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Il sistema nervoso è spesso interessato da malattie che causano insufficienza cardiaca, polmonare, epatica, renale, pancreatica ed endocrina. Questo aspetto della neurologia, ovviamente, tocca  ogni branca della medicina interna e le sindromi risultanti devono essere familiari tanto all'internista quanto al neurologo, e non in ultimo al riabilitatore.

 

Encefalopatia anossica

Il substrato comune a questo gruppo di sindromi è un deficit di ossigenazione del cervello, causato da insufficienza cardio-circolatoria o respiratoria. Le circostanze più frequenti sono: - soffocamento (annegamento, inalazione di fumo, strangolamento e ostruzione tracheale dovuta a un corpo estraneo, a sangue o vomito); - avvelenamento da monossido di carbonio; - insufficienza respiratoria da trauma cranico e malattie che provocano paralisi dei muscoli respiratori (sindrome di Guillain-Barrè, poliomelite) - varie forme di collasso circolatorio (infarto miocardico, shock infettivo e traumatico). In tutte queste condizioni, il meccanismo può essere ricondotto a un insufficiente ossigenzazione del cervello e alla distruzione dei neuroni cerebrali che, non avendo la capacità di immagazzinare ossigeno, sono distrutti quando viene eliminato il loro apporto di ossigeno (entro 5 minuti se l'anossia è completa).

 

Ipercapnia (e ipossia) nelle malattie polmonari (ipercarbia)

Le malattie polmonari parenchimali croniche, l'insufficienza dei centri respiratori, o una grave ipostemia dei muscoli respiratori, sono tutte condizioni in grado di causare un'acidosi respiratoria. Policitemia secondaria e insufficienza cardiaca (cuore polmonare) possono accompagnare questi disturbi della ventilazione e si può sovrapporre un'infezione polmonare. La sindrone neurologica si manifesta con cefalea, papilledema, sonnolenza, ottundimento mentale, stato confusionale, tremore, improvvise perdite del tono muscolare (asterixis) e coma.

 

Encefalopatia ipoglicemica

Dal momento che il cervello dipende in larga misura dal glucosio per il suo metabilismo e ha soltanto una riserva di glucosio limitata, l'ipoglicemia non può essere tollerata per un periodo superiore a circa 90 minuti. In condizioni quali un iperdosaggio di insulina, un tumore delle cellule insulari, una deplezione del glicogeno epatico, una encefalopatia epatica acuta non itterica (sindrome di Reye), una malattia da accumulo di glicogeno, o uno stato ipoglicemico acuto ideopatico nei bambini.

 

Iperglicemia

Il coma diabetico con iperglicemia e chetoacidosi può essere corretto con misure mediche appropriate, nell'iperglicemica non chetosica il glucosio ematico può raggiungere livelli estremamente alti e associarsi a crisi epilettiche e segni cerebrali focali (emiparesi, afasia, deficit campimetrici), come pure a stupor e coma, per l'estrema iperosmolalità.

 

Encefalopatia epatica

E' un termine generico che indica diversi disturbi cerebrali conseguenti a compromissione della funzionalità epatica. Un'encefalopatia acuta può complicare l'epatite fulminante; una forma non itterica acuta si associa a infiltrazione grassa del fegato e di altri organi. Più comune è l'encefalopatia subacuta che complica tutte le varianti di malattie epatiche croniche.

 

Encefalopatia uremica

Alcuni tipi di encefalopatia possono svilupparsi nel corso di insufficienza renale e dialisi: - encefalopatia ipertensiva, è una sindrome a rapida evoluzione in cui una grave ipertensione si associa a cefalea, nausea e vomito, disturbi visivi, convulsioni, stato confusionale, stupor e coma. - sindrome uremica di clonie e convulsioni, vari fenomeni motori (clonie, tremore, mioclono, convulsioni) possono associarsi a insufficienza renale; talvolta questi fenomeni possono manifestarsi quando il paziente è ancora mentalmente lucido e la pressione arteriosa è normale. L'urea ematica è estremamente alta. La dialisi è l'unico trattamento efficace. - sindrome da alterato equilibrio: questo termine si riferisce a un gruppo di sintomi (cefalea, crampi muscolari, agitazione, sonnolenza e convulsioni) osservati in pazienti uremici durante la terza e la quarta ora di emodialisi o talvolta dopo il completamento della dialisi. - demenza da dialisi: questa sindrome può complicare l'emodialisi cronica. Essa inizia con una disartria che si manifesta sotto forma di balbuzie ed esitazioni, seguita da mioclonie facciali e generalizzate, crisi epilettiche, deterioramento intellettivo. La morta sopravviene nel giro di uno/due anni.

 

Encefalopatia ipercalcenica

Livelli estremamente elevati di calcio nel siero si associano a sonnolenza, perdita dell'attenzione, confusione e coma.

 

Mielinolisi centrale pontina

In questa malattia il centro della base del ponte e altre aree cerebrali vanno incontro a una demielinizzazione non infiammatoria più o meno simmetrica. Se la lesione è ampia, il paziente diventa quadriplegico e presenta sintomi di tipo pseudobulbare. Circa la metà dei casi si verifica in alcolisti.

Malattie metaboliche acquisite che si presentano con evidenti segni extrapiramidali e cerebellari La degenerazione epatocerebrale cronica acquisita e l'ipoparatiroidismo con calcificazione dei gangli della base e del cervelletto sono gli esempi meglio conosciuti. Un paziente con un tipo qualsiasi di cirrosi, con o senza precedenti attacchi di coma epatico, può presentarsi con una sindrome lentamente progressiva di disartria, coreoatetosi, atassia cerebellare e deterioramento mentale.

 

Malattie metaboliche che si manifestano con psicosi e demenza

Esempi di tali malattie sono le forme protratte di encefalopatia cronica porto-sistemica, il morbo di Cushing e altre psicosi da corticosteroidi, nonché le encefalopatie tiroidee (tireo-tossica e mixedematosa). Miopatie A seconda della patologia di base vengono distinte: - miopatie funzionali: senza alterazioni morfologiche della muscolatura striata (miastenie, miotonie). - miopatie strutturali (degenerative, infiammatorie, metabilche). Le miopatie possono classificarsi in miopatie distrofiche, infiammatorie e funzionali. Tra le progressive ricordiamo le forme più frequenti che sono: tipo Duchenne, Becker e facio scapolo-omerale. Caratteristici sono i segni all'EMG e all'esame istologico; aumento delle transaminasi sieriche e soprattutto del CPK nel sangue. Non è conosciuta alcuna terapia.

 

Metodiche riabilitative

Esercizi isometrici in particolare per i muscoli erettori della spina, muscolo gluteo massimo, muscolo quadricipite del femore, muscolatura addominale, elevatori e flessori dei piedi, muscolo tricipite del braccio, estensori delle dita e della mano. Particolarmente indicati gli esercizi di stabilizzazione in posizione supina o prona sopra una palla ginnica oppure contrazioni mobili al tavolo anatomico, nell'acqua. Isometria con schemi in diagonale secondo il principio PNF, esercizi secondo Brunkow. Non arrivare mai al limite delle capacità del paziente, non allungare i muscoli fino al massimo, prima del lavoro attivo elettroterapia, ultrasuoni, massaggio connettivale, idroterapia, eventuale prescrizione di ortesi, prevenzione dei decubiti, delle contratture e ginnastica respiratoria per mantenere costanti le funzioni vitali e le condizioni generali anche nell'evoluzione della malattia.

Pagina aggiornata il 7 Settembre 2007

 
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