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Vi sono molte classificazioni delle paralisi cerebrale. Ne puo' derivare confusione ed incompatibilita' terminologica. Il sistema di classificazione piu' usato, adottato dall' American Academy for cerebral palsy (ora american academy of cerebral palsy and developmental medicine ) si basa sul quadro clinico. Il sistema e' basato sulla distibuzione topografica delle alterazioni del tono muscolare ( alterazione dei riflessi ) e dei movimenti. Questo particolare sistema di classificazione e' utile dal punto di vista clinico perche' descrive le paralisi cerebrale in termini di deficit motorio e di distribuzione. Un limite importante di questo sistema di classificazione e' che esso non tiene in considerazione le alterazioni dello sviluppo che si verificano comunemente nel bambino con paralisi cerebrale. La seguente classificazione inizia con una descrizione dell'alterazione fisiologica ( motoria ) seguita dai sottotipi specifici di paralisi cerebrale che comprendono la topologia. Spasticita': e' caratterizzata da un aumento del tono muscolare ( iperreflessia ), movimenti limitatie stereotipati, riflessi di stiramento patologici con clono, persistenza dei riflessi primitivi e tonici e scarso sviluppo dei meccanismi riflessi posturali. Emiplegia spastica: e' interessato un lato del corpo, l'arto superiore piu' dell'arto inferiore. E' spesso associata con strabismo, disfunzione motoria orale, disfunzione somato-sensoriale e disordini dell'apprendimento. Nella maturita' si sviluppano spesso convulsioni. Triplegia spastica: sono interessati gli arti, di solito entrambi gli arti inferiori ed un arto superiore. Puo' rappresentare una tetraplegia incompleta. Tetraplegia spastica: e' spesso correlata ad un'asfissia neonatale nei bambini a termine od a sanguinamento intraventricolare di 3° o 4° grado in neonati immaturi. Sono interessati tutti e quattro gli arti e la testa, il collo ed il tronco. Spesso si presenta inizialmente con ipotonia. Nelle alterazioni gravi, la postura ed i movimenti del bambino sono dominati sia dal tono in flessione che in estensione. La capacita' di eseguire movimenti contro gravita' e' molto limitata. Si associa a problemi della visione, dell'udito, a convulsioni, ritardo mentale e' capacita' motorie orali. Diplegia spastica: il termine e' usato raramente. E' molto spesso correlata a problemi di immaturita'. E'interessato tutto il corpo( paralisi bilaterale ); sono maggiormente interessati il tronco e gli arti inferiori rispetto agli arti superiori ed alla faccia. Spesso un lato e' piu' compromesso dell'altro ( emiplegia doppia ). Si hanno problemi associati di linguaggio, funzione motoria orale ed esotropia ( occhi incrociati ). Atetosi ( sindrome discinetica ): e' caratterizzata da una quantita' e da un tipo anormali di movimenti involontari con variabilita' della tensione, riflessi normali ed interessamento asimettrico. I movimenti anormali sono esagerati da un movimento volontario, da aggiustamenti posturali e da alterazioni emozionali o del linguaggio. Spesso e' associata ad alterazioni del linguaggio ed a scarso controllo respiratorio e motorio orale; e' correlata all'eritroblastosi ed all' asfissi aneonatale. Da notare che non tutta la seguente classificazione dell'atetosi e' stata adottata dall'American Academy of cerebral Palsy; viene riportata per completezza. Atetosi rotatoria: tipo comune che coinvolge i muscoli rotatori; di solito il movimento rotatorio e' lento. I piedi descrivono un movimento rotatorio, le mani sono pronate e supinate e le spalle sono ruotate internamente ed esternamente. Vi sono vari gradi di tensione muscolare. Tremore atetosico: tipo comune che interessa in modo irregolare e non sempre la contrazione ed il rilasciamento involontari dei flessori e degli estensori, degli abduttori e degli adduttori. Non si osserva movimento rotatorio. Atetosi distonica: gli arti, la testa, il collo ed il tronco assumono posizioni distorte. Vi e' aumento del tono muscolare. Nel tempopossono venire assunte diverse posizioni anomale. Coreoatetosi: piccoli movimenti involontari, imprevedibili della parte distale degli arti. Tensione atetosica: stato di aumentata tensione muscolare che blocca i movimenti atetosici involontari. La tensione non e' costante. Per poter applicare questa classificazione, la tensione deve essere la catteristica dominante; normalmente e' una classificazione temporanea. Atetosi non tensiva: movimenti involontari senza aumento del tono muscolare. E' una classificazione temporanea che identifica un fenomeno di trattamento e viene spesso osservata come sintomo iniziale della paralisi cerebrale nei bambini piccoli. Sbandieramento atetosico: un rarotipo di atetosi. Le braccia e le gambe vengono allontanate violentemente dalla spalla e dall'anca, ma vi e' un scarso interessamentodelle mani, dei polsi, delle dita delle mani o delle ginocchia. Atassia ( paralisi cerebrale atassica ): e' associata ad alterato sviluppo del cervelletto, e' caratterizzata da disturbi del senso dell'equilibrio, dissinergie e scarso tono posturale. La distribuzione e' bilaterale ed interessa il tronco e gli arti inferiori piu' degli arti superiori e delle mani, come anche la stazione prolungata e l'andatura. Spesso sono concomitanti la diplegia spastica e l'atetosi. L'atassia spesso segue uno stato iniziale di ipotonia. Problemi associati comprendono il nistagmo, una scarsa capacita' a seguire con gli occhi, un linguaggio tardivo e scarsamente articolato, astereognosi e scarsa sensibilita' profonda. Ipotonia ( paralisi cerebrale flaccida ): e' spesso uno stadio transitorio nell'evoluzione dell'atetosi verso la spasticita', e' caratterizzata da una riduzione del tono muscolare, da astenia reale od apparente e da una maggiore ampiezza dei movimenti. Un bambino assume, tipicamente una posizione " a rana " quando viene posto supino ed usa le mani per sorreggere il tronco nella posizione seduta. Tipi misti: ogni bambino con parali cerebrale che non rientra nelle caratteristiche descritte. Questo termine viene usato molto spesso per indicare la diplegia spastica mista ad atetosi. Diagnosi: di esclusiva competenza medico-specialistica, conferma del danno cerebrale ( TAC ). Riflessi neonatali patologici. L'istruzione dei genitori riveste un ruolo estremamente importante nel trattamento precoce. Le indicazioni devono essere molto chiare e i genitori devono conoscere alla perfezione perche' e cosa stanno facendo. Le indicazioni dovrebbero essere riassunte in 4 o 5 punti fondamentali, i punti principali( obiettivi del trattamento ) devono essere costantemente rivalutati ed eventualmente ridiscussi. I genitori non devono diventare co-terapisti per non distruggere il coretto rapporto con i figli, i genitori non devono guardare al bambino solo con occhi " riabilitativi ". I contenuti della terapia a domicilio dipendono dalle condizioni generali, dallo sviluppo raggiunto e dall'eta' del bambino. Strategie riabilitative ed obiettivi a secondo della patologia ( residue capacita' di recupero ) e dell'eta'attraverso Inibizione di reazioni associate, risoluzione di contratture, handling, facilitazioni, idrokinesiterapia, ippoterapia, regolazione ottimale del tono muscolare, stimolazione della percezione, stimolazione delle reazioni di equilibrio e di postura, ausili, ottimizzare la coordinazione e la concentrazione, migliorare l'abilita' ed il comportamento, fsioterapia, logopedia, ergoterapia. Per saperne di piu': Campbell SK: Pediatric neurologic physical therapy, Campbell SK: Physical therapy for children, Thompson GH, Rubin IL, Bilenker RM: Comprehensive management of cerebral palsy. Pagina aggiornata il 7 Settembre 2007
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