cosiddetta “lesione adatta alla manipolazione“ (inglese: manipulatable lesion)

§       di utilizzare le tecniche di base con variazioni

Per il trattamento il partecipante sarà in grado di:

§       utilizzare le tecniche di base con variazione e un dosaggio adatto alla lesione

effettuare alcune manipolazioni, principalmente in trazione nella posizione di riposo

 

http://www.fisiodynacom.it/

 

 

Management of neck pain disorders

Il corso presenta le ricerche più recenti riguardo ai disturbi dolorosi di origine cervicale con un’attenzione particolare al sistema muscolare e alla stabilità posturale. Verrà presentato un approccio all’esercizio terapeutico dei disturbi cervicali basato sulla Evidence Based Practice.

Il corso prevede sia parti teoriche che pratiche con una particolare attenzione sull’apprendimento delle abilità specifiche alla somministrazione dell’esercizio terapeutiico. La ricerca costituirà la base della metodologia per il ‘retraining’ specifico del controllo motorio della regione cervicale. Le parti teoriche includono: le basi fisiologiche dell’intervento fisioterapico; le prove di efficacia dei programmi di esercizio terapeutico; i principi della miglior pratica fisioterapica per i disturbi cervicali. Le parti pratiche inlcuderanno: il riconoscimento dei disturbi del controllo motorio nella regione cervico-brachiale e il loro trattamento; il ‘retraining’ delle caratteristiche del controllo posturale: sensibilità kinestesica, equilibrio, controllo del movimento degli occhi.

http://www.fisiodynacom.it/

 

 

Myofascial Pain Syndrome-TRIGGER POINT

Le sindromi da dolore Miofasciale (Myofascial pain syndromes - MPS) affliggono muscoli, articolazioni e strutture articolaro, portando a dolore, perdiita della funzione, e deterioramento dei movimenti. Il trigger point miofasciale, caratteristica e strumento diagnostico della MPS, è l’entità fisica dalla quale viene identificata la MPS. Il trattamento include l’inattivazione dei trigger point miofasciali, la correzione delle disfunzioni biomeccaniche e posturali, e la restituzione di schemi normali di movimento. Il corso di tre giorni viene presentato per insegnare le tecniche di identificazione dei trigger points, tecniche manuali efficaci per l’inattivazione di trigger point, e la restituzione della funzione. Ogni blocco d’insegnamento consiste in una lezione introduttiva e dimostrazione, seguite da sessioni pratiche a piccoli gruppi sotto supervisione. Questo è un programma di addestramento con applicabilità clinica immediata dopo il completamento. Il corso MPS 1 è un prerequisoto per tutti gli altri corsi della serie “Janet G. Travell, MD Seminar Series courses”.

http://www.fisiodynacom.it/

 http://www.newmaster.it

 

DIAGNOSI E TERAPIA MECCANICA McKENZIE

 

 

mckenzie
La missione dell'Istituto è di ricercare, in generale, le cause, la diagnosi ed il trattamento dei disturbi muscolo scheletrici della colonna vertebrale e degli arti, in specifico applicando la filosofia ed il trattamento sviluppati da Robin McKenzie

I principi di trattamento e le filosofie sono conosciuti in tutto il mondo come "Diagnosi e Terapia Meccanica McKenzie".

La missione viene perseguita:

1.    Educando i clinici ai principi e all'applicazione pratica della diagnosi e terapia meccanica.

2.  Per mezzo della ricerca e dello studio dei disturbi della colonna e del trattamento vertebrale in generale, e più specificamente in relazione al "Metodo McKenzie".

3.    Promuovendo e supportando quella ricerca che porti in miglioramento della conoscenza, della capacità e del trattamento dei disturbi vertebrali di origine meccanica.

4.    Diffondendo nella comunità medica la conoscenza dei principi e dei benefici del Metodo McKenzie di Diagnosi e Terapia Meccanica.

http://www.mckenzie-italia.com/

 

 

il Concetto Maitland

Il Concetto Maitland di Fisioterapia Manipolativa, come è ora conosciuto, pone l’accento su di uno specifico modo di pensare, su una continua valutazione, sull’arte della fisioterapia manipolativa (“sapere quando, come e quale tecnica usare, adattarle individualmente a ciascun Paziente”) e sulla totale dedizione al paziente.
 

Geoffrey D. Maitland, fisioterapista australiano e co-fondatore dell’IFOMT (International Federation of Orthopedic Manipolative Therapists) sviluppò questo specifico concetto di trattamento negli anni ’50. L’avvento del Concetto Maitland rappresenta uno degli sviluppi più significativi della Terapia Manuale. Il Concetto Maitland è un “concetto” e non una “tecnica”. Non si pone l’attenzione sulla tecnica di trattamento, bensì sulla filosofia che è alla base del modo di pensare e di procedere nelle decisioni terapeutiche, coinvolgendo l’esame analitico e la valutazione, sui quali su fondano le scelte di trattamento.

La Terapia Manuale è valida su un largo spettro di ambiti specialistici, che comprendono l’ortopedia conservativa e post-chirurgica, la terapia sportiva e le patologie reumatiche.
Al giorno d’oggi la Terapia Manipolativa non è più concentrata esclusivamente sulle componenti articolari del movimento, bensì include la valutazione e il trattamento della funzione e della sensibilità meccanica o della mobilità del sistema nervoso e della funzione del sistema muscolare.

Quando anche le attuali conoscenze sulla fisiologia del dolore vengono integrate alla decisione del procedimento terapeutico, si può stilare un piano di trattamento dettagliato e individuale, proprio a ciascun paziente. Ciò permette al fisioterapista di migliorare ed ampliare il suo approccio clinico nel seguenti modi:

  • usando precise procedure di valutazione
  • applicando un preciso modello di pensiero che facilita l’analisi dei problemi del paziente dal punto di vista clinico e teorico
  • integrando l’ICF all’esame e al trattamento
  • utilizzando l’esame manuale e le tecniche di trattamento della colonna vertebrale e delle articolazioni periferiche
  • utilizzando l’esame e il trattamento delle strutture neurali
  • analizzando gli squilibri muscolari
  • istruendo ed avvertendo il paziente riguardo al movimento, la postura e l’auto-correzione

    Il Concetto Maitland continua ad essere un concetto dinamico, grazie all’integrazione delle attuali conoscenze scientifiche. Noi siamo costantemente spronati a studiare la modalità di trattamento più efficace, per adattarlo alle necessità di ogni paziente.
     

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MULLIGAN CONCEPT

 

Introduction

The Physiotherapy treatment of musculoskeletal injuries has progressed from its foundation in remedial gymnastics and active exercise to therapist-applied passive physiological movements and on to therapist-applied accessory techniques. Brian Mulligan's concept of mobilisations with movement (MWMS) in the extremities and sustained natural apophyseal glides (SNAGS) in the spine are the logical continuance of this evolution with the concurrent application of both therapist applied accessory and patient generated active physiological movements.

 

Principles of Treatment

In the application of manual therapy techniques, Physiotherapists acknowledge that contraindications to treatment exist and should be respected at all times. Although always guided by the basic rule of never causing pain, therapist choosing to make use of SNAGS in the spine and MWMs in the extremities must still know and abide by the basic rules of application of manual therapy techniques.

 

Specific to the application of MWM and SNAGS in clinical practice, the following basic principles have been developed

  1. During assessment the therapist will identify one or more comparable signs as described by Maitland. These signs may be a loss of joint movement, pain associated with movement, or pain associated with specific functional activities (i.e., lateral elbow pain with resisted wrist extension, adverse neural tension).
  2. A passive accessory joint mobilisation is applied following the principles of Kaltenborn (i.e., parallel or perpendicular to the joint plane). This accessory glide must itself be pain free.
  3. The therapist must continuously monitor the patient's reaction to ensure no pain is recreated. Utilising his/her knowledge of joint arthrology, a well-developed sense of tissue tension and clinical reasoning, the therapist investigates various combinations of parallel or perpendicular glides to find the correct treatment plane and grade of movement.
  4. While sustaining the accessory glide, the patient is requested to perform the comparable sign. The comparable sign should now be significantly improved (i.e., increased range of motion, and a significantly decreased or better yet, absence of the original pain).
  5. Failure to improve the comparable sign would indicate that the therapist has not found the correct contact point, treatment plane, grade or direction of mobilisation, spinal segment or that the technique is not indicated.
  6. The previously restricted and/or painful motion or activity is repeated by the patient while the therapist continues to maintain the appropriate accessory glide. Further gains are expected with repetition during a treatment session typically involving three sets of ten repetitions.
  7. Further gains may be realised through the application of passive overpressure at the end of available range. It is expected that this overpressure is again, pain-free.

 

Self-treatment is often possible using MWM principles with adhesive tape and/or the patient providing the glide component of the MWM and the patient's own efforts to produce the active movement. Pain is always the guide. Successful MWM and Snags techniques should render the comparable sign painless while significantly improving function during the application of the technique. Sustained improvements are necessary to justify ongoing intervention.

 

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McCONNELL

 

McConnell offre corsi di formazione per fisioterapisti, per migliorare la gestione dei problemi muscolo-scheletrici cronici. The concepts developed by Australian physiotherapist Jenny McConnell are based on an understanding of the influence of posture on dynamic activities as a causative factor for musculoskeletal symptoms and the beneficial effects of unloading soft tissue, usually with tape, to immediately decrease pain and optimize treatment effects. I concetti sviluppati dalla fisioterapista australiana Jenny McConnell sono basati su un concetto di postura e l'influenza delle attività sulle dinamiche come fattore scatenante per sintomi muscoloscheletrici e gli effetti benefici di scarico dei tessuti molli, di solito con nastro, immediatamente volto a diminuire il dolore e ottimizzare gli effetti del trattamento.

After attending these workshops clinicians will be able to easily implement the techniques and strategies learnt to have an immediate beneficial effect on their patients. Dopo aver frequentato questi laboratori medici saranno in grado di implementare facilmente le tecniche e le strategie apprese di avere un immediato effetto benefico sui vostri pazienti.

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The McConnell Approach is built on the following foundations: La McConnell approccio è costruito sulle basi seguenti:

*       Understanding the symptoms Capire i sintomi

*       Understanding the causative factors La comprensione dei fattori causali

*       Addressing each of these using tape and specific muscle training Affrontando ognuna di queste usando del nastro e la formazione specifica del muscolo

Benefits of attending McConnell course Vantaggi del corso McConnell

Participants will have: I partecipanti avranno:

*       New skills that they can immediately into practice Nuove competenze che possano immediatamente mettere in pratica

*       a framework for biomechanical assessment of a patient Un quadro di riferimento per la valutazione biomeccanica di un paziente

*       A framework to solve complex musculoskeletal problems Un quadro di riferimento per risolvere i complessi problemi muscolo - scheletrici

*       An ability to provide patients with simple strategies so they can manage themselves La capacità di fornire ai pazienti semplici strategie in modo da poter gestire se stessi

*       continuing education unit credits for their state registration/licensure    


 

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 Mobilizzazione del Sistema Nervoso

 

E’ questo il classico corso teorico-pratico, giunto alla sua 17° edizione ed aggiornato ogni sei mesi, che continua ad essere estremamente popolare in tutto il mondo. Servendosi delle più recenti acquisizioni scientifiche sul dolore viene fornita una comprensione clinica dello stato di salute fisico dell’intero sistema nervoso. Vengono considerati e sottolineati gli effetti molecolari ed a livello di "omunculus" della nostra terapia. Tali conoscenze vengono integrate utilizzando più avanzate opzioni di valutazione e trattamento in terapia manuale, in un contesto di ‘clinical reasoning’. Ragionamento specializzato che rappresenta il meglio della ‘evidence based medicine’. La neurodinamica è una scienza nuova. Questo corso offre una comprensione aggiornata e strategie di trattamento per sindromi comuni quali fasciti plantari, gomito del tennista, radicolopatie, sindrome del tunnel carpale e dolore vertebrale. Gli strumenti di ‘management’ innovativi includono: decompressione conservativa dei nervi, diverse tecniche mobilizzazione neurale e nuove tecniche di educazione del paziente, che emergono dalla neurodinamica e dalla scienza del dolore.

OBIETTIVI DEL CORSO

·

Acquisire le più recenti ed aggiornate conoscenze sulla neurodinamica e patobiologia del sistema nervoso correlate all’esame manuale.

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Acquisire abilità manuali sicure ed efficaci di valutazione ed interpretazione delle disfunzioni del sistema nervoso.

·

Integrare le abilità manuali con la scienza del dolore e la pratica del ‘clinical reasoning’.

·

Utilizzare questa abilità nell’ambito di un ‘management’ innovativo, attivo o passivo e basato sull’educazione del paziente.

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 S.T.E..P. - Scientific Therapeutic Exercices Progressions

La progressione dell‘esercizio terapeutico-scientifico

Una progressione di principi di Terapia Manuale

1. Il ruolo dell’esercizio in Fisioterapia

2. Le qualità funzionali influenzate dall’esercizio

3. L’equipaggiamento e le abilità necessarie a rendere specifico e localizzato l’esercizio

4. Le variabili misurabili che influenzano le qualità funzionali, quali: ripetizioni, resistenza, velocità, escursione del movimento, serie, pause e frequenza dell’esercizio.

5. Gli effetti dello stress che superino il 30% della capacità energetica giornaliera

Fisiologia Muscolare

1.       I principi del sovraccarico abituale e la sua relazione con la sintesi delle proteine

2.       L’anatomia, la biochimica,il metabolismo e la funzione della fibra muscolare nelle sue relazioni con I tessuti della colonna e degli arti

Istologia

1.       La legge di Wolff e gli stimoli ottimali per la degenerazione e la rigenerazione dell’osso (maccanici, ormonali, vitamine, esercizio.

2.       Gli stimoli ottimali per la degenerazione e la rigenerazione delle cartilagini discali e articolari (nutrizione, biochimica e biomeccanica)

3.       La biochimica dei tessuti connettivi (la produzione da parte dei fibroblasti di GAG e collagene per la formazione di fibre collagene – degenerazione e rigenerazione).

4.  La funzione recettoriale e la biomeccanica collegata dei tessuti connettivi.

5. Le conseguenza cliniche delle osservazioni

Fisiologia del Lavoro

1. I riferimenti fisiologici fra il lavoro isometrico e il tempo

2. La percentuale della forza massimale rispetto alle contrazioni per minuto

3. La velocità rispetto al carico.

4. L’influenza della velocità sul lavoro concentrico rispetto a quello eccentrico

5. Il rapporto lunghezza/tensione durnate il lavoro concentrico rispetto a quello eccentrico

6. Lo Stretching e l’assorbimento di energia elastica 

7. La stabilizzazione della forza

alla fine del corso ogni partecipante sarà in grado di definire e di eseguire:

Dosaggio

1. Degli esercizi per influenzare la muscolatura, i vasi, le articolazioni, il collagene e il sistema neuromuscolare

2. La posizione sostenuta di partenza con gradi variabili di resistenza all’interno del range of motion..

3. La scelta individuale della resistenza e delle ripetizioni adattate alla patologia del paziente.

4. La resistenza, il numero di ripetizioni e la velocità per il lavoro concentrico ed eccentrico nei pazienti maschi e nelle pazienti femmine

5. Verranno selezionati esempi sia per la colonna che per gli arti

 

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Diagnosis and treatment of movement impairment syndromes-Shirley Sahrmann A., PT, PhD, FAPTA e Associati-

  Corso di informazione
Introduction to Concepts and Application (description may change based on requirements of host) Introduzione ai Concetti e applicazioni (descrizione possono cambiare basato sui requisiti di host)
The concepts and principles of the Movement System Impairment Syndrome (MSI) theory and its relationship to mechanical musculoskeletal pain will be presented. I concetti ei principi del Movimento Sistema Rettifiche Sindrome (MSI), la teoria e la sua relazione con la meccanica dolore muscoloscheletrico saranno presentati. This course will enable the clinician to identify impairments in movement, alignment, muscle length, stiffness, and performance, and pattern of movement and their relationship to movement system impairment syndromes. Questo corso permetterà al medico di individuare le disfunzioni in movimento, allineamento, la lunghezza muscolare, rigidità, e le prestazioni, e pattern di movimento e le loro relazioni con le sindromi deterioramento del sistema di circolazione. The signs and symptoms of syndromes to be diagnosed by physical therapists will be described. I segni ed i sintomi di sindromi di essere diagnosticata da terapisti saranno descritti. The course will include instruction in the tests that comprise the examination that is designed to develop and confirm the diagnosis as well as identify the contributing factors. Il corso comprenderà l'istruzione e le prove che compongono l'esame, che è volto a sviluppare e confermare la diagnosi, nonché identificare i fattori che contribuiscono. Discussion will focus on the importance and means of developing a diagnosis, identifying muscle and movement impairments, developing and teaching a precise therapeutic exercise program, correcting alignment and movement patterns associated with functional and fitness activities. La discussione si concentrerà sull 'importanza e mezzo di sviluppo di una diagnosi, identificare le disfunzioni muscolari e di movimento, sviluppando e insegnando un preciso programma di esercizio terapeutico, la correzione di allineamento e di movimento associate con modelli funzionali e di attività di fitness.


 

 

 

 

 

 

The course will cover movement system impairment syndromes of the low back and shoulder. Il corso riguarderà sindromi deterioramento del sistema di circolazione della bassa schiena e spalle. The program will include demonstrations of examinations, determination of a diagnosis, selection of corrective exercises, and instruction in correcting movement patterns during functional, work, and fitness activities. Il programma includerà dimostrazioni di esami, la determinazione di una diagnosi, la selezione di esercizi correttivi, e di istruzione e correggendo i modelli di circolazione durante funzionale, il lavoro, e di attività di fitness. A lab will be offered to provide supervised performance of the examination and development of a corrective exercise program. Un laboratorio saranno offerti di fornire prestazioni di supervisionato l'esame e lo sviluppo di un programma di esercizi correttivi.


Upper Quarter Advanced Application (description may change based on requirements of host) Upper Quarter Advanced Application (descrizione possono cambiare basato sui requisiti di host)
Prerequisite: Completion of Level I. Prerequisito: Completamento del Livello I.

 

This course will provide a review and update of the concepts and principles of the Movement System Impairment Syndrome (MSI) theory and its relationship to musculoskeletal pain syndromes. Questo corso fornirà una revisione e di aggiornamento dei concetti e dei principi del Movimento Sistema Rettifiche Sindrome (MSI), la teoria e il suo rapporto con sindromi dolorose muscoloscheletriche. The course includes both lecture and lab experience. Il corso comprende sia lezioni di laboratorio e di esperienza. It is designed to improve the clinician's skills in the performance of the examination procedures and the recognition of signs and symptoms of upper quarter movement impairment syndromes. Esso mira a migliorare le competenze del medico e le prestazioni delle procedure di esame e il riconoscimento dei segni e sintomi di insufficienza superiore quarto movimento sindromi. The course will emphasize the selection and performance of corrective exercises based on the results of the examination. Il corso di selezione e di sottolineare la performance di esercizi correttivi sulla base dei risultati dell 'esame. Discussion will also include description of the diagnoses of shoulder, cervical, and thoracic spine movement impairment syndromes. Discussione comprenderà anche la descrizione della diagnosi di spalla, cervicale, toracica e colonna vertebrale movimento impairment sindromi.

Upon completion of this course the participant should be able to describe the impairments induced by repeated movements and sustained postures, the importance of active performance of precise joint motion, and the most common movement impairment syndromes of the shoulder, cervical, and thoracic spines. Al termine di questo corso il partecipante dovrebbe essere in grado di descrivere le alterazioni indotte da movimenti ripetuti e prolungati posture, l'importanza di attivi prestazioni di preciso proposta di risoluzione comune, e le più comuni sindromi circolazione deterioramento della spalla, cervicale, toracica e spine. Discuss how impairments in muscle length, strength, stiffness, and pattern of recruitment contribute to a joint developing a directional susceptibility to movement (DSM). Discutere come le disfunzioni e la lunghezza muscolare, resistenza, rigidità, e il modello di assunzione di contribuire a un progetto comune lo sviluppo di una sensibilità di movimento direzionale (DSM). Develop a tentative movement impairment diagnosis, perform an examination to confirm/disconfirm the diagnosis, identify contributing factors, develop a corrective exercise program, and provide instruction in correcting the performance of daily activities. Sviluppare un timido movimento impairment diagnosi, eseguire un esame per confermare / disconfirm la diagnosi, identificare i fattori che contribuiscono, sviluppare un programma di esercizi correttivi, e di fornire istruzioni e correggere le performance delle attività quotidiane.

Lower Quarter Advanced Application (description may change based on the requirements of the host) Bassa Quarter Advanced Application (descrizione può cambiare in base alle esigenze di accoglienza)
Prerequisite: Completion of Level I. Prerequisito: Completamento del Livello I.

This course will provide a review and update of the concepts and principles of the Movement System Impairment Syndrome (MSI) theory and its relationship to musculoskeletal pain syndromes. Questo corso fornirà una revisione e di aggiornamento dei concetti e dei principi del Movimento Sistema Rettifiche Sindrome (MSI), la teoria e il suo rapporto con sindromi dolorose muscoloscheletriche. The course includes both lecture and lab experience. Il corso comprende sia lezioni di laboratorio e di esperienza. It is designed to improve the clinician's skills in the performance of the examination procedures and the recognition of signs and symptoms of lower quarter movement impairment syndromes. Esso mira a migliorare le competenze del medico e le prestazioni delle procedure di esame e il riconoscimento dei segni e sintomi di insufficienza inferiore quarto movimento sindromi. The course will emphasize the selection and performance of corrective exercises based on the results of the examination. Il corso di selezione e di sottolineare la performance di esercizi correttivi sulla base dei risultati dell 'esame. Discussion will also include description of the diagnoses of the low back and hip. Discussione comprenderà anche la descrizione della diagnosi della bassa schiena e anca.
Upon completion of this course the participant should be able to describe the impairments induced by repeated movements and sustained postures, the importance of active performance of precise joint motion, and the most common movement impairment syndromes of the lumbar spine, hip, and knee. Al termine di questo corso il partecipante dovrebbe essere in grado di descrivere le alterazioni indotte da movimenti ripetuti e prolungati posture, l'importanza di attivi prestazioni di preciso proposta di risoluzione comune, e le più comuni sindromi di insufficienza movimento lombare della colonna vertebrale, anca e ginocchio. Associated pelvic pain syndromes will also be discussed. Dolore pelvico sindromi associate saranno anche discussi. Discuss how impairments in muscle length, strength, stiffness, and pattern of recruitment contribute to a joint developing a directional susceptibility to movement (DSM). Discutere come le disfunzioni e la lunghezza muscolare, resistenza, rigidità, e il modello di assunzione di contribuire a un progetto comune lo sviluppo di una sensibilità di movimento direzionale (DSM). Develop a tentative movement impairment diagnosis, perform an examination to confirm/disconfirm the diagnosis, identify contributing factors, develop a corrective exercise program, and provide instruction in correcting the performance of daily activities. Sviluppare un timido movimento impairment diagnosi, eseguire un esame per confermare / disconfirm la diagnosi, identificare i fattori che contribuiscono, sviluppare un programma di esercizi correttivi, e di fornire istruzioni e correggere le performance delle attività quotidiane.

http://www.gruppodsm.it/

 

Kinetic Control - Riabilitazione delle disfunzioni del movimento

Questo concetto è stato sviluppato da Mark Comerford sulla base dell’approccio clinico. Egli è stato influenzato dagli studi di Janda e Sahrmann, come pure dalle ricerche sul controllo motorio eseguite all’Università del Queensland in Australia a cui ha partecipato e, infine dalle esperienze e analisi cliniche personali.
Nel 1995 Mark Comerford fonda con Sarah Mottram e Mark Silvester il gruppo Kinetic Control. Oggigiorno si sono aggiunti a loro altri tre insegnanti riconosciuti: Ruth Jones, Dianne Addison e Jaqui Clark. L’intenzione del gruppo di lavoro è quella di sviluppare un processo di valutazione, sistematico e chiaro, delle disfunzioni del movimento basato sull’evidenza (evidence based) e, in seguito, di creare una metodologia riabilitativa per rieducare la stabilità dinamica e l’equilibrio
muscolare.
Il processo così sviluppato integra il sapere acquisito da ricerche cliniche e accademiche provenienti da campi diversi e utilizza il ragionamento clinico per sviluppare un sistema di valutazione, oltre che principi e strategie di riabilitazione, a completamento della moderna pratica della terapia manuale. Le disfunzioni di movimento possono derivare dall’incapacità funzionale o dal "fallimento" del sistema stabilizzatore locale o di quello globale o, più frequentemente, dal cedimento contemporaneo di tutte e due. Il sistema muscolare locale è formato dai muscoli segmentali, più profondi, che non intervengono in modo significativo nel garantire un arco di movimento, ma che possono generare rigidità (stiffness) muscolare assicurando al sistema articolare il controllo della traslazione di un singolo segmento. Il sistema muscolare globale invece comprende i muscoli che assicurano il movimento. Essi cambiano di lunghezza, concentricamente per generare movimento ed eccentricamente per controllare o limitare quest’ultimo. Disfunzioni del movimento possono avvenire a livello locale, quali disfunzioni del reclutamento e
del controllo motorio del sistema stabilizzatore profondo e segmentale.
Ne consegue un ridotto controllo soprattutto della posizione neu-trale dell’articolazione. Si possono avere anche disfunzioni di origine globale dovute al disequilibrio tra muscoli stabilizzatori monoarticolari, che lavorano eccentricamente per controllare l’articolazione e muscoli mobilizzatori biarticolari, ossia quei muscoli che lavorando concentricamente assicurano il movimento. Questo disequilibrio com-porta un’alterazione della lunghezza funzionale e della capacità di reclutamento dei muscoli in questione per cui si ha un’anomala trazione, aumentata o ridotta, dei muscoli attorno ad un segmento di movi-mento.La perdita della capacità, ideale o normale, di controllo a livello locale o globale si evidenzia con stress o tensioni anormali a livello di: articolazione, tessuti molli di sostegno, relativo tessuto miofasciale e neurale. Il risultato di questa disfunzione può portare a dolore e patologie (Figura 1).

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Sebbene dolore e patologia siano connessi fra loro, il dolore può risolversi ma la disfunzione può persistere.
Ciò predispone alle ricadute. Negli stati clinici che presentano componenti di disfunzioni del movi-mento che portano all’insorgere di patologie muscolo-scheletriche di
origine meccanica, possiamo trovare: 
dolore posturale, dolore d’ori-gine insidiosa, dolore da carico statico o mantenuto, patologia da
abuso (sforzo ripetuto di debole intensità o notevole sforzo/impatto), schemi ricorrenti di dolore e dolore cronico.
Come affermato dalla professoressa Sahrmann durante un corso tenutosi a Londra nel giugno 2000, "è ciò che la gente fa durante la giornata che li distrugge". 
Fondamento di tutto questo concetto è un sistema di classificazione dei muscoli basato su quanto evidenziato nelle ricerche accademiche e cliniche in merito alle loro funzioni e disfunzioni. Il gruppo Kinetic Control classifica i muscoli, a seconda del loro ruolo primario, distin-guendoli in stabilizzatori locali, stabilizzatori globali o mobilizzatori globali (Tabella 1).

STABILIZZATORI LOCALI

STABILIZZATORI GLOBALI

MOBILIZZATORI GLOBALI

Funzione e caratteristiche:
  • Aumento rigidità muscolare per il controllo segmentale
  • Controllo della posizione Neutrale dell'articolazione
  • Contrazione =no/min. cambiamento di lunghezza non produce movimento 
  • L'attività è indipendente dalla direzione del
    movimento
  • L'attività è continua durante tutto il movimento 
  • Input propriocettivo su: posizione dell'articolazione, ampiezza e velocità del movimento.
Funzione e caratteristiche:
  • Genera forza per controllare l'ampiezza del movimento
  • Contrazione = cambiamento di lunghezza eccentrico
    controllo durante l'ampiezza specialmente nel settore interno (attività muscolare= passività articolare) e ipermobilità nel settore esterno del movimento 

  • Decelerazione del movimento con carico minimo (specialmente nel piano assiale: rotazione)
  • L'attività dipende dalla direzione 
  • Attività non continua.
Funzione e caratteristiche:
  • Genera momento torcentei per produrre ampiezza di movimento 
  • Contrazione = cambiamento di lunghezza concentrico   produzione concentrica di movimento (invece di un controllo eccentrico)
  • Accelerazione concentrica del movimento (specialmente sul piano sagittale: flessione/estensione)
  • Assorbimento dello shock da carico
  • L'attività dipende dalla direction 
  • Attività non continua
    (on:off schema fisico).
Disfunzione: 
  • Deficit del controllo motorio associato a timing ritardato o deficienza di reclutamento
  • Inibizione quale reazione al dolore e patologia
  • Calo della rigidità muscolare e cattivo control segmentale
  • Perdita del controllo della posizione neutra dell'articolazione.

Dai cambiamenti a livello del reclutamento motorio risulta perdita di controllo segmentale
INIBIZIONE LOCALE

Disfunzione:
  • Accorciamento muscolare attivo=passività articolare (perdita di controllo della ampiezza in accorciamento)
  • Se vi è iper-mobilità-cattivo controllo dell'ampiezza eccessiva
  • Reclutamento cattivo e di minima soglia
  • Cattivo controllo eccentrico
  • Cattiva dissociazione della rotazione.

Dai cambiamenti di lunghezza e reclutamento muscolari risulta una trazione ridotta (under-pull, allungamento/inibito) in un segmento di movimento
DISEQUILIBRIO GLOBALE

Disfunzione: 
  • Accorciamento miofasciale-limiti il movimento fisiologico e/o accessorio (che deve essere compensato altrove)ù
  • Reclutamento iperattivo di minimo carico e minima soglia
  • Reagisce al dolore e alla patologia con spasmi.

 

Dai cambiamenti di lunghezza e di reclutamento risulta una trazione aumentata (over-pull,corto/sovrattivo) in un segmento di movimento
DISEQUILIBRIO GLOBALE

               Tabella 1. Classificazione delle funzioni muscolari

Il ruolo funzionale principale dei muscoli stabilizzatori locali è quello di mantenere una forza minima e continua in tutte le possibili posizioni dell’ampiezza di movimento dell’articolazione e in tutte le sue pos-sibili direzioni. Questa attività, aumentando la così detta rigidità muscolare locale a livello di un segmento, permette di controllarne i movimenti fisiologici e accessori (di traslazione) eccessivi, soprattutto quando, nella posizione neutrale dell’articolazione, il sostegno passivo dei legamenti e della capsula è minimo. Grazie alla ricerca è stato dimostrato che la loro attività dovrebbe aumentare come azione preparatoria prima del carico o del movimento, fornendo così protezione e sostegno all’articolazione. La funzione primaria dei muscoli stabilizzatori globali è di produrre un momento torcente e provvedere al controllo eccentrico del "range" interno ed esterno del movimento dell’articolazione. Essi devono quindi potersi accorciare attivamente fino al limite fisiologico del range interno. I muscoli della stabilità globale sono monoarticolari e per poter garantire un controllo della stabilità devono essere in grado di muovere l’articolazione, e quindi l’intero arto (carico funzionale), per tutta l’ampiezza di movimento già garantita dai muscoli mobilizzatori biarticolari. Questa muscolatura è quindi necessaria per garantire il controllo eccentrico o per decelerare le tensioni rotatorie in tutte le articolazioni, ma soprattutto a livello del tronco e delle cinture. Essa deve contribuire in modo importante nel controllo della rotazione durante tutti i movimenti funzionali. Il ruolo principale dei muscoli mobilizzatori globali è quello di assicurare il movimento o l’accelerazione di segmenti del corpo durante movimenti funzionali sotto carico o ad alta velocità. Questi muscoli sono particolarmente efficienti nel piano sagittale, ma, pur potendo generare grandi energie, non contribuiscono ad un controllo della rotazione, né tanto meno provvedono al controllo segmentale nei movimenti fisiologici e accessori. I muscoli mobilizzatori globali hanno un ruolo di stabilità quando subiscono forti carichi o grandi tensioni, quando la loro potenza di leva è negativa, quando alzano, tirano o spingono e anche quando agiscono quali ammortizzatori di uno shock balistico. I muscoli il cui ruolo primario è creare mobilità devono avere una lun-ghezza adeguata, tale da permettere il movimento articolare fisiologi-co e accessorio completo, senza che, nel resto del sistema locomotore, insorgano sovratensioni compensatorie, e poi dolore e patologia.
Questo concetto sviluppa i rapporti di correlazione intercorrenti tra disfunzioni segmentali e multisegmentali. La disfunzione di movi-mento può presentarsi quale disfunzione ad un unico livello segmentale nei movimenti di traslazione oppure, in un singolo segmento di movimento nei movimenti funzionali, ad esempio: una traslazione articolare anormale. Oppure la disfunzione può insorgere a livello multisegmentale nei movimenti funzionali coinvolgendo più segmenti di moto ad una volta; ad esempio: quando c’è una lunghezza ed un reclutamento miofasciali anormali (o anormale neuro-pato-dinamicità). L’incapacità di controllare dinamicamente il movimento a livello di un segmento articolare (disfunzione di traslazione) o di controllare tutta una zona (disfunzione miofasciale), spesso si presentano assieme a quale problema combinato. L’incapacità di controllare un movimen-to viene definito come un "cedimento" (give), e, solitamente è asso-ciato (o risultante), ad una perdita di movimento ad un segmento o zona adiacente, definito come "restrizione" (restriction). Nell’ambito del movimento funzionale, il sito di maggior cedimento è definito sito della disfunzione della stabilità. Il segmento non controllato o zona di cedimento è la più probabile sorgente della patologia e dei sintomi d’origine meccanica. La direzione del cedimento è direttamente ricol-legabile alla direzione dello stress o tensione sui tessuti e allora al movimento che produce il dolore.

Restrizione
Compensazione
Cedimento
Patologia
Dolore

Nella riabilitazione della stabilità si considerano quattro chiavi prioritarie e principi:

I. Il controllo della posizione neutrale dell’articolazione: riallenare l’attività
tonica del sistema di stabilità locale con soglia minima, per
aumentare la rigidità muscolare. 
Allenare i muscoli stabilizzatori locali e globali a carico minimo nell’integrazione funzionale al fine di poter garantire il controllo della posizione neutrale dell’articolazione.

II. Riallenare il controllo dinamico della stabilità nella direzione della disfunzione: controllare il cedimento e muovere la restrizione, ossia ristabilire la capacità di controllare la disfunzione della stabilità nella direzione dei movimenti che producono i sintomi. Integrare il recluta-mento degli stabilizzatori locali e globali a carico minimo per controlla-re e limitare il movimento di un segmento o di una zona di cedimento per poi, attivamente, muovere la restrizione adiacente. Muovere unicamente l’arco di movimento concesso dalla restrizione stessa o fino a dove si riesce a mantenere il controllo dinamico del cedimento.

III. Riabilitare il controllo degli stabilizzatori globali durante tutto l’ar-co di movimento: riabilitare il sistema di stabilità globale in modo da poter controllare attivamente tutto il possibile range di movimento di un’articolazione. Questi muscoli, gli stabilizzatori globali, devono esse-re capaci di accorciarsi attivamente e di controllare il carico dell’arto fino alla fine del possibile range interno passivo dell’articolazione. Essi devono quindi anche essere in grado di controllare qualsiasi ipermobilità del range esterno dell’articolazione. Nel concetto della stabilità il controllo eccentrico dell’arco di movimento è molto più importante del lavoro concentrico e il ruolo degli stabilizzatori globali di controllare le forze di rotazione è prioritario. Questa attività è ottimizzata da una contrazione mantenuta, di piccola intensità, in una posizione di massi-mo accorciamento del muscolo e poi seguito di un allungamento eccentrico controllato.

IV. Allungamento attivo o inibizione dei mobilizzatori globali: Quandi i muscoli bi-articolari, mobilizzatori globali, mostrano segni di mancan-za di estensibilità, causati da un eccessivo uso o un accorciamento di adattamento, in un altro punto della catena cinetica svilupperà una sovratensione di compensazione o un cedimento di un tentativo di mantenere e garantire la funzione. Essi vengono allungati o inibiti in modo specifico ma mai a scapito della stabilità. 

Precauzioni e limiti di questo approccio riabilitativo concernono i meccanismi del dolore non meccanico (es. dolore neurologico centrale o psico-somatico) e del dolore non ricollegabile a patologie muscolo-scheletriche. I corsi della Kinetic Control continuano a svilupparsi seguendo le nuove informazioni scientifiche ottenute da ricerche o dalla letteratura. Le ricerche personali del gruppo della Kinetic Control sono rivolte in particolare alla valutazione clinica e al riallineamento della funzione stabilizzatrice del grande psoas; alla funzione del trapezio nella stabilità della scapola; alla misura della direzione di cedimento a livello della colonna lombare e allo sviluppo di un sistema di classificazione a seconda della gravità della disfunzione della stabilità.

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Aggiornare la professionalità specifica dei partecipanti al corso.

 

 

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RIEDUCAZIONE POSTURALE

Ginnastica di rieducazione posturale

La Ginnastica di Rieducazione Posturale è una tecnica di simmetrizzazione ed autoconoscenza corporea basata sui principi del Metodo Mézières.
Come il Metodo Mézières agisce sulle cause che determinano i disequilibri morfologici secondo una visione globale del corpo visto nella sua unitarietà.
Si tratterà di individuare come le tensioni muscolari, presenti in ognuno, alterino la normale simmetria corporea. Attraverso movimenti precisi ed esercitando i muscoli "dimenticati", si lavorerà per restituire lunghezza, elasticità e benessere alla muscolatura contratturata.
Eseguendo un lavoro centrato su se stesso, ogni partecipante prende coscienza dell’organizzazione dei propri movimenti e diviene artefice del ripristino della propria simmetria corporea.

LA CONOSCENZA DEL SE CORPOREO assume una particolare rilevanza nel lavoro di GRP.
Ogni seduta si apre e si chiude con una valutazione della propria morfologia, in diverse posture.
Si tratta di un vero e proprio apprendimento a "sentire" quello che il corpo è in grado di dirci, relativamente alla forma, allo stato dei muscoli e delle articolazioni.
Tutto ciò ha più funzioni:

 recuperare a livello sensitivo zone del nostro corpo delle quali sappiamo poco, spesso soltanto che sono dolenti ed in tensione;

 valutare gli effetti del lavoro di allungamento muscolare svolto all'interno di una seduta;

 "sentire" quanto si è mantenuto l'allungamento nella seduta seguente e via via, nel tempo, valutare quanto sta migliorando la nostra forma;

La Ginnastica di Rieducazione Posturale prevede incontri di gruppo.
LA MEDICINA MANUALE DI ROBERT MAIGNE

          La pratica delle manipolazioni vertebrali entra in una nuova fase per opera di Robert Maigne alla fine degli anni cinquanta: il suo merito è di avere trasformato una metodica ancora largamente empirica in una disciplina medica scientifica, basata su una rigorosa osservazione clinica e su studi anatomo patologici: nasce così la MEDICINA MANUALE. 

           Pur provenendo da una formazione osteopatica, riprende alcune di queste tecniche ma abbandona il concetto di lesione osteopatia; inoltre approfondisce la ricerca dei segni clinici che derivano da una sofferenza del segmento vertebrale, sia locali che a distanza, con l’intento di stabilire la presenza del Disturbo Intervertebrale Minore (D.I.M.), quale
disfunzione vertebrale causale segmentaria, dolorosa, benigna, di matura meccanica e riflessa, generalmente reversibile.


In sintesi, gli aspetti peculiari di questa disciplina sono: 

1)                   Una diagnosi precisa, mediante una semeiotica chiara e ripetibile, basata sulla ricerca del dolore evocato, e non, come nelle dottrine precedenti, su una ipotetica e mai dimostrata malposizione, sublussazione o lesione vertebrale da ricercarsi con la palpazione;

 

2)                  La ricerca con un metodo semplice ed efficace dei fenomeni metamerici di dolore riferito di origine vertebrale (Sindrome  Cellulo-Periosteo-Mialgica, S.C.P.M.);

 

3)                   La descrizione delle manovre manipolative non in ordine alla supposta lesione che dovrebbero correggere, ma su base cinesiologica obiettiva;

 

4)             La applicazione di una regola precisa (del “NON DOLORE E DEL MOVIMENTO CONTRARIO”) nella esecuzione delle manipolazioni, sulla base dei segni derivanti dall’esame semeiotico- premanipolativo.

          E’ evidente, da quanto fin qui esposto, come il trattamento manipolativo proposto da Maigne abbia evidenti finalità terapeutiche esclusive per l’apparato muscoloscheletrico in generale e per il rachide in particolare; i criteri di applicazione della disciplina, infatti, presuppongono una circostanziata osservazione clinica, una precisa ricerca anatomo-patologica, una ampia ricerca bibliografica, al fine di poter inquadrare con rigorosa scientificità i fenomeni osservati: da  questa impostazione nascono nuove interpretazioni patogenetiche in tema di dolore vertebrale e la conseguente descrizione di quadri nosologici nuovi in tema di patologia del rachide.

La novità peculiare rappresentata dalla metodica è da ricercarsi più che altro nella valutazione clinica del paziente rachialgico, in particolare nella applicazione dei criteri di semeiotica clinica che permettono di risalire con certezza alla localizzazione del dolore vertebrale.

           La diagnosi clinica, in una patologia in cui le immagini radiologiche e gli esami strumentali sono spesso di scarso aiuto, in cui il disturbo sembra legato più alla funzione che alla lesione, è evidentemente di grande importanza, e sotto questo aspetto la Medicina Manuale ha dato il più importante contributo alla medicina.

Maigne definisce così la manipolazione:

“ … mobilizzazione passiva forzata che tende a portare gli elementi di una articolazione o di un insieme di articolazioni al di là del loro gioco abituale, fino al limite del gioco articolare fisiologico: è un atto medico e, più precisamente,  un gesto ortopedico molto preciso le cui coordinate devono essere determinate con un esame preliminare; è un mezzo terapeutico che si indirizza a ben definite indicazioni.”  


               La Medicina Manuale rappresenta una vera e propria evoluzione della osteopatia e della chiropratica, in quanto fornisce di contenuti prettamente clinici e scientifici le pratiche manipolative, specificando le finalità terapeutiche e le indicazioni: lo sforzo di Robert Maigne è stato quello di dimostrare la scientificità della metodica, sia nella fase diagnostica, che nella pratica terapeutica, sfuggendo dall'aurea non specificamente sanitaria che spesso avvolge l'osteopatia e la chiropratica.

               E' doveroso aggiungere che la Medicina Manuale è disciplina giovane, che, rispetto all'osteopatia ed alla chiropratica, risente di tutta l'evoluzione scientifica che ha pervaso la medicina negli ultimi cinqu'ant'anni; al giorno d'oggi fare affidamento a discipline che contano oltre cento anni di anzianità, costituisce un atteggiamento anacronistico: nel panorama medico attuale non esiste riscontro di pratica di discipline così 'antiche'!

 

Le conoscenze in neurofisiopatologia del dolore vertebrale sono ancora all’inizio: devono essere ancora studiati in maniera approfondita i meccanismi delle disfunzioni e del dolore vertebrale.

D’altro canto la diagnosi che viene eseguita con la Medicina Manuale permette di comprendere molto più di quanto la semplice visione delle immagini può dire: questa peculiarità fa si che l’approccio diagnostico secondo la Medicina Manuale di R. Maigne diventi patrimonio comune a tutti gli specialisti che si interessano di apparato muscolo-scheletrico.

Ne consegue che la terapia potrà essere differenziata: la manipolazione vertebrale dovrà essere solo una delle opzioni possibili, e se ne dovranno precisare esattamente i limitidel suo uso nell’ambito di una terapia multimodale.

Infatti, con il trascorrere del tempo ed il progredire degli studi, la Medicina Manuale di Maigne ha affiancato alle manipolazioni altre tecniche terapeutiche, cosicchè lo stesso Maigne, riprendendo la definizione di Ciriax, ha proposto la denominazione di Medicina Ortopedica.

Tra queste tecniche ricordiamo:

- Infiltrazioni articolari posteriori, nervi periferici e peridurali;
- Esercizi di rieducazione rivisti alla luce della diagnosi di
   Medicina Manuale;
- Trattamento dei Tender Points (cellulalgia, mialgia, punti
  dolorosi, trigger points, ecc.) mediante aghi e/o laser, 
  ultrasuoni, mesoterapia, infiltrazioni locali;
- Massaggio connettivale riflesso, tecnica occidentale di 
   riflessoterapia;
- Autotrazione vertebrale.

 

PRESENTE E FUTURO DELLA MEDICINA MANUALE

METODO MÉZIÈRES

Il Metodo è una tecnica di riabilitazione individuale ad approccio globale che, attraverso il ripristino della simmetria corporea, permette il recupero funzionale. 
Il paziente, secondo una visione olistica, è valutato nella sua totalità al fine di ricercare le contratture muscolari presenti e responsabili del problema patologico in corso. 

Il Metodo è così incentrato sulla individuazione delle cause che hanno determinato l'insorgenza del fenomeno patologico, mentre la risoluzione della sintomatologia ne è la diretta conseguenza. 

Il campo d'interesse è quello della patologia ortopedica VERTEBRALE (scoliosi, iperlordosi, cifosi, compressione dei dischi intervertebrali e relative radicolopatie, sciatalgia, cervico-brachialgia, ecc.), ARTICOLARE (artrosi, periartrite scapolo-omerale, coxartrosi, gonartrosi, ecc.), MUSCOLARE (lombalgia, torcicollo, mialgie, ecc.), DISMORFICA (lussazione temporo-mandibolare, ginocchia vare o valghe, piede piatto o cavo, ecc.). 
Il Metodo trova inoltre applicazione nell'ambito della medicina preventiva. Si rivolge, infatti, anche a tutti coloro che, pur non manifestando una patologia ortopedica, desiderano raggiungere e mantenere uno stato di benessere attraverso una maggiore conoscenza del sé corporeo. 
La terapia è organizzata in un ciclo di trattamenti individuali, differenziati in funzione delle esigenze terapeutiche e delle caratteristiche del soggetto.

Françoise Mézières

Françoise Mézières nasce il 18 giugno 1909 a Hanoï, compie gli studi di massaggiatore-fisioterapista a Parigi, presso la scuola francese d'ortopedia e massaggio, dove ottiene il diploma nel 1938. In seguito vi insegna l'anatomia, la fisiologia e la ginnastica medica. A quel tempo è assolutamente convinta dei principi ortodossi di quell'epoca...

Nel 1947, come racconta Françoise Mézières, in un magnifico mattino di primavera, avviene la ¨scoperta capitale¨ (Françoise Mézières), la rivelazione, che sarà la base ed il filo conduttore del suo metodo.

 

Nel 1949, pubblica le sue osservazioni in una relazione "Révolution en gymnastique orthopédique". Abbandona l'insegnamento classico e mette a punto il suo metodo che presenterà nel 1967 al Centro omeopatico di Francia. I primi corsi di formazione Mézières sono organizzati a l'Ile d'Elle (Vendée).

Nel 1974, si trasferisce nel sud-est della Francia, a Saint-Mont, e vi crea il Centro Mézières.

Agli inizi degli anni 80 riceve la Legione d'onore. Nel 1983 in seguito ad un conflitto con il suo collaboratore del momento, lascia il sud-est e va ad installarsi a Milly-la-Forêt. Morirà il 17 ottobre 1991, in seguito ad una lunga malattia, nella tristezza di tutti i suoi allievi. Le sue ceneri riposano nel cimitero di Noisy-sur-Ecole (Seine et Marne).

Chi sono attualmente i Mezieristi?

I Mezieristi, sono dei fisioterapisti diplomati che praticano regolarmente il metodo Mézières secondo gli insegnamenti di Françoise Mézières stessa o di alcuni dei suoi vecchi allievi che continuano l'insegnamento del metodo nel rispetto della continuità e della fedeltà, ognuno con una propria sensibilità. Grazie a loro, il messaggio e l'opera di Françoise Mézières non andranno persi.

L' Associazione Mezieristi Europei -AME- Paul Barbieux Presenta il metodo Mézières in dieci punti.

KINESIO TAPING

 

 Dott. Kenzo Kase

COSA È IL KINESIO TAPING
NON E' BENDAGGIO FUNZIONALE È BENDAGGIO ADESIVO ELASTICO CON EFFETTO TERAPEUTICO BIO-MECCANICO

Kinesio Taping®, originariamente sviluppato in Giappone più di 25 anni fa dal Dr.Kenzo Kase, è una tecnica basata sul processo di guarigione naturale del proprio corpo. Kinesio Taping® dimostra la sua efficacia attraverso l'attivazione dei sistemi neurologici e circolatori. Questo metodo, proviene dalla scienza kinesio (movimento) ed è per questo motivo che si usa il termine “Kinesio”. Ai muscoli non viene attribuito solamente il compito di muovere il corpo, ma anche il controllo della circolazione dei fluidi venosi e linfatici, temperatura corporea, etc.

La tecnica ha quattro principali effetti fisiologici:
  1. Corregge la funzione muscolare. Kinesio Taping® è efficace nel ripristinare la giusta tensione muscolare: facilita o inibisce la contrazione muscolare (dipende dalla tecnica utilizzata)
  2. Aumenta la circolazione del sangue / linfa. Kinesio Taping® aiuta ad eliminare l'eccesso di edema e/o emorragia tra la pelle ed il muscolo
  3. Riduce il dolore. La soppressione neurologica del dolore avviene dall'applicazione del Kinesio Taping® sulla zona colpita, e come menzionato nell'Effetto 2, (vedi sopra)
  4. Assiste nella correzione di allineamento l'articolazione. La dislocazione di un'articolazione, dovuta alla tensione muscolare anormale, può essere corretta dal Kinesio Taping® tramite il recupero della funzione e della fascia muscolare.

 

 

KINESIO TAPING THERAPEUTIC METHOD
mano
Il metodo KINESIO TAPING THERAPEUTIC METHOD®,
inventato piu' di 25 anni fa dal Dott. KENZO KASE, medico chiropratico, residente negli U.S.A., ha avuto negli anni un continuo aggiornamento basato sull'esperienza clinica e sulla ricerca di circa 1000 istruttori certificati in tutto il mondo. Il metodo specialmente in Europa, porta da parte dei (medici e professionisti sanitari, fisioterapisti ) ad una erronea interpretazione, in quanto è inconsciamente associato al bendaggio funzionale che notoriamente viene utilizzato solo in campo ortopedico - sportivo. Il KINESIO TAPING® non è un bendaggio funzionale e viene usato in molteplici aree della fisioterapia e riabilitazione, (ortopedica, neurologica, pediatria, sport, idroterapia etc…) come supporto ad altri metodi e tecniche riabilitative (migliorando effetti e risultati).
schiena
KINESIO TAPING®
Il KINESIO TAPING® è un materiale specificamente studiato per ottenere in combinazione con la tecnica di applicazione (KINESIO TAPING®) il miglior risultato in termini di efficacia, facile applicazione e confort. Il successo nel mondo del metodo KINESIO TAPING THERAPEUTIC METHOD® ha portato alla creazione e diffusione di copie del KINESIO TAPING®, all'apparenza più o meno simili ma con materiale di bassa qualità che non fa ottenere i risultati attesi e che non garantisce il confort per il paziente/cliente.

collo
METODO DI UTILIZZO
Stirare la pelle e i muscoli prima dell’applicazione del KINESIO TAPING® è essenziale per ottenere l’effetto “convoluzione” che avviene quando sulla pelle è applicato il KINESIO TAPING® è in posizione normale. Appena il corpo si muove, il tape funzionerà come una pompa, stimolando continuamente la circolazione linfatica, correggendo il muscolo. Appena la tecnica riduce la pressione locale sui recettori del dolore, il dolore muscolare si riduce. L’applicazione precisa del tape è essenziale per assistere il fluido linfatico in una particolare direzione. Le applicazioni del tape per il drenaggio linfatico spesso devono includere ulteriori applicazioni per facilitare il drenaggio in altre aree.
FUNZIONAMENTO KINESIO TAPING
 
I muscoli
sollecitati e contratti eccessivamente si infiammano. Quando un muscolo è “edematoso”, lo spazio tra la pelle e il muscolo è compresso, limita il flusso del fluido linfatico e applica una pressione sui recettori del dolore sotto la pelle. Questo causa “segnali di disagio” che provocano il dolore e di conseguenza la riduzione del movimento.
 
KINESIO TAPING®
riduce il dolore e facilita il drenaggio linfatico tramite il sollevamento della pelle. La superficie corporea coperta dal KINESIO TAPING® forma delle convoluzioni sulla pelle, cosi aumentando lo spazio interstiziale. Il risultato è una riduzione della pressione e dell'irritazione sui recettori della pelle. Successivamente e lentamente la riduzione di pressione permette al sistema linfatico di drenare liberamente. Le applicazioni di KINESIO TAPING® possono aiutare a ridurre l'infiammazione, la fatica muscolare
APPLICAZIONI

http://www.kinesiotapingitalia.it/

MERIDIANI MIOFASCIALI

Considerazioni generali sul trattamento del movimento

Posizione-Piedi

Ritorno-1

Ritorno-2

Ritorno-3

Ritorno-4

Ritorno-5

Val-Erettore-1

Val-Erettore-2

Val-Erettore-3

Val-Erettore-4

Val-Erettore-5

Valli-montagne-1Considerazioni generali sul trattamento del movimento

La mobilità e motilità generale della LSP coinvolge la capacità di consentire al tronco ed alle anche di flettersi con le ginocchia estese, e di creare ipertensione al tronco, flessione delle ginocchia e flessione plantare. Perchà © i vari tipi di piegamenti in avanti sono tutti ottime vie per fare stretching della linea come un tutto o per segmenti isolati, mentre l’ipertensione posturale è un segno dell’ipertono o dell’accorciamento della miofascia della LSP.
Stretch totale
NOTA: questi stretch, ricavati essenzialmente dalle asana dello yoga, sono stati inclusi per chiarezza e per ispirazione. Fate attenzione per voi o per i clienti nel fare stretching senza adeguata preparazione e addestramento, che potrebbe causare danni e risultati negativi. Utilizzateli con cautela e addestratevi o fate riferimenti ad esperti.
Stretch totali (in grado di difficoltà crescente) includono un piegamento avanti da seduti, piegamento da in piedi (Fig. 3.23A), il cane che si stira (Fig. 3.23B) e la posizione dell’aratro (Fig. 4.7B).
La posizione del bambino può essere usata per fare stretching alla fascia degli estensori e dello scalpo. La posizione delle spalle è specifica la parte alta posteriore e per la parte del collo della LSP. Un piegamento avanti su un tavolo isolerà la parte delle gambe della LSP.
Per coloro che hanno possibilità di usare la palla fisioterapica, un rotolamento da proni sopra una di esse molto grande sarà un’ottimo modo per rilassare tutta la LSP.
Aree specifiche
Di nuovo andando verso l’alto per convenienza, una tensione della fascia plantare limiterà la mobilità del piede così come limiterà il movimento della LSP per intero. Un tecnica semplice ma efficace consiste nel metter una cliente scalza in piedi e farla piegare in avanti a ginocchia tese, chiedendogli come si sente. Dopodichà © fate mettere alla cliente un palla da tennis sotto il piede. Dovrà farla rotolare muovendo il piede e caricando il peso nelle varie zone del piede dal tallone alle dita, badando a dove sente piacere o fastidio. Dovrà spingere a sufficienza per sentire piacere o dolore, e dovrà sostenere quella pressione per almeno 20 secondi, o di pià ¹. L’intero esercizio durerà alcuni minuti. A questo punto fatela piegare di nuovo e chiedetele di fare molta attenzione alla differenza nel percepire i due lati della LSP. Spesso il paragone è diversissimo. Fatele fare l’esercizio anche con l’altro piede ovviamente, e testate se il piegamento è adesso pari, ed anche con maggiore mobilità . Tutti i movimenti che richiedono una flessione del dorso causeranno uno stretch della sezione polpaccio plantare della LSP. Tutti i piegamenti in avanti descritti fino adesso aiuteranno nell’allungamento del gruppo dei tendini delle gambe.
Un movimento ondulatorio indotto per tutta la LSP, in special modo per gli estensori spinali e i tessuti circostanti, è ottimo per rilassare e risvegliare la LSP. Mettete il cliente steso prono, o in una posizione distesa confortevole. Chiedete di tendere i muscoli della pancia, così che un’onda di flessione vada parta dalla zona posteriore bassa e dalle pelvi. Incoraggiate questo moto ondulatorio ad allargasi progressivamente attraverso l’intero dorso o anche già ¹ per le gambe. Guardate il movimento ed osservate dove ci sono punti morti - posti dove il movimento è soffocato e non passa oltre. Mettete le mani su questi punti morti ed incoraggiate il cliente a portare il movimento in quell’area. Essi facilmente ci proveranno facendo grossi sforzi per forzare il movimento ad oltrepassare queste aree, ma movimenti pià ¹ piccoli, con pause per assorbire, saranno molto pià ¹ efficaci. Mentre le restrizioni hanno luogo pià ¹ spesso negli schemi di flesso-estensione, le onde che coinvolgono flessioni laterali o rotazioni possono essere anche di aiuto.
L’area suboccipitale in cima al collo è un’area che spesso incamera eccessi di tensione ed immobilità . Questo muscoli, il rectus capitis posterior minor e maior, e l’obliquus capitis superior e inferior, fanno da mediatori tra i movimenti degli occhi e quelli della colonna, e sono perciò abbondantemente forniti di recettori di tensione. La loro importanza alla mobilità generale della LSP può essere fortemente sovrastimata. Questi muscoli creano gli inizi di ipertensioni e rotazioni, e protrazioni occipitali (uno slittamento anteriore della testa sul collo). Sono stirati dalla flessione cervicale superiore, dalla rotazione e dallo slittamento posteriore dei condili di atlante.
Per indurre movimento in quest’area occorre concentrarsi per focalizzare il movimento sulla cima del collo, dato che movimenti similari possono essere causati dagli espressi che passano sopra questi locali essenziali ed antichi. Da sdraiati supini e facendo attenzione alla cima delle cervicali sotto il cranio, fate scivolare verso l’alto la parte posteriore della testa allontanandola dal corpo, ma senza sollevarla dalla superficie su cui siete appoggiati. Rimanendo in questa posizione di flessione ed allungamento delle cervicali alte, ruotate lentamente, di nuovo focalizzandovi sulle cervicali.
Le lezioni di Moshe Feldenkrais sul “movimento attraverso la consapevolezza”, che separano i movimento degli occhi dal collo e dal corpo, sono ineguagliate nella capacità di chiarire e differenziare questi muscoli in quest’area.

http://www.anatomytrains.it/

 


Data creazione : 25/01/2008 @ 01:49
Ultima modifica : 22/02/2010 @ 21:02
Categoria : Terapia manuale
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react.gifOpinioni su questo articolo


Commento n. 2 

da Salvatore il 12/05/2008 @ 23:47

OTTIMO, GRAZIE A VOI MI E' TUTTO PIU' CHIARO ED HO CONOSCIUTO I PROVIDER GIUSTI, GRAZIE DI CUOREk


Commento n. 1 

da elisa il 28/02/2008 @ 15:42

Ottimo. Chiarezza divulgativa, senza mortificare la ricchezza della materia. Grazie

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