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“ ABUSIVISMO IN RIABILITAZIONE” A chi ci rivolgiamo dopo una frattura di femore, di omero o un intervento al menisco per riprendere la  motilità? Chi può rieducare la nostra respirazione se soffriamo di bronchiti croniche o di insufficienza respiratoria ? Chi può eseguire un linfodrenaggio terapeutico dopo un intervento al seno, se il braccio è gonfio ? Ed ancora, chi può rieducare un cardiopatico dopo un intervento di cardiochirurgia ? L’elenco delle domande è lungo, in quanto le competenze della riabilitazione si sono estese nel corso degli anni. Da quello ortopedico e neurologico iniziale la domanda di fisioterapia si è allargata alla reumatologia, cardiologia, flebologia, pneumologia, geriatria, uro-ginecologia, ecc…coprendo con le sue competenze tutte le fasce di età da quella neonatale a quella degli anziani. Si può facilmente intravedere non solo l’interesse scientifico e di ricerca, ma anche quello economico e occupazionale suscitato da una riabilitazione estesa a così vasti settori delle specialità mediche. Per questo ci rivolgiamo a tutti i cittadini per fare chiarezza su un fenomeno anche diffuso sul territorio, spesso segnalato al nostro servizio di riabilitazione dagli stessi pazienti. L’abusivismo in riabilitazione da parte di figure non autorizzate dalla legge né preparate da un iter formativo adeguato, è una realtà che è cresciuta progressivamente insieme alla riabilitazione che negli ultimi vent’anni ha esteso i suoi campi d’intervento Il fisioterapista, fino al 2000 terapista della riabilitazione, riconosciuto come operatore sanitario dal 1959, si occupa, infatti, di rieducazione motoria, cognitiva, occupazionale insieme con le altre figure mediche e  in particolare il fisiatra, figura medica di riferimento, con il quale elabora il programma riabilitativo. In sostanza elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione, pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali; propone l'adozione di protesi ed ausili, ne addestra all'uso e ne verifica l'efficacia. Svolge inoltre attività di studio e consulenza e presta  attività professionale in strutture sanitarie pubbliche e private in regime di dipendenza o libero-professionale. La Laurea in fisioterapia, che ha sostituito il Diploma Universitario nel 1998, viene conseguita dopo tre anni di studio con corsi a numero chiuso presso le università. Dopo aver riportato le caratteristiche che sono peculiari a questa figura sanitaria, vorremmo ulteriormente commentare l’abusivismo non  tanto come schieramento corporativo verso altre figure, ma piuttosto come onesto atto di informazione sanitaria e di difesa della ns. professione. Le segnalazioni pervenute, riportano trattamenti riabililitativi effettuati in palestre dove operano Isef o laureati in scienze motorie che per legge non rientrano nelle categorie di operatori sanitari e che quindi non possono occuparsi di terapie riabilitative. Il massaggiatore-massofisioterapista, è divenuto dal gennaio 97 “figura ad esaurimento”. Per contro qualsiasi corso per massaggiatore-massofisioterapista attivato dopo tale data non conferisce alcun titolo idoneo ad esercitare professione sanitaria, di conseguenza non è possibile neppure procedere ad alcuna assunzione in ambito sanitario. Per ciò che riguarda il laureato in scienze motorie ricordiamo che non è abilitato all’esercizio delle professioni sanitarie: il 24 aprile u.s. è stato abrogato ( dalla settima Commissione della Camera n.d.r.)l’articolo di legge che tentava di equiparare i laureati  in scienze motorie con i fisioterapisti. Appare dunque evidente che i laureati in scienze motorie non sono ad oggi equipollenti ai laureati in fisioterapia, non sono una professione sanitaria e il loro utilizzo in tal senso in strutture sanitarie risulta illegittimo e penalmente perseguibile ( vedi art. 348 codice penale ). Per aiutare il cittadino a difendersi dai fenomeni di abusivismo professionale , l’Associazione Italiana Fisioterapisti ( AIFI ) Regione Piemonte –Val D’Aosta ha predisposto un indirizzo elettronico (ABUSIVISMO@AIFIPIEMONTEVALLEDAOSTA.IT ) e un numero telefonico 011-6933684            dove poter chiedere informazioni.                         L’U.O. di Medicina Fisica e Riabilitativa ASL 16 Mondovì - Ceva

 

 

 
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